<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412</id><updated>2011-12-03T13:53:46.563+01:00</updated><title type='text'>KARIBU</title><subtitle type='html'>Benvenuto a te, chiunque tu sia, ovunque tu sia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://renzobusana.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>78</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-2820062473998830347</id><published>2011-07-11T22:34:00.004+02:00</published><updated>2011-07-11T22:37:27.017+02:00</updated><title type='text'>Sorgente Kusoso</title><content type='html'>Sorgente Kusoso&lt;br /&gt;In ordine di tempo è l’ultima sorgente che è stata sistemata in modo che l’acqua possa essre raccolta ed utilizzata in modo “pulito”. La tecnica è la solita: covogliare l’acqua che sgorga spontaneamente dal suolo (solitamente in più rivoli) e canalizzarla verso un tubo di plastica. Il tutto bene cementato in modo che il luogo di fuoriuscita non sia sporcato da animali in vagabondaggio, da bambini che vi giochino dentro, da persone che vengono a lavarsi o a fare il bucato...&lt;br /&gt;Il lavoro è durato tre giorni e l’aiuto della popolazione è stato indispensabile nel mese precedente per pulire ben bene il luogo e per procurare sabbia e pietre (che fanno da filtro prima dell’uscita dell’acqua). La missione da parte sua aiuta con il cemento, gli operai, il trasporto del materiale se è necessario il piccolo camioncino, gli attrezzi da lavoro, il tubo in plastica o in ferro... Senza contribuzione della popolazione la sorgente non sarà sistemata: è una condizione senza la quale il lavoro non comincia, in quanto c’è bisogno che gli abitanti del quartiere facciano opera di  “appropriazione” della sorgente in modo che sia in seguito curata la manutenzione, la pulizia e la difesa da eventuali “vandali”.&lt;br /&gt;La sorgente Kusoso, serve centinaia di persone nel giorno del mercato domenicale e nei giorni di scuola poichè si trova giusto a valle dell’area destinata a queste due attività. &lt;br /&gt;In questi giorni riceviamo la bella notizia dell’aiuto messo a disposizione da alcuni amici di Bologna riuniti in associazione e di numerosi giovani delle scuole superiori che sponsorizzeranno la sistemazione di altre dieci sorgenti. Ringraziamo di cuore e ci mettiamo all’opera per il lavoro non facile di sensibilizzazione. &lt;br /&gt;N.B. nella foto l’acqua che esce dal tubo è già limpida, mentre l’acqua in basso è biancastra a causa del lavoro con sabbia e cemento appena terminato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-2820062473998830347?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2820062473998830347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2820062473998830347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2011/07/sorgente-kusoso.html' title='Sorgente Kusoso'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6335162011710475689</id><published>2011-03-06T20:47:00.006+01:00</published><updated>2011-03-06T20:58:23.484+01:00</updated><title type='text'>NUOVO BLOG</title><content type='html'>Ciao, da un pò di tempo cerco di pubblicare nuove notizie e foto su questo Blog che ci ha accompagnato oramai da alcuni anni. Non riuscendo a risolvere il problema ho pensato bene di crearne uno nuovo, che porta un titolo simile e spero potrò aggiornare più frequentemente. Ciao e arrivederci su KARIBU BABONDE:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;http://karibubabonde.blogspot.com&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6335162011710475689?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://karibubabonde.blogspot.com' title='NUOVO BLOG'/><link rel='enclosure' type='' href='http://karibubabonde.blogspot.com' length='0'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6335162011710475689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6335162011710475689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2011/03/nuovo-blog.html' title='NUOVO BLOG'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7240662515707940495</id><published>2011-01-04T20:19:00.001+01:00</published><updated>2011-01-04T20:21:55.056+01:00</updated><title type='text'>Fidanzamento... chi lo conosce?</title><content type='html'>In kiswahili si chiama ‘uchumba wazi’ quello che noi chiamiamo fidanzamento: il ragazzo e la sua famiglia si parlano con la ragazza e con la sua famiglia, per un certo periodo, concordando doveri riciproci, approfondendo la mutua conoscenza prima di andare a vivere insieme. A Babonde e nei dintorni è una pratica totalmente scomparsa, l’usanza oramai diffusa è l’accasarsi del ragazzo e della ragazza insieme senza molti preamboli, la ragazza fuggendo i genitori o assumendo le dovute conseguenze di una precoce gravidanza. In un secondo memento le famiglie entreranno in campo e i parenti della giovane esigeranno una abbondante se non esagerata dote dalla famiglia del giovane. La pratica di liste esorbitanti di doti da pagare e le frequantazioni rapide e superficiali dei giovani nei giorni ‘sacri’ di mercato accellerano ed accentuano la disparizione del ‘fidanzamento’. Ecco il mio stupore quando un giovane uomo sui 28 anni circa mi mette a conoscenza del suo desiderio di fidanzare la figlia di un catechista di un villaggio ad una ventina di chilometri, poichè non ama le ragazze del mercato e la loro ‘leggerezza’. Il riso seminato nel campo non è ancora maturo, così io potrò avanzargli un pò di soldi in modo che possa presentarsi e dotare in fretta la famiglia della ragazza e così fidanzarsi. L’idea mi sembra buona ed approvo. Una settimana più tardi, la sera di uno dei famosi giorni di mercato, ecco che il catechista in questione arriva trafelato ed in lacrime alla missione: la figlia è andata al mercato con il suo primo bimbo di dieci mesi avuto da una precedente relazione e lo ha affidato ad un giovane di sua conoscenza mentre vendeva i prodotti del campo. Al momento di recuperare il figlio, bimbo e giovane sono spariti. Disperata li cerca per tutto il mercato senza trovarli. Del giovane conosce solo il nome di battesimo ma non ancora il nome di famiglia e conosce appossimativamente il villaggio dove abita. Mentre il catechista angosciato mi racconta i fatti, collego immediatamente le informazioni frammentarie a quanto avevo saputo la settimana precedente... il giovane è lo stesso che avrebbe voluto essere mchumba wazi. Solo che in brevissimo tempo la sua intenzione primaria è rapidamnte mutata: senza neppure presentarsi al padre della ragazza, ne ‘ruba’ il bebè con la speranza di forzare la ragazza a seguirlo e ad accasarsi in fretta. Sicuro di ritrovare il bimbo ci mettiamo in strada di notte, diretti al villaggio del giovane che aspetta visite ma non certamente la nostra delegazione. Ritroviamo e recuperiamo il bimbo addormentato tra le braccia di una parente. Non ci sono molte parole da dire, se non constatare con amarezza una voltà di più la sparizione e il tradimento di una bella tradizione una volta presente tra le tribù walika di Babonde, in bell’accordo con la tradizione cristiana e che avrebbe il pregio di evitare numerosi e dolorosi effetti collaterali all’altra pratica oramai prevalente dell’accasamento precoce e inopinato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7240662515707940495?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7240662515707940495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7240662515707940495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2011/01/fidanzamento-chi-lo-conosce.html' title='Fidanzamento... chi lo conosce?'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-4367644060822100345</id><published>2011-01-04T20:14:00.002+01:00</published><updated>2011-01-04T20:18:23.199+01:00</updated><title type='text'>BUON NATALE</title><content type='html'>In sintonia perfetta con tutti i bimbi del mondo di tutti i colori attorno alla grotta BUON NATALE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-4367644060822100345?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/4367644060822100345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/4367644060822100345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2011/01/buon-natale.html' title='BUON NATALE'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-2913589106716545539</id><published>2010-08-14T11:18:00.006+02:00</published><updated>2010-08-14T11:30:36.244+02:00</updated><title type='text'>Gruppi nascenti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZg91nXHgI/AAAAAAAAAK0/ZXf-bIKZ_YM/s1600/IMG_3452+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZg91nXHgI/AAAAAAAAAK0/ZXf-bIKZ_YM/s320/IMG_3452+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505194209987468802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZgfT6K5TI/AAAAAAAAAKs/Nj4aCWr0fUo/s1600/IMG_2999+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZgfT6K5TI/AAAAAAAAAKs/Nj4aCWr0fUo/s320/IMG_2999+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505193685543478578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZgAFtPnAI/AAAAAAAAAKk/694YVgSlJHM/s1600/IMG_2944+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZgAFtPnAI/AAAAAAAAAKk/694YVgSlJHM/s320/IMG_2944+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505193149155220482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I giovani devono sempre stare al cuore delle differenti attivita' di una parrocchia... Quest'anno abbiamo festeggiato la nascita o meglio la rinascita del gruppo di Scuots. E' un po' "alla buona", secondo le tradizioni che vogliono gli scouts soprattutto degli abili animatori di danze, talvolta spericolate. In ogni caso abbiamo tentato di recuperare qualche libro di formazione e qualche formatore in provenienza da Isiro per dare un po' di "contenuto" e di spina dorsale... vedremo l'evoluzione. &lt;br /&gt;Altro capitolo importante lo sport ed il torneo di calcio, terminato purtroppo nella "bagarre", nella confusione e nell'impossibilita' di accettare che per forza ci sia un perdente. I tifosi di Babonde avevano giurato che il trofeo non sarebbe uscito per un altro villaggio, avrebbero piuttosto sbarrato la strada se la squadra di Yambenda fosse risultata vincitrice. Qualche arbitro ha dovuto talvolta prendere la fuga per salvarsi, o ha dovuto rimangiarsi le decisioni sotto la pressione dell'ufficio centrale o sei tifosi. Qualche altra equipe ha abbandonato il terreno non contenta delle decisioni... E' comunque da continuare questa iniziativa, occasione di associare i giovani e di far loro comprendere che un regolamento esiste e che anche la sconfitta fa parte del gioco. Gli stessi giovani associati si sono gia' dimostrati disponibili per sistemare qualche tratto di strada o per qualche costruzione di utilita' comune.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-2913589106716545539?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2913589106716545539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2913589106716545539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/08/gruppi-nascenti.html' title='Gruppi nascenti'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZg91nXHgI/AAAAAAAAAK0/ZXf-bIKZ_YM/s72-c/IMG_3452+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-4416646537542607467</id><published>2010-08-14T10:57:00.007+02:00</published><updated>2010-08-14T11:18:01.715+02:00</updated><title type='text'>Quando venite?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZfEikQC1I/AAAAAAAAAKc/668hhR-VpYc/s1600/IMG_4156+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZfEikQC1I/AAAAAAAAAKc/668hhR-VpYc/s320/IMG_4156+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505192126109977426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZdUVttdPI/AAAAAAAAAKM/XWDsF21h8q8/s1600/IMG_4154+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZdUVttdPI/AAAAAAAAAKM/XWDsF21h8q8/s320/IMG_4154+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505190198514644210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZc0enta-I/AAAAAAAAAKE/UZ0Pmgv8kgg/s1600/IMG_3077+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZc0enta-I/AAAAAAAAAKE/UZ0Pmgv8kgg/s320/IMG_3077+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505189651149581282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra le varie attivita' pastorali, qualche costruzione in mezzo. Anch'essa realizzazione della nostra scuola muratori, che ha per obiettivo la formazione di giovani capaci di aiutare concretamente lo sviluppo del luogo, senza andare in prestito di muratori stranieri, ma lasciando sul posto le conoscenze necessarie.  Venendo qui in Africa pensavo che sarebbe stato facile un gemmellaggio Italia-Congo, ma davvero le cose non sono andate cosi'. Tuttavia noi ci stiamo preparando ad accogliere quanti vorranno farci visita, innanzitutto con la logistica: una casettina con due stanze e bagni (del "mai visto" da queste parti. A dire il vero abbiamo dovuto affrettare i lavori per la data del 15 luglio, in modo da poter accogliere con un po' piu' di tranquillita' i numerosi visitatori in occasione delle ordinazioni sacerdotali, andando a prestito di materassi e di coperte... e i servizi sanitari non sono ancora perfettemante installati. Per gli amanti delle costruzioni metto a conoscenza che la fossa biologica sta per essere completata e manca ancora un buon deposito d'acqua. &lt;br /&gt;Tuttavia, anche se noi ci diamo da fare, la situazione delle strade rimane invariata se non peggiorata, e il servizio aereo di tanto in tanto conosce delle perturbazioni con frequenti sospensioni di voli. Quel caro "ponte" Italia-Congo rimane ancora al livello dei piloni di fondazione... con un po' di pazienza, di fede e di coraggio anch'esso si realizzera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-4416646537542607467?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/4416646537542607467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/4416646537542607467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/08/quando-venite.html' title='Quando venite?'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZfEikQC1I/AAAAAAAAAKc/668hhR-VpYc/s72-c/IMG_4156+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-547244921895511203</id><published>2010-08-14T10:38:00.005+02:00</published><updated>2010-08-14T10:56:00.693+02:00</updated><title type='text'>ATELIER</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZZ8kW3OPI/AAAAAAAAAJ8/IKPnl6MU9Bg/s1600/IMG_4238+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZZ8kW3OPI/AAAAAAAAAJ8/IKPnl6MU9Bg/s320/IMG_4238+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505186491593603314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZZd2pPMmI/AAAAAAAAAJ0/inzX_PYFm9c/s1600/IMG_4235+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZZd2pPMmI/AAAAAAAAAJ0/inzX_PYFm9c/s320/IMG_4235+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505185963926565474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZWqLygDJI/AAAAAAAAAJc/W6ekqJLD9uQ/s1600/IMG_4166+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZWqLygDJI/AAAAAAAAAJc/W6ekqJLD9uQ/s320/IMG_4166+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505182877226110098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nuovo Atelier&lt;br /&gt;Finalmente, dopo aver lottato insieme ai giovani della “scuola muratori”, ai trasportatori di materiali da costruzione su strade impossibili, e all’aiuto di molti da Saonara, Padova/Crocifisso/Pieve di Curtarolo, Milano, Bologna… la “Salle p. Bernard” è pronta ad ospitare il nuovo atelier di Taglio e Cucito (grazie a tutti coloro che hanno inviato le utilissime macchine da cucite tra le quali la prima a "zig zag" di babonde). Sarà un gruppo di donne riunite in associazione che lo gestirà nel prossimo mese di settembre, mentre stiamo cercando qualche valido maestro. Pensiamo di ospitare nella stessa sala anche ad una Scuola di alfabetizzazione e alla Scuola di computer, compreso il probabile internet. L’associazione di donne si chiama PIF, non suona troppo bene in italiano, ma il suo significato è veramente bello e ambizioso: per la Promozione Integrale della Donna (Femme), speriamo molto bene nel futuro di questa associazione. La sala invece l’abbiamo dedicata a p. Bernard poiché Bernard Hams fu il primo missionario ad arrivare in questi villaggi a partire da Bafwabaka; Bernard Hemmerik fu il primo responsabile della nascente parrocchia di Babonde, poco più di una cinquantina d’anni fa. Ed abbiamo voluto aggiungere anche il pensiero ad una altro Bernardo, Longo, il missionario di Nduye che non è mai giunto qui attraversando i circa 350 chilometri, ma fa parte della stessa diocesi ed è conosciuto di fama. Che il loro pensiero sia benedizione per tutte le attività e persone che frequenteranno questa sala.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-547244921895511203?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/547244921895511203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/547244921895511203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/08/nuovo-atelier-finalmente-dopo-aver.html' title='ATELIER'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZZ8kW3OPI/AAAAAAAAAJ8/IKPnl6MU9Bg/s72-c/IMG_4238+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5047909139111805063</id><published>2010-08-14T10:20:00.004+02:00</published><updated>2010-08-14T10:38:00.921+02:00</updated><title type='text'>Ordinazioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZVjrY7ElI/AAAAAAAAAJU/VEG_Wp8UAog/s1600/prov+540.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZVjrY7ElI/AAAAAAAAAJU/VEG_Wp8UAog/s320/prov+540.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505181665938051666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZUDVNWVcI/AAAAAAAAAJM/Oo1xcKFPpZU/s1600/prov+535+%5B800x600%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZUDVNWVcI/AAAAAAAAAJM/Oo1xcKFPpZU/s320/prov+535+%5B800x600%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505180010716485058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ raro che in un villaggio di foresta vi sia una cerimonia così solenne come quattro ordinazioni sacerdotali: quattro preti della nostra diocesi di Wamba, Eugene, Ernest, Romain e Benjamin hanno ricevuto l’imposizione delle mani da parte del vescovo Kataka Janvier e dei numerosi altri preti venuti per l’occasione. E’ stata festa per le famiglie, per Babonde e per tutti gli abitanti della “chefferia” dei Balika-Toriko (l’organizzazione amministrativa che raggruppa i più di quattrocento villaggi della tribù dei walika). Rappresentanti di altre confessioni religiose, direttori di scuole elementari e secondarie, medici e personale curante degli ospedali dei territori vicini, capi di villaggio, di “groupement” (raggruppamenti di villaggio) e di “chefferies”, qualche onorabile deputato, catechisti e fedeli… tanta gente come “mai si era vista a Babonde”, secondo la testimonianza di qualcuno. L’evento certamente è stato straordinario, il lavoro di preparazione anche, la “grazia” che non si vede con gli occhi, speriamo pure sia stata abbondante. Quattro giovani nati da famiglie dei Balika-Toriko, cresciuti nei villaggi circostanti, che hanno studiato nelle scuole elementari del luogo e che ora, dopo altri anni di filosofia e teologia sono preti per il servizio nella Chiesa. Preti per annunciare “buone notizie”, per ricordare e “dimostrare” l’esempio di un “maestro” che non si e' accontentato di insegnare. La tradizione di qui vuole vedere nel prete anche un "capo", una autorita' equiparabile alle grandi personalita' del luogo, ecco che tra i doni fatti dopo la cerimonia di ordinazione non puo' mancare il cappello tipico, abbellito con piume rosse di pappagallo e una specie di scopino da tenere in mano. Il nostro augurio: che questi nuovi preti siano autorevoli come lo fu Gesu' per il bene degli uomini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5047909139111805063?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5047909139111805063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5047909139111805063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/08/ordinazioni.html' title='Ordinazioni'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGZVjrY7ElI/AAAAAAAAAJU/VEG_Wp8UAog/s72-c/prov+540.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7714626229833064635</id><published>2010-08-13T14:18:00.002+02:00</published><updated>2010-09-08T12:03:58.320+02:00</updated><title type='text'>NUOVO INDIRIZZO MAIL</title><content type='html'>Diciamo che i problemi di connessione sono diventati notevoli, ecco il nuovo indirizzo mail, da preferire se il vecchio (renzo.busana@dehoniani.it)indica casella piena:&lt;br /&gt;babonde63@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7714626229833064635?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7714626229833064635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7714626229833064635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/08/nuovo-indirizzo-mail.html' title='NUOVO INDIRIZZO MAIL'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-3567446191114161838</id><published>2010-08-13T10:17:00.005+02:00</published><updated>2010-08-14T10:45:45.477+02:00</updated><title type='text'>omaggio alla BOUE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGUBLUn4PRI/AAAAAAAAAI8/6GWBaMCj6FM/s1600/IMG_1930+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGUBLUn4PRI/AAAAAAAAAI8/6GWBaMCj6FM/s320/IMG_1930+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504807413556460818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Omaggio alla “boue” &lt;br /&gt;La foto è stata presa durante il viaggio fatto all’inizio dell’anno, direzione la missione di Mambasa, nella stessa nostra diocesi di Wamba ma a più di 350 chilometri di distanza. Una sessantina di questi chilometri, affrontati in moto, erano veramente difficili a causa della “boue”, parola francese che approssimativamente si pronuncia ‘bu’ e che significa ‘fango’. Per gli amanti delle lingue, tradotta in kiswahili suona invece così: ‘potopoto’. Non essendo né chimico, né fisico, né geologo non saprei dire il perché di questo colore rosso, certo che è simpatico, ed oggi vorrei scrivere qualcosa su questa “boue” senza sputarci sopra, anche se più volte ci siamo involontariamente e malvolentieri immersi in essa: me la immagino paradigma della condizione umana e delle sue speranze. &lt;br /&gt;Mi ispira poiché vedendola penso ai buoni mattoni cotti che ci si potrebbero fare, mentre a Babonde la presenza di troppa sabbia impedisce una buona consistenza; una “boue” simile, inzuppata d’acqua, è ricercata anche dalle donne quando devono intonacare la loro casa fatta di una struttura di pali di legno intrecciati; un’altra “boue” diversa nel colore, raccolta vicino ai torrenti, è invece utilizzata per fabbricare pentole e recipienti, i più diversi ed utili…&lt;br /&gt;Certo noi che eravamo in strada e ci eravamo già immersi fino alla vita un paio di volte in qualcuno di quei grandi buchi che scavano i camion carichi di merce incapaci di avanzare su di un terreno soffice impregnato d’acqua, in quel momento preciso la “boue” ci veniva fuori dagli occhi e non eravamo capaci di apprezzarla, rimpiangevamo un po’ di liscio asfalto (o almeno io lo rimpiangevo, visto che Valentino con il quale ho fatto il viaggio non credo abbia ancora avuto l’occasione di vederlo, se non qualche centinaio di metri ad Isiro), rimpiangevamo persino quei due chilometri fatti sul letto di un torrente parallelo al nostro percorso: deviazione provvidenziale per evitare dell’altra “boue” sulla strada, impossibile da superare.&lt;br /&gt;Eh sì, a seconda delle situazioni di vita la medesima “boue” la si può cercare o fuggire, è preziosa o inutile, se non addirittura dannosa e nociva. Allo stesso modo l’uomo e la condizione umana, molto dipende da come la si guarda, lo stesso uomo, oggi amico ed “utile” domani lo si disprezza ed evita. La troppa “boue” che ti si incolla addosso e ti fa scivolare, che sporca e rallenta il cammino, che fa rimpiangere l’essersi messi in strada, è lei che accomuna tutti nella stessa fatica e nello stesso colore, che abbassa gli spiriti bollenti od orgogliosi e spinge a chiedere aiuto. Toccare l’umanità, ogni umanità, non è facile né semplice eppure siamo fatti della stessa, medesima umanità. Colui che è talvolta evitato divento ad un certo momento il percorso obbligatorio per raggiungere la meta. Dice la Bibbia che dal fango siamo stati tratti, per una avventura umana e divina, ma non dimentica di ricordare che nello stesso fango ritorneremo. Parentesi felice di colui che rimane pulito per un po’ di tempo soltanto, o piuttosto il fatto che noi uomini, pur rimanendo fango siamo afferrati alla mano e senza merito siamo tirati altrove? Probabilmente con san Francesco potremmo aggiungere “Laudato sii mì Signore per nostra sora “boue”, così sporca ma che tu fai bella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-3567446191114161838?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/3567446191114161838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/3567446191114161838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/08/omaggio-alla-boue.html' title='omaggio alla BOUE'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/TGUBLUn4PRI/AAAAAAAAAI8/6GWBaMCj6FM/s72-c/IMG_1930+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8446981351858176141</id><published>2010-03-04T14:57:00.003+01:00</published><updated>2010-03-04T15:29:58.611+01:00</updated><title type='text'>Mzee Gianni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S4_DPhW5UOI/AAAAAAAAAIw/OPoFuEbKGNE/s1600-h/gianniIMG_2571.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 312px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S4_DPhW5UOI/AAAAAAAAAIw/OPoFuEbKGNE/s320/gianniIMG_2571.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444785145934074082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono tre gli anni passati insieme a Gianni, ma sono dieci quelli che lui ha vissuto a Babonde e vent’otto quelli che ha trascorso nella missione del Congo, passando per Kisangani e Mambasa. E’ giunto il momento di salutarci, o meglio, lui ha pensato che venuto è il tempo di salutare la missione del Congo per continuare quella in Italia.&lt;br /&gt;Raggiunti i limiti di età? La preoccupazione di lasciare lo spazio ai più giovani? Il desiderio di un periodo finale della vita più calmo, ma se possibile ancora più intenso nella preghiera? La consapevolezza che ogni cosa ha termine ed è controproducente cercare di prolungarla all’infinito? Il rispetto per la sua scelta si mescola alle lacrime, le mie e della gente di Babonde perché è duro perdere un padre, ed è fortuna averne più di uno nella vita, oltre al proprio biologico. Si schernisce padre Gianni dicendo che non lascerà grandi buchi poiché non ricorda di avere fatto grandi cose. Saggiamente dimentica le molte “cose” fatte e riconosce il “solo” avere cercato di amare, noi, tutti. Rimane qualche altra cosa oltre all’amore? Oggi molti rimpiangono un “padre”, certo non perduto ma fisicamente un po’ più lontano.&lt;br /&gt;Sono cento le specie di amori che Gianni ha avuto per le “cento” e più persone che hanno bussato alla sua porta, a partire dai piccoli, quelli che tutti scansano perché infastidiscono: i &lt;em&gt;minus habens&lt;/em&gt;, gli epilettici, i folli e i poveri. Difficile è il dialogo con colui che parla senza logica apparente e che “mangia” tutto il tuo tempo; difficile curare con la tua premura di alcuni momenti “di tanto in tanto” colui che ha bisogno di un’assistenza permanente; difficile intessere una relazione con colui che si accontenta di chiedere e solo a stento si scopre che cosa può dare. E poi l’amore per gli studenti e la loro formazione perché sia intellettuale e morale insieme, chiave di svolta per cambiare in meglio un paese in rovina, e che abbiano anche degli insegnanti qualificati poiché non si può dare ciò che non si ha, e un minimo di strutture decenti poiché non si può scrivere seduti per terra, quaderno sulle ginocchia. E quindi i malati indigenti, ai quali le cure sono sistematicamente negate perché non abbienti e puntualmente in ritardo rispetto all’urgenza delle cure necessarie;  di fronte ad essi la compassione e l’aiuto non sono venuti meno quando invece all’interno della sanità pubblica il giuramento di Ippocrate sembra non conosciuto o forzosamente dimenticato, perché anche il medico ha famiglia e figli a scuola e senza salario deve “rifarsi” sui suoi malati. Cento specie di amori, per uno sviluppo duraturo che forzi una volta per tutte l’inconcludente “aiuto tampone” creando risorse, mobilitando energie; amori per una giustizia fondata sul diritto vincendo le logiche correnti del sopruso, dell’arbitrio e dell’impunità che fa leva sull’ignoranza dei diritti e sull’isolamento dei semplici; amori per il rispetto delle donne, protagoniste nascoste della vita che nasce e che cresce, alle quali non sono riconosciuti che doveri e lavori. Cento specie di amori nella pastorale esigente di quaranta villaggi senza campanili, ma certi della loro identità di comunità cristiane, desiderosi di Cristo e del suo perdono nella confessione, del battesimo e della preparazione necessaria; villaggi con poche persone o numerosi da essere degni di diventare da subito parrocchia, ma tutti puntigliosamente bisognosi di presenza e consigli, di attenzioni e di cura. Dice così un saggio: &lt;br /&gt;"Chi ha cento specie di amori ha cento specie di dolori.&lt;br /&gt;Chi ha novanta specie d'amori ha novanta specie di dolori...&lt;br /&gt;Chi ha un amore ha un dolore.&lt;br /&gt;Chi non ha amore non ha dolore". &lt;br /&gt;L’abbiamo visto l’amore di Gianni, io e la gente di Babonde, l’abbiamo intuito il suo dolore, profondo e forte. Sappiamo da dove viene la commozione della sua voce al momento del saluto. Chi potrà ricompensare? Colui che dona gratuitamente gusta l’agro e il dolce insieme, senza potersi esimere. Ci ha promesso preghiere, la prima del mattino, del mattino di ogni giorno e crediamo che come rugiada sarà efficace. Non si pagano cento amori, tu Gianni accetta un “grazie”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8446981351858176141?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8446981351858176141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8446981351858176141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/03/mzee-gianni.html' title='Mzee Gianni'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S4_DPhW5UOI/AAAAAAAAAIw/OPoFuEbKGNE/s72-c/gianniIMG_2571.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-1263656324695089669</id><published>2010-03-03T14:03:00.004+01:00</published><updated>2010-08-13T19:56:05.198+02:00</updated><title type='text'>Spettacoli</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S45f2NwCaZI/AAAAAAAAAIo/6XaSWc0fFWA/s1600-h/1HPIM3763.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S45f2NwCaZI/AAAAAAAAAIo/6XaSWc0fFWA/s320/1HPIM3763.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444394384546228626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una Land Rover è uno spettacolo talvolta. Nel senso che di vetture non ne circolano molte sulle strade/sentieri del nostro territorio. Assieme alle vetture anche le motociclette sono un richiamo per i bimbi che lasciano volentieri i loro giochi - senza giocattoli -  per salutare con molto entusiasmo e grida acute i viaggiatori. Se ci si impegna nel rispondere ai saluti può succedere di rientrare affaticati e con la voce debole. Le grida dei primi attirano l’attenzione dei bimbi che stanno  più avanti, così che talvolta corrono veloci lungo i bordi della strada, preparandosi per tempo, in modo da offrire il loro “benvenuto”. La velocità, sempre ridotta, permette saluti e piccoli dialoghi, talvolta a scapito dell’attenzione necessaria su un percorso sempre accidentato. Wonodokuu! Wa ka gayani? Asekwabo? (nella lingua kilika, la sola che i bimbi conoscono, e che io padroneggio giusto per rispondere a questi piccoli dialoghi). Purtroppo domenica 14 febbraio la Land Rover è diventata spettacolo per un altro motivo: è andata all’aria, mostrando le sue gambe (ruote). Imperizia del nostro nuovo giovane autista, distrazione, eccesso di velocità, cattive condizioni della strada? Certo possiamo cercare cause e ragioni, sta di fatto che l’incidente poteva trasformarsi in tragedia per qualcuna della dodici persone che erano all’interno e che oramai in prossimità d’Ibambi, si preparavano a partecipare alla festa di quella indimenticabile domenica. In francese si dice “tonneau” una piroetta fatta su se stessi. La nostra vettura dopo essersi posata sul fianco si è fermata sul suo tetto, mandando tutti con la testa in basso e il pensiero a Dio. Il cristallo rovina in pezzi sui primi due, la carrozzeria di schiaccia dalla parte del passeggero davanti. Altri vetri in pezzi, scossoni ed urti. Poco a poco, uno dopo l’altro tutti i passeggeri escono con le proprie forze. Non un morto, non un ferito, non un osso rotto, non un trauma alla testa. Un giovane ragazza presa dall’angoscia una volta fuori dal veicolo inizia a gridare pensando d’essere l’unica sopravissuta e sviene. Qualche goccia di disinfettante per i due che hanno ricevuto graffi alla spalla, sulla guancia e molto spavento. “Mungu asifiwe”, “Dio sia lodato” ancora una volta, una protezione dall’alto non è venuta meno. Non abbiamo vittime da piangere, nessuno tra i passanti sulla strada è stato urtato, nessuna casa abbattuta. Un gruppo di giovani pieni di forza raddrizza la vettura e la spinge alla missione. A dopo le riparazioni. Nelle preghiere del mattino che facciamo ogni giorno prima di iniziare la messa c’è anche “Malaika mlinzi yangu” all’angelo custode. Certo con il cuore in gola, la festa di quella domenica occasionata dalla prima messa di due nostri giovani confratelli da poco ordinati preti ha potuto svolgersi nella calma e nel ringraziamento.&lt;br /&gt;N.B. La data sulla foto non corrisponde in quanto la macchina fotografica era impostata su quella data errata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-1263656324695089669?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1263656324695089669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1263656324695089669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/03/spettacoli.html' title='Spettacoli'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S45f2NwCaZI/AAAAAAAAAIo/6XaSWc0fFWA/s72-c/1HPIM3763.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5988263145054770972</id><published>2010-03-03T09:15:00.001+01:00</published><updated>2010-03-03T09:19:29.240+01:00</updated><title type='text'>Sorcellerie</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S44bcKhTy7I/AAAAAAAAAIg/vS25s--y9xw/s1600-h/madam.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S44bcKhTy7I/AAAAAAAAAIg/vS25s--y9xw/s320/madam.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444319170211859378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Sorcellerie” in lingua francese, che in italiano si traduce con “stregoneria”, ossia l’astuzia e l’ignoranza al servizio dell’interesse privato, secondo le più accreditate analisi. Siamo nel mese di gennaio a Gbunzunzu. Dopo la messa mi raggiunge una signora sulla cinquantina ed espone il suo caso. Nel villaggio dove abitava, a qualche chilometro di distanza, da diverso tempo accadevano fatti difficili a spiegarsi, numerosi malati, numerose morti di persone giovani, troppi animali da cortile uccisi e divorati da un leopardo che nessuno riusciva a cacciare. Il marito, capo del villaggio, ed i saggi consiglieri, non sapendo più che fare, con il permesso della “chefferie”, l’autorità civile del posto, prendono la decisione di fare appello al famoso stregone di Lomami, che più volte ha risolto casi simili. Giunto sul posto, dopo alcuni giorni di colloqui e di pratiche rituali dona finalmente il suo verdetto. La responsabilità di tutto il cumulo di sciagure è da attribuire a due donne, tra le quali la nostra signora, sposata al capo villaggio da più di vent’anni e madre di numerosi figli e figlie. Non c’è possibilità d’appello, la donna dovrà andarsene e trovare riparo presso la famiglia di uno dei figli, a Gbunzunzu appunto. Se il marito la vorrà tenere dovrà anche lui andarsene. Strano che in tutti questi anni non si sia accorto di avere tra le mani una persona così “pericolosa”. Numerosi dei testimoni al “processo” sono cristiani che fin dal loro battesimo hanno abbandonato queste pratiche come azioni di gente pagana, ancora priva della luce e della libertà del Cristo, ma il peso delle tradizioni e delle credenze non smette di farla da padrone. E’ una chiara falla nell’evangelizzazione, o il necessario constato che la fede anche se accolta con gioia ed entusiasmo solo poco a poco arriva a toccare i numerosi aspetti della vita concreta, progressivamente ci si accorge che qualcos’altro è da fare. La constatazione è vera per ciascun individuo di ciascuna cultura e latitudine. La costituzione della Repubblica sancisce che l’accusa di stregoneria è fuori legge e punita, ma di leggi sulla carta e di diritti sanciti e non attivi ne è pieno il mondo. Il consiglio dei catechisti si è impegnato a tutelare i diritti della donna, la quale è rinviata a mani nude, senza portare nulla con sé. La commissione Giustizia e pace farà rapporto alle autorità, senza troppo sperare. Non so come andrà a finire, certo continuerà il Vangelo a donare luce e ad esortare al cambiamento. Giustizia e verità si abbracceranno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5988263145054770972?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5988263145054770972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5988263145054770972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/03/sorcellerie.html' title='Sorcellerie'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S44bcKhTy7I/AAAAAAAAAIg/vS25s--y9xw/s72-c/madam.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-1481932732982538312</id><published>2010-01-04T14:29:00.002+01:00</published><updated>2010-01-04T14:35:12.122+01:00</updated><title type='text'>GRAZIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S0HuhS4NLHI/AAAAAAAAAIY/63eeexQhxSc/s1600-h/IMG_2218.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S0HuhS4NLHI/AAAAAAAAAIY/63eeexQhxSc/s320/IMG_2218.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422877682101464178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un grande grazie a tutti coloro che hanno collaborato, nelle più diverse forme, all'allestimento del container e di tutto il materiale che è stato messo all'interno.&lt;br /&gt;Ci aiuterà, ed aiuterà molti. Mi dispiace non averlo già a Babonde, per ora sono riuscito semplicemente a "vederlo" a Mangina dove è ben depositato e custodito.&lt;br /&gt;In ogni caso di nuovo un grande Grazie, p. Renzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-1481932732982538312?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1481932732982538312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1481932732982538312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/01/grazie.html' title='GRAZIE'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S0HuhS4NLHI/AAAAAAAAAIY/63eeexQhxSc/s72-c/IMG_2218.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5337881377333671907</id><published>2010-01-04T13:56:00.002+01:00</published><updated>2010-01-04T14:28:42.689+01:00</updated><title type='text'>Natale e dintorni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S0HsxwKsbkI/AAAAAAAAAIQ/B4pNyUwzVbE/s1600-h/IMG_1929.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S0HsxwKsbkI/AAAAAAAAAIQ/B4pNyUwzVbE/s320/IMG_1929.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422875765818289730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ciao, e BUON NATALE.&lt;br /&gt;In Africa è normale diventare un pò "selvatici" e passare sopra appuntamenti e riti "normali" in altri contesti. Eccomi a Mambasa, diretto a Mangina dopo aver fatto la terribile strada di Niania. Scusate la citazione dei nomi che probabilmente non dicono molto, ma per noi hanno significato chilometri di fango e fatica.&lt;br /&gt;Lo scopo del viaggio è quello di verificare il materiale arrivato dall'Italia con il container ed organizzarne il trasporto fino alla nostra isolata Babonde. La speranza era quella di trovare una strada accidentata ma praticabile in tempo di stagione secca, invece non è ancora il caso... attenderemo ancora, la pazienza è una dote che si fabbrica qui sul posto e chi la consuma tutta è bene faccia le valige per rientrare. A Mangina ho incontrato Mario, un italiano di Lecco che ha oramai 74 anni, malato ma ancora al lavoro. Laico consacrato allo sviluppo nella costruzione di scuole, ponti, centraline per la produzione di corrente elettrica, alimentazione... Una vita spesa per l'Africa e per gli africani. Ne parlo perchè alla sua età non cerca bilanci, ma dice: "pero di poter restare qui il più a lungo possibile"... E' una vita alla giornata, facendo "bene" del bene, senza pensare se avrà la forza ed il tempo per portare a compimento quanto sta portando avanti di nuovo, confidando ed affidandosi. "Goccia nel mare" piccolo fiore nel prato. E' contento e sereno nonostante i movimenti difficili ed una "robusta" sordità senile.&lt;br /&gt;Pregherà per me ed io per lui. &lt;br /&gt;E' stato per me l'immagine concreta di questo Natale. L'immagine della piccolezza e della fragilità del bimbo, insieme alla forza e alla robustezza della Speranza. Non alla ricerca di bilanci ma con gli occhi rivolti al domani per gustare la sua Pace nel cuore e per costruire una pace all'intorno fatta di preghiere ed opere buone (quello che oggi amiamo di più chiamare "progetti).&lt;br /&gt;Ringrazio Mario. A tutti Buon Natale e Buon Anno nuovo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5337881377333671907?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5337881377333671907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5337881377333671907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2010/01/natale-e-dintorni.html' title='Natale e dintorni'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/S0HsxwKsbkI/AAAAAAAAAIQ/B4pNyUwzVbE/s72-c/IMG_1929.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8703862593686143633</id><published>2009-11-19T11:06:00.002+01:00</published><updated>2009-11-19T17:23:16.435+01:00</updated><title type='text'>Rio Tinto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwVwwiBeGvI/AAAAAAAAAHw/RE4PpLHZPR0/s1600/IMG_0647.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwVwwiBeGvI/AAAAAAAAAHw/RE4PpLHZPR0/s320/IMG_0647.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405850906797153010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il nome non è certo di origine africana, e neppure si tratta del nome di un fiume o di un torrente. Vi domanderete allora che relazione ha con Babonde? E’ il nome di una delle più grandi società  minerarie del mondo (la terza) e si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di minerali, e da qualche mese ha fatto la sua apparizione nella foresta dell’Haut Uele e quindi anche nella foresta di Babonde. Società anglo australiana alla ricerca di nuovi siti di sfruttamento per i decenni a venire. Per il momento si tratta semplicemente di esplorazione, in vista di conoscere se domani “il gioco varrà la candela”, ossia se le ricchezze del sottosuolo sono tali da giustificare gli investimenti necessari, che comunque anche al momento sono notevoli: missioni di geologi inglesi per lunghi periodi a prelevare campioni un po’ dovunque su una superficie di territorio vastissima. Rilievi geografici ed idrici coadiuvati da una mappatura fotografica presa da un aereo che per più di un mese ha sorvolato tutta la zona suscitando prima scompiglio e paura, poi meraviglia ed interesse da parte della popolazione locale. Una possibile azienda che si possa installare nel territorio fa nascere speranze molteplici: la sistemazione delle infrastrutture stradali, la creazione di impiego, la corrente elettrica, un ospedale attrezzato… ma anche i dubbi sulle ricadute negative di una trasformazione radicale del territorio, corruzione, spoliazione delle risorse. &lt;br /&gt;Rio Tinto per il momento sta solo esplorando e la ricerca non sarà breve, certo è che il destino di queste zone di foresta non dimora nelle mani della popolazione che da secoli la abita, ma da molti giochi ed interessi che saranno conosciuti solo a posteriori. Rio Tinto sembra un’impresa seria e noi lo speriamo, ma giusto per completare l’informazione riguardo a quante cose girano attorno al mondo dei minerali incollo sotto un articolo scritto di recente riguardo alla vicina regione dell’Ituri sempre nella repubblica democratica del Congo, confinante con la nostra. Ciao e buona lettura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8703862593686143633?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8703862593686143633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8703862593686143633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/11/rio-tinto.html' title='Rio Tinto'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwVwwiBeGvI/AAAAAAAAAHw/RE4PpLHZPR0/s72-c/IMG_0647.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-624823735432714280</id><published>2009-11-19T09:16:00.004+01:00</published><updated>2009-11-19T17:36:54.736+01:00</updated><title type='text'>Minerali</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwV0CpQL26I/AAAAAAAAAIA/A7OC7UHAIyw/s1600/IMG_0646.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwV0CpQL26I/AAAAAAAAAIA/A7OC7UHAIyw/s320/IMG_0646.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405854516510448546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Multinazionali e aziende minerarie alimentano le violenze che da anni attraversano le regioni orientali della Repubblica democratica del Congo, causando la morte di civili innocenti: è l’accusa, corredata di informazioni e dati dettagliati, contenuta nel rapporto diffuso dall’organizzazione non governativa (ong) inglese Global Witness, secondo la quale tra le aziende in questione figurano imprese europee e asiatiche tra le più importanti del settore. Nel rapporto, dal titolo “Di fronte a un fucile, cosa si può fare?”, Global Witness spiega come le aziende in questione si facciano rifornire da mediatori locali che a loro volta finanziano gruppi armati che controllano ampie porzioni di territorio nell’est del paese. Sulla base di indagini condotte sul terreno e presso i vertici delle società minerarie, l’ong ha potuto appurare che “nonostante siano avversari sul campo di battaglia, gruppi ribelli come le Forze democratiche di liberazione del Rwanda (Fdlr) e l’esercito nazionale congolese cooperano regolarmente spartendosi i territori e i bottini grazie alle loro attività di commercio illegale”. Secondo gli autori dell’inchiesta, “nonostante i recenti sviluppi politici, in particolare il riavvicinamento tra i governi di Kinshasa e Kigali, la violenza perpetuata nei confronti dei civili non accenna diminuire nel Kivu, dove tutti belligeranti ricorrono sistematicamente e pratiche di lavoro forzato e riduzione in schiavitù ai danni degli abitanti delle zone minerarie”. Global Witness aggiunge che “il fatto che i governanti locali non esigano che le aziende operanti sul posto presentino regolarmente i conti delle loro atttività, che il Rwanda e il Burundi non controllino i trasporti alle loro frontiere e che i diplomatici non si occupino direttamente di accordi e operazioni minerarie, sono tutti elementi che favoriscono il perpetuarsi di un conflitto che negli ultimi 12 anni ha già causato la morte di migliaia, se non milioni di persone”.&lt;br /&gt;Per le aziende in questione, tra le quali figurano sussidiarie locali della britannica Amalgamated Metal Corporation (Amc) e la tailandese Thaisarco, veri ‘giganti’ del commercio di oro, stagno, coltan e cassiterite, Global Witness chiede l’applicazione delle norme Onu e delle sanzioni invocate in diverse risoluzioni del Consiglio di sicurezza per chiunque sostenga, attraverso il commercio illegale di risorse minerarie, i gruppi armati congolesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-624823735432714280?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/624823735432714280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/624823735432714280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/11/minerali.html' title='Minerali'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwV0CpQL26I/AAAAAAAAAIA/A7OC7UHAIyw/s72-c/IMG_0646.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6785502912388842875</id><published>2009-11-18T18:14:00.004+01:00</published><updated>2009-11-19T17:43:02.028+01:00</updated><title type='text'>Settembre, Rientro</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwV1asKG6QI/AAAAAAAAAII/W347o4FFxH4/s1600/IMG_1691.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwV1asKG6QI/AAAAAAAAAII/W347o4FFxH4/s320/IMG_1691.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405856029118753026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Viaggiamo verso Isiro, è senza dubbio particolare perchè saremo insieme a due ospiti Italiani, Sonia Mansutti e Riccardo. Ebbene sì, dopo anni ed anni anche Babonde ha visto i suoi stranieri. A dire la verità sono solo di passaggio da noi, in provenienza da Wamba e con destinazione Isiro, li abbiamo accolti molto volentieri per un paio di giorni, riattizzando l'idea di un qualche gemellaggio tra Italia e Congo, per simpatizzanti della missione (sia pure di breve ma intenso periodo). Sonia è presidente di un'associazione di Padova e Riccardo è un elettricista, sono in Congo per promuovere qualche progetto ed in particolare la conclusione dei lavori per la costruzione di una clinica olftamologica (cura degli occhi, nello specifico). Cercheremo di rimanere in contatto così che il progetto "Occhiali per l'Africa" della Scuola Missionaria possa eventualmente dare e ricevere contributo. Parlare un pò di veneto fa del bene, così anche la rassomiglianza culturale, fa riposare la testa per qualche giorno. Qualcuno se la sente di programmare un periodo da queste parti?&lt;br /&gt;E' ripreso l'anno scolastico e poco a poco le scuole riaprono i battenti, con una certa puntualità nel centro, ma con due, tre o quattro settimane di ritardo nei villaggio periferici. D'altra parte alcune classi sono da ricostruire, i banchi fatti di mezzi tronchi sono da fabbricare, il terreno da gioco è oramai invaso dalle erbe, per cui molti giorni saranno dedicati alla "Educazione al Lavoro", una materia che 'tira' e che la farà da padrone in queste prime settimane. Per molti genitori è nel giorno stesso del rientro scolare che scocca l'ora della ricerca del necessario (soldi per l'iscrizione, acquisto dell'uniforme e dei quaderni, il "premio" per gli insegnati non pagati dallo stato) e quindi il ritardo si fa inevitabile. Scherzando c'è da chiedersi se la mancanza di un deposito bancario per far fronte a questa e a mille altre emergenze è causata dalla quasi inesistente cultura al risparmio, dal vivere giorno per giorno, dalla penuria cronica di soldi, dalla mancanza di Banche (strutture organizzate per gestire il risparmio)... Probabilmente tutto questo insieme a molto altro che ancora mi sfugge, fa si che l'improvvisazione sia un ingrediente quotidiano con cui "condire il problema del giorno". &lt;br /&gt;Alessia (nome di fantasia) è stata promossa lo scorso giugno, anche se i suoi responsabili avevano deciso di farla bocciare in modo da "montare il caso". Avviene infatti ogni anno che per passare l'esame una insegnate chieda a tutti gli studenti della sua classe, indiscriminatamente, una quota di denaro, con la penale della bocciatura per chi non paga. Alessia non aveva questo denaro e in lacrime si era perciò rivolta ai suoi responsabili, che stanchi ed indignati del continuare a sentire episodi di corruzione in ambienti che dovrebbero essere votati all'educazione , avevano invece deciso di non pagare, progettando di smascherare pubblicamente l'insegnante, visto anche che il direttore della scuola, pur a conoscenza dei fatti non aveva intenzione di intervenire. A sorpresa invece, Alessia, supera brillantemente gli esami. I compagni di classe avevano solidarizzato con la malcapitata, raccogliendo ciascuno una piccola contribuzione in modo da pagare anche la sua quota, facendo malauguratamente saltare il progetto, ma salvando anche la vittima predestinata. &lt;br /&gt;Durante l'anno sono diverse e fantasiose le 'contribuzioni' che aiutano l'allievo a ben preparare il salto alla classe superiore, soprattutto nella città: della benzina per la moto, del carbone per cucinare, delle 'ndele' per riparare il tetto della casa privata, delle 'unité' per il telefonino... Qualche volta nelle università i doni in natura si fanno più esigenti ed incredibili. &lt;br /&gt;Una scuola non gratuita, spesso invasa dalla corruzione lascia ben poco sperare in future generazioni che siano in grado di raddrizzare il paese, eppure è sempre al livello dell'educazione che non si deve mai mollare la presa e la speranza. Aiutare la preparazione dei nuovi professori, sostenere gli allievi è un compito che sentiamo nostro. Tra le altre cose la missione diventa sala studio, biblioteca, libreria scolastica ed anche cartolibreria poiché in molti villaggi la possibilità di acquistare una penna, un grosso quaderno, un righello si riduce ad una volta ogni quindici giorni il giorno di mercato.&lt;br /&gt;Siamo nella stagione delle piogge e i grossi camion hanno oramai sfiancato e consumato l'unica strada percorribile rimasta per Isiro, riempendola di scavi di enorme buche e di fango. I prezzi non possono che aumentare nella situazione di 'enclave' in cui ci troviamo a vivere. Ma il sole non manca, la foresta continua a crescere, accanto ad ogni grosso buco in mezzo alla strada c'è sempre lo spazio per creare un nuovo passaggio, la pazienza permette di prendere il giusto tempo necessario per smontare la rabbia e creare soluzioni a situazioni di 'empasse'. Niente è perduto, se poi si considera che quanto si perde è pur sempre di questa terra. Ed è comunque difficile togliere il sorriso ai bimbi.&lt;br /&gt;Ciao e buon rientro anche a voi. p. Renzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6785502912388842875?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6785502912388842875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6785502912388842875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/11/settembre-rientro.html' title='Settembre, Rientro'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SwV1asKG6QI/AAAAAAAAAII/W347o4FFxH4/s72-c/IMG_1691.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5602811294224231749</id><published>2009-07-01T11:51:00.001+02:00</published><updated>2009-07-01T11:55:34.615+02:00</updated><title type='text'>Veleno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SksyahNVRfI/AAAAAAAAAHQ/Szp261vl7Vc/s1600-h/IMG_0552.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SksyahNVRfI/AAAAAAAAAHQ/Szp261vl7Vc/s320/IMG_0552.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353428013232244210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ una storia di foresta e uno spaccato di organizzazione sociale locale. &lt;br /&gt;La maggioranza degli abitanti locali è composta dai neri di ceppo bantu, vivono nei villaggi, hanno accesso alla scuola, alle cariche amministrative… sono i così detti “normali”. Una minoranza di abitanti sono invece pigmei, che solo ultimamente stanno accedendo ai villaggi in quanto abitano prevalentemente la foresta della quale sono i veri autoctoni. Vivono di caccia, spesso con un complesso di inferiorità nei confronti dei bantu. Ebbene è oramai passato un mese da quando un pigmeo è stato portato d’urgenza ad un “poste de santé”, ambulatorio locale con infermiere chirurgo e lì è morto. Avvelenamento. Un po’ di sumu (veleno) inserito qualche ora precedente nella bevanda alcolica e non c’è stato più nulla da fare. Era in prigione per un diverbio con delle persone della sua famiglia. Le prigioni di qui hanno uno statuto speciale, non sono così rigide e non è impossibile avere la libera uscita per i più diversi motivi. Ma dove il pigmeo ha bevuto il veleno era presso una “distilleria” di bantu. Poco a poco emerge la verità della storia dopo le convocazioni dei responsabili e le inchieste.&lt;br /&gt;Il bantu che ha introdotto il veleno nella bevanda del pigmeo ha voluto vendicarsi. Sua moglie è la sorella minore del pigmeo, ed essa, dopo qualche tempo di convivenza ha voluto rientrare alla famiglia. Accade spesso in molte famiglie che dei diverbi causino il rientro della moglie nella casa paterna. Se il marito aveva pagato tutta la dote la moglie sarà incoraggiata o costretta a rientrare presso il marito, se invece la dote non era stata completata sarà l’occasione propizia per i fratelli e gli zii della sposa di esigerne il completamento o almeno il versamento di una tranche supplementare (un maiale, dei polli, un bidone di venti litri di arak – bevanda alcolica) prima di concedere il rientro della donna. Ora il fratello della moglie pigmea aveva rifiutato di “rendere” la donna al legittimo marito bantu. Di qui l’omicidio premeditato e infine realizzato. Quello che è più stupefacente e drammatico è il seguito della storia ossia il verdetto di condanna dell’omicida. La famiglia di quest’ultimo e la famiglia del defunto pigmeo giungono ad un accordo di indennizzo: quattro maiali, quattro bidoni d’arak e una ragazza della famiglia dell’omicida sarà data in moglie ad un uomo della famiglia del pigmeo in modo che possa generare una nuova vita e compensare il vuoto lasciato dal defunto. … !!! …&lt;br /&gt;Sono uno straniero, di un’altra cultura, con la missione di evangelizzare la cultura senza imporre la mia, ossia introdurvi il Vangelo senza introdurvi necessariamente i prodotti della cultura occidentale. Però qualche domanda me la concedo soprattutto dopo aver interrogato il responsabile della famiglia pigmea che afferma di essere soddisfatto del verdetto finale e della pena compensatoria. La prima e più grave: sarà la giovane ragazza che dovrà pagare con un matrimonio forzato o una gravidanza forzata la colpa di uno della famiglia? In molti dicono che non si troverà una ragazza bantu disposta ad andare con un pigmeo e quindi il verdetto (di un tribunale tradizionale bantu) è uno stratagemma per guadagnare tempo ed ingannare i pigmei. La seconda questione: soppesare una vita con una misura di maiali e di bidoni di bevanda mi sembra quanto meno volgare, ma il pensiero qui prevalente è che con la prigione del colpevole nessuno ci avrebbe guadagnato qualcosa. Ancora: se il morto fosse stato un bantu tutto si sarebbe svolto allo stesso modo? Certo il nostro modello di carcere ad ergastolo, lo vedo difficilmente applicabile in questo contesto di foresta. La pena deve essere punitiva, riparatoria, redentiva: come mettere in equilibrio tutti gli elementi?&lt;br /&gt;Tanti interrogativi. Non voglio sospendere il giudizio ma neanche addormentarlo. Voglio capire meglio, verificare e se possibile portare qualche riflesso di luce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5602811294224231749?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5602811294224231749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5602811294224231749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/07/veleno.html' title='Veleno'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SksyahNVRfI/AAAAAAAAAHQ/Szp261vl7Vc/s72-c/IMG_0552.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-1248045183252679149</id><published>2009-07-01T07:44:00.002+02:00</published><updated>2009-07-01T07:50:49.632+02:00</updated><title type='text'>Un pò di conti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Skr5JQ-kjfI/AAAAAAAAAHI/niOV3St1pew/s1600-h/provv+078+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Skr5JQ-kjfI/AAAAAAAAAHI/niOV3St1pew/s320/provv+078+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353365044654804466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da quando sono rientrato in Congo non ho avuto grandi occasioni per scrivere e salutare. In questi mesi, estivi per l'Italia, a Babonde le attività si svolgono come di routine, innanzitutto i battesimi nei villaggi, la scuola per muratori, i lavori di costruzione secondo i progetti in corso (il magazzino sementi, la sala per la scuola computer, il laboratorio per gli occhiali, la casetta per gli ospiti, la scuola a Yambenda, le chiese nei villaggi...),  la vita della comunità cristiana, i gruppi dei giovani. &lt;br /&gt;Tra qualche settimana, quando il lavoro di preparazione dei campi e di semina sarà terminato potremo realizzare la formazione biblica per i nostri catechisti che superano il centinaio, in media tre in ognuno dei quaranta villaggi. E' un evento atteso, la mancanza di informazioni, di stimoli, di comunicazione di idee è una grande povertà per chi deve essere a sua volta formatore ed essere pronto ad animare, incoraggiare e consigliare. Ogni buona pianta per portare frutto ha bisogno di attenzioni. Grande dizionario e tesoro a cui attingere sarà ancora e sempre la Bibbia, inesauribile e sorprendente.&lt;br /&gt;Di certo, nonostante le diverse faccende, la sensazione è quella dello scorrere del tempo uniforme ma non lento come l'acqua del grande fiume Congo, senza particolari scadenze, senza particolari accelerazioni eppure con forza e senza sosta. E' vero, non arrivano la primavera o l'estate, non arrivano le ferie o le escursioni, né manifestazioni né scioperi, concerti o campionati, promozioni o cambi di gestione, elezioni o scandali politici. Anche i bilanci, sia delle varie iniziative come dei rendiconti economici non sono pressantemente esigiti, il preventivo ed il consuntivo si accavallano. E' a livello personale che il bilancio sembra imporsi con una certa assiduità e tempestività. Qui i compleanni non si festeggiano e sulle carte d'identità la data di nascita porta spesso l'indicazione "nato verso l'anno ...." (poiché si ignora la data precisa) è comunque innegabile che il tempo passa, anzi, vola.&lt;br /&gt;Cercando di fare un piccolo bilancio personale all'inizio di un nuovo periodo d'Africa, non sapendo bene da quale parte cominciare, ammirando le alte idealità dello Spirito e toccando i bassi compromessi della vita quotidiana vengono alla mente le parole di Gesù che invita ad ammassare ricchezze per il Regno dei cieli dove tignola e ruggine non consumano. Evito quindi il bilancio per non incorrere in affrettate ed inopportune soddisfazioni o depressive frustrazioni e mi rilancio per seminare e raccogliere quei frutti che rimangono: lasciarmi toccare il cuore e toccare i cuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-1248045183252679149?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1248045183252679149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1248045183252679149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/07/un-po-di-conti.html' title='Un pò di conti'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Skr5JQ-kjfI/AAAAAAAAAHI/niOV3St1pew/s72-c/provv+078+%5BRisoluzione+del+desktop%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8326645660549858104</id><published>2009-05-11T19:47:00.002+02:00</published><updated>2009-05-11T19:52:22.117+02:00</updated><title type='text'>Mamme</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SghlYwYuloI/AAAAAAAAAG4/DR6sFEuab4Y/s1600-h/Mamme+%5B640x480%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SghlYwYuloI/AAAAAAAAAG4/DR6sFEuab4Y/s320/Mamme+%5B640x480%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334625234600236674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ Camillo, il catechista di un villaggio a nove chilometri da Babonde che incontro davanti la nostra missione. E’ quasi sera e sono meravigliato di vederlo qui da noi, ma in poche parole mi spiega il perché. Fa l’assistenza alla figlia che è all’ospedale, ha subito d’urgenza il cesareo ed ora stenta a riprendersi, avrebbe bisogno di medicine, ma per acquistarle occorre rivolgersi ad una delle farmacie del villaggio. L’ospedale notoriamente ha pochi generi di medicine ed in quantità limitata, per cui non può “anticipare” e presentare poi la fattura prima dell’uscita una volta terminate le cure. Occorre dire che coloro che non pagano, anche se guariti non possono andarsene, ecco che i parenti si danno da fare per racimolare il necessario in modo da “liberare” l’ex malato e permettergli il ritorno a casa. Niente stipendi pubblici agli operatori sanitari da parte del governo, obbligati quindi ad esigere dai pazienti il prezzo intero della fattura. Nessuna banca per conservare un eventuale minimo deposito per le emergenze e pochissimi materassi nelle case, per nasconderci sotto qualcosa, in stanze senza porte, per cui nessun risparmio da parte delle famiglie costrette a vivere la malattia o l’incidente come perenne emergenza. Ad essa si fa fronte con la questua di parente in parente, di conoscente in conoscente fino a racimolare il necessario, soprattutto quando non si possiede un pollo, una capra, un maiale, vero capitale e preziosa merce di scambio in simili frangenti. La figlia si sta riprendendo ma il bambino è maschio o femmina? Era maschio ma è morto. La mamma aveva aspettato troppo a lungo in casa prima di comprendere che occorreva necessariamente ricorrere all’intervento dell’ospedale, senza perdere tempo passando per il locale Centro di Salute. L’inesperienza della prima volta, dei diciassette anni appena compiuti, delle spese da affrontare, di un bacino troppo stretto. Aveva lasciato la scuola nel tempo della gravidanza, ora lascia una vita. Non sarà facile per lei, a poco a poco si riprenderà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8326645660549858104?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8326645660549858104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8326645660549858104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/05/mamme.html' title='Mamme'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SghlYwYuloI/AAAAAAAAAG4/DR6sFEuab4Y/s72-c/Mamme+%5B640x480%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-1209627292828401992</id><published>2009-04-06T19:08:00.002+02:00</published><updated>2009-04-06T19:12:49.818+02:00</updated><title type='text'>Formiche</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Sdo3dNEjTLI/AAAAAAAAAGw/NVNdVUoy-Y8/s1600-h/fiori.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Sdo3dNEjTLI/AAAAAAAAAGw/NVNdVUoy-Y8/s320/fiori.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321626884556147890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stiamo aspettando il Vescovo che dovrebbe arrivare da un momento all’altro. Ci aveva preavvisato che sarebbe stato qui per pranzo assieme ad un “predicatore” per una giornata di spiritualità, domani, in preparazione alla prossima Pasqua. Ci sarà la Messa alle sei e trenta, poi la predicazione, l’adorazione e la preghiera di “guarigione e liberazione”. Il tutto potrebbe finire verso l’una o le tre del pomeriggio. Io sarò nel villaggio di Lomami, secondo il programma, per la daraja ya pili, la seconda tappa del catecumenato, qui con gli ospiti resterà p. Gianni. La mia è fortuna perché riesco a svignarmela o sfortuna perché mi perdo la preghiera di guarigione?&lt;br /&gt;Oggi per Babonde è una giornata importante anche per un altro motivo poiché è arrivato giusto stamattina il nuovo medico che sarà il direttore dell’ospedale. Finalmente. Il lavoro di lobbing del capo di collettività, nonché deputato provinciale, ha portato frutti, nonostante i tentativi di sabotaggio da parte di coloro che non vedevano di buon occhio l’insediamento di un medico a Babonde. L’ingresso di nuove figure, il rimescolamento degli equilibri, la perdita di qualche potere all’interno della gerarchia sanitaria hanno fatto sì, fino ad oggi, che il bell’ospedale di Babonde rimanesse senza una guida competente ed adeguata: un bel guscio, solido, senza mandorla. Ma nel piccolo villaggio è così: il medico abiterà la casa a lui dedicata, e il precedente inquilino dovrà a malavoglia lasciarla libera; i pazienti che prima erano costretti a rivolgersi all’ospedale competente (a quaranta chilometri) ora si fermeranno qui, e con loro le relative parcelle per prestazioni, acquisto  medicine e mercato locale; piccoli benefici, favori e premi dovranno essere rivisti. Tutto questo non manca di far parlare, discutere, sospettare e manovrare.&lt;br /&gt;E’ pomeriggio oramai e sono sceso allo stagno di cui ne stiamo vuotando una parte. Voglio verificare il lavoro che ci sarà da fare e vedere se la pesca dei piccoli tilapia è stata abbondante. I libri dicono che dovrebbero raggiungere la dimensione di venticinque, trenta centimetri, ma la nostra acqua ed il nostro cibo fanno sì che si fermino alla triste misura massima di quindici. O forse sarà l’effetto dell’equatore troppo vicino. In ogni caso c’è una piccola folla che si sta disputando il pesche in vendita. Un fagottino di pesci per 500 franchi congolesi, il valore di circa mezzo euro. Non so se è a causa del prezzo basso o del fatto che ogni tanto a Babonde c’è il bisogno di mangiare qualche cosa di diverso dai fagioli e dal sombe per condire il solito riso e manioca. Comunque sia c’è bisogno di un servizio d’ordine, fatto in casa, per calmare gli animi di coloro che non sono riusciti ad averne. Tra qualche giorno vuoteremo un altro settore dello stagno, un po’ più ampio, vedremo come andrà a finire.&lt;br /&gt;Il Vescovo ancora non arriva, così ne approfitto per scendere alla comunità delle suore per sistemare una lampada che non funziona, saranno loro a dover accogliere il medico con moglie e due figli, fino a che la “sua” casa non sarà un po’ sistemata, mentre alla falegnameria costruiscono il letto, tavola e sedie per la cucina, un tavolino e poltrone per il salone. &lt;br /&gt;E’ allora, sulla strada, che due mamme mi informano della morte di una giovane donna, nostra vicina di casa, madre di due bambini. Suo papà stamattina, alla falegnameria, aveva fatto preparare due assi, in previsione, per costruirne la bara. Era appena ritorna dall’ospedale, quello a quaranta chilometri di distanza. Non hanno potuto fare nulla per lei e qui a casa è morta poche ore dopo il suo rientro. I bambini nel cortile piangono silenziosamente, una giovane donna fuori della porta di casa, seduta su di uno sgabello, legge una pagina della Bibbia. Cerco di entrare per recitare insieme una preghiera, ma stanno lavando e preparando il corpo. Ripasserò.&lt;br /&gt;Dalla chiesa si sentono i canti rumorosi e festosi dei carismatici nel momento di animazione.&lt;br /&gt;Il Vescovo, il predicatore, il medico, la gente, i pesci, la mamma e i suoi bimbi oramai orfani. Storie, vite che si incrociano o solo si sfiorano, quante “piccole formiche” che si agitano nel vasto universo pensando alle loro “grandi cose”. Che cosa è importante nel nostro agitarci? Noi sappiamo, o meglio, noi speriamo che Qualcuno farà la sintesi per noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-1209627292828401992?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1209627292828401992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1209627292828401992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/04/formiche.html' title='Formiche'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Sdo3dNEjTLI/AAAAAAAAAGw/NVNdVUoy-Y8/s72-c/fiori.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8653545242239359410</id><published>2009-03-09T19:28:00.004+01:00</published><updated>2009-03-09T19:45:40.992+01:00</updated><title type='text'>A Babonde!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SbViIT2s9bI/AAAAAAAAAGo/S5F6x9rRfQ0/s1600-h/IMG_0545.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311259230461556146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SbViIT2s9bI/AAAAAAAAAGo/S5F6x9rRfQ0/s320/IMG_0545.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SbVg8qtfjBI/AAAAAAAAAGg/K7ZXSSxNhko/s1600-h/IMG_0452.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311257930926885906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SbVg8qtfjBI/AAAAAAAAAGg/K7ZXSSxNhko/s320/IMG_0452.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da venerdì 6 marzo siamo a Babonde, un viaggio un po’ articolato, Bologna, Bruxelles, Kinshasa. Qualche giorno per effettuare la trasposizione del visto sul nuovo passaporto e partenza per Kisangani, un giorno per fare qualche spesa e ripartenza il martedì 3 marzo. Io sono sulla nuova Land Rover ed un altro confratello con un nuovo camion. Le nostre due comunità sono vicine, Babonde ed Ibambi, e tutte e due approfittano di un finanziamento che arriva da una generosa parrocchia del Lussemburgo, sono molti gli amici delle missioni. La strada è quella dell’Ituri, quella che porta ad Est. La nostra vettura era a Kisangani da giugno scorso, ma non riuscivamo a portarla a casa. Nessun aereo con trasporto merci sufficientemente grande sulla tratta Kisangani-Isiro. Via terra settanta kilometri impraticabili tra Bafasende e Niania. Qualche mese di attesa (nove per la precisione, la pazienza in Africa spesso la fa da padrona) ed un grande grazie ai cinesi ed ai loro contratti che prevedono la costruzione di infrastrutture in cambio di sfruttamento delle risorse minerarie, ci permettono di essere a Niania lo stesso martedì pomeriggio. A mezza mattinata abbiamo avuto anche il tempo di fare una sosta a Batama al 162mo chilometro. Il villaggio di Batama, vecchia conoscenza quando, ancora seminarista a Bologna, con il gruppo scouts della Ponticella facemmo lì un campo estivo nell’intento di rimettere in piedi una missione abbandonata dal tempo della ribellione dei Simba. Passiamo il grande fiume Lindi e sostiamo a Bafasende per mangiare qualcuno dei suoi pesci e salutare l’abbè Raimond. Siamo a Niania alle 14.00; alla parrocchia raccogliamo due aspiranti catechisti che provengono da Mambasa e sono diretti al centro pastorale di Wamba per un primo corso di formazione lungo un intero mese, che li prepara al servizio pastorale che dovranno svolgere nel loro villaggio. E’ il primo pomeriggio e si tratta di affrontare la strada difficile di Bingò, altri settanta chilometri nella foresta e nel fango, impossibili nella stagione delle piogge, ma è adesso la stagione secca, è adesso il momento di provare a passare. Quattro chilometri ed il camion che ci precede, alla terza buca, letteralmente si rovescia sul fianco.&lt;br /&gt;Fosse stato un uomo si sarebbe detto “gambe all’aria”. Grazie a Dio nessuno nella cabina si è ferito, solamente una botta ad un braccio del confratello che stava dalla parte dell’impatto e per fortuna che non aveva accettato di trasportare nessuno sul cassone come invece abitualmente si fa. Lavoriamo fino al buio per scaricare carburante e pacchi e tentare di risollevare il mezzo senza riuscirci. Rientriamo a Niania per passare la notte e per cercare un “tira fuori” ossia cricco e cavo d’acciaio che ci permetterà il mattino dopo di rimettere in piedi camion. E’ mercoledì e alle 9 e mezza abbiamo già ricaricato, pronti a ripartire. Nel frattempo osservo i tantissimi Kumba Kumba che ci oltrepassano, i trasportatori di merci in bicicletta carichi di tutto, olio in sacchi di plastica, maili, capre, farina e riso, bidoni e ciabatte. Sono stupefatto ancora una volta dai trasportatori di merci a piedi, uno di questi è riuscito a caricarsi sulla schiena ben sei casse di birra, ciascuna di dodici bottiglie. Riprendiamo il viaggio, ma sono sufficienti trenta minuti di strada ed una nuova profonda buca per arrestare di nuovo il camion, stavolta impantanato. Ora il lavoro è questione di pala, secchi e tronchi di legno, ma sarà un autista di passaggio a soccorrere il nostro chauffer, decisamente poco esperto di quella strada. A questo punto ci separiamo, con la Land Rover continuiamo, il camion ritorna indietro, sceglierà un’altra strada in un tempo più favorevole. Trazione integrale, marce ridotte, il nostro mezzo risponde bene e supera gli ostacoli, prima del buio siamo al chilometro 51 da Wamba. Passiamo la notte a Bafwabangwe, un grosso villaggio in prossimità di una miniera d’oro, accolti dalla comunità cristiana e dalla moglie del catechista che ci prepara riso e pesce salato. Un secchio d’acqua a ciascuno dei viaggiatori per una meritata doccia. La notte nelle capanne che ogni villaggio ha, accanto alla chiesa, per accogliere gli ospiti. Mi chiedono di celebrare la messa alle sei e mezza del giorno dopo, a me dispiace deludere la loro attesa ma alle sei in punto siamo di nuovo in viaggio, ed abbastanza in fretta usciamo dal fango di Bingò, per strada superiamo una camionetta stracarica di merci, in viaggio da quattro giorni sul nostro stesso percorso, ed incontriamo un camion in direzione opposta il cui autista sta studiando il modo di arrangiare la strada per superare un passaggio al momento impossibile per lui: non conterà le settimane che gli ci vorranno. Incontriamo anche molti resti di fuochi notturni, segno del pernottamento di tanti che hanno dovuto lottare per aprirsi il passaggio: ringraziamo tutti quelli che hanno lavorato prima del nostro viaggio e noi gratuitamente approfittiamo. Sostiamo a Bayenga ed infine a Wamba per un doveroso saluto al Vescovo dopo i tre mesi di vacanza. Nel pomeriggio è una buca profonda scavata dall’erosione dell’acqua a bloccarci il cammino. Un’ora di sforzi e qualche vescica alle mani che non sono abituate a lavorare di pala e machette, non riescono però a liberarci. Sarà l’aiuto di una corda e di una camionetta di passaggio a rimetterci finalmente sul buon percorso. Un’altra notte in brousse, stavolta nel villaggio di Mandele, tra gli Yogoo, tribù di lingua lingala. Per la cena ci aiuta stavolta un po’ di pane della carne in scatola. I ragazzi danzano nella notte di luna, per far festa agli ospiti e alcuni uomini si raccolgono sotto la barza. Ora è venerdì, ed è solare questo giorno animato fin dalle quattro del mattino da voci e da luci di torce, sono la persone del villaggio alla ricerca delle termiti nella stagione della migrazione, cibo ricercato. Una settimana intera senza pioggia ha senz’altro benedetto il viaggio, prima di pranzo siamo già a Babonde. E’ il primo venerdì del mese e gli oltre cento catechisti sono radunati per il programma del mese, dico loro: “nimekula sombe ya mama yangu”, “ho mangiato il cibo della mia mamma”, per giustificare le mie nuove forme decisamente più rotonde. La domanda di tutti è “i parenti stanno bene?”, “il viaggio è stato buono?”. Altri sono contenti per la macchina nuova, sanno che è anche per loro. Altri ancora sono finalmente convinti che la mia era veramente una ‘vacanza’ e non una partenza definitiva, come spesso talvolta è accaduto per qualche altro missionario che non ha avuto possibilità di rivenire almeno per salutare. Poi è il turno o l’assalto dei bambini che qualche insegnate ha sguinzagliato sulle mie tracce. Stringere la mano a tutti è d’obbligo, ma mi sottometto volentieri a questo dovere, la comunione dello spirito non è possibile senza una comunione dei corpi, per ascoltare occorre esserci, per parlare occorre esserci, per lavorare insieme occorre esserci.Compagni di viaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8653545242239359410?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8653545242239359410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8653545242239359410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/03/babonde.html' title='A Babonde!'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SbViIT2s9bI/AAAAAAAAAGo/S5F6x9rRfQ0/s72-c/IMG_0545.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-2261547488430381586</id><published>2009-02-25T23:17:00.001+01:00</published><updated>2009-02-25T23:20:16.012+01:00</updated><title type='text'>Panorami</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SaXEBHMP8eI/AAAAAAAAAGI/R7JETRhLVJU/s1600-h/IMG_0308.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306863259315335650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SaXEBHMP8eI/AAAAAAAAAGI/R7JETRhLVJU/s320/IMG_0308.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ rimasto un po’ muto il Blog in questi ultimi mesi. Aspettava un’ispirazione africana. Sono in aereo, oltrepassiamo il deserto africano, è già un’ora che ci voliamo sopra e non lo ricordavo così vasto. Negli ultimi tempi mi ero abituato invece alla grandezza della foresta equatoriale, mi ci immergerò di nuovo tra poco. Contrasto di luoghi, era appena stamattina quando ammiravo dall’alto le cime innevate delle alpi, ghiacciai compresi, qualche ora prima era notte nella pianura padana.&lt;br /&gt;La rapidità di un aereo permette di passare velocemente da un ambiente all’altro. Con l’occhio del credente posso lodare Dio per le bellezze della creazione; con l’occhio del turista posso rimanere sbalordito dalla maestosità dei paesaggi; pensando all’uomo posso immaginare la difficoltà di vita in ognuna di queste “nature”. Come in aereo così nella vita è facile sorvolare, più difficile immergersi. E’ facile passare, più difficile il rimanere. Come per i paesaggi così anche per le persone… è più facile sfiorarle che incontrarle, è più facile conoscerne i volti ed i nomi che non i cuori.&lt;br /&gt;Riparto per il mio secondo periodo africano, i prossimi tre anni, a Dio piacendo. La sfida di oggi è questa dopo una prima introduzione al mondo della missione. Poiché non è facile andare al di là dei ruoli, al di là delle funzioni, toccare l’uomo e lasciarsi toccare. Anche in missione si può amare di più il ruolo che le persone alle quali si è inviati, si può amare di più il progetto che avere a cuore le piaghe di coloro che quel progetto vuole avvicinare e provare a sanare, si possono amare i numeri più che la verità delle esperienze. Incontrare i cuori chiederà di più, progettare e lavorare insieme chiederà di più, credere insieme chiederà di più. Nell’esperienza umana il viaggio è un simbolo e una parabola importante, in quella cristiana si chiama pellegrinaggio. Non è questione di chilometri, né di avventure da raccontare. Non è questione di passaggio da un’esperienza all’altra e neppure è il crescendo di intensità d’emozioni. Non è questione di una meta lontana quanto piuttosto di trovare il centro. E’ l’umiltà di infilarsi ogni giorno le scarpe e mettersi in moto, per scoprire il cuore delle cose e l’animo delle persone. I veri “pellegrini” apprezzano il viaggio più che la meta, godono dei compagni di strada più delle albe e dei tramonti- E riempiendosi gli occhi di innumerevoli immagini vedono se stessi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-2261547488430381586?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2261547488430381586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2261547488430381586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/02/panorami.html' title='Panorami'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SaXEBHMP8eI/AAAAAAAAAGI/R7JETRhLVJU/s72-c/IMG_0308.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8896360367896753209</id><published>2009-01-01T16:09:00.001+01:00</published><updated>2009-01-01T16:12:15.243+01:00</updated><title type='text'>Il Natale e la donna africana</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SVzdG_tGq9I/AAAAAAAAAF0/_LPibN9PyRM/s1600-h/IMG_5716.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286343174875687890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 282px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SVzdG_tGq9I/AAAAAAAAAF0/_LPibN9PyRM/s320/IMG_5716.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il primo giorno dell’anno è dedicato alla Madre e dall’italia mi faccio eco di un bellissimo testo – che solo una donna avrebe potuto scrivere così bene. Da “Rabbunì” giornalino delle suore Francescane Missionarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natale è ormai alle porte; le luci sono state accese con parecchio anticipo e il brillìo contagia piccoli e grandi; tutti siamo attratti da quel misto di letizia e di nostalgia che ondeggia nell’anima. Osservo la gente che affolla i negozi per l’acquisto dei doni e mi chiedo se fra tante persone qualcuna saprà ritagliare un tempuscolo per sé per ascoltare nel suo intimo quel sentimento indefinibile e intenso chiamato “attesa” e per chiedersi: “Ma io, aspetto? Cosa aspetto? Chi aspetto?”. La domanda s’impone perché l’uomo, suo malgrado, ha una sconfinata nostalgia di Dio. Sembra che oggi questo vada detto… sottovoce e invece è la notizia più sconvolgente e bella: Gesù, l’Emmanuele è Dio-con-noi. Mentre osservo con tristezza coloro che rischiano di festeggiare il compleanno… senza il Festeggiato, riaffiora alla mia mente una scena a cui ho assistito e che si è incisa in me.&lt;br /&gt;Ero nel dispensario di Wasserà in Etiopia e quel giorno era dedicato ai bimbi denutriti; l’infermiera, Suor Lucia Zerbo, era pronta ad accogliere il centinaio di mamme che sarebbero andate per il controllo dei neonati. Tra le prime, giunte di buon ora, c’era una bimba che portava il fratellino sulla schiena. Entra dunque la bimba e si siede, composta, sulla panca. E’ sudata, ha attraversato parecchi campi e boschi di eucaliptus; il bimbo ha fame e cerca il seno, ma quasi percependo che quella piccola madre non ha latte per nutrirlo, le posa la manina sul petto come per accarezzarle il cuore. Le donne che attendono sono vivaci: parlano, ridono, si mostrano i loro figli; hanno indossato le vesti colorate, persino un po’ eleganti, perché Suor Lucia desidera che siano in ordine. Non fanno caso alla bimba: è frequente lì vedere sorelle appena maggiori occuparsi dei fratellini.&lt;br /&gt;Arriva il suo turno e con grande assennatezza spiega che viene da una frazione lontana; la mamma ammalata non può camminare e, avendo udito che ci sarebbe stata la distribuzione del latte, ha portato il fratellino. Con delicatezza Suor Lucia lo visita: non ha la scabbia nè altre piaghe cutanee, non ha pulci penetranti; lo pesa; il bimbo è sano, pulito e ben nutrito. La piccola riceve i complimenti per la cura che ha di lui e, in dono, per lei, due confezioni di marmellata di arachidi e di biscotti vitaminizzati. Guarda incantata il suo piccolo tesoro. Suor Lucia le chiede il suo nome: “Zion”. Zion, per noi Sion, è il nome poetico di Gerusalemme, luogo santo della speranza profetica, luogo della promessa del Messia che verrà, terra della Vergine Maria che darà al mondo l’Emmanuele. Mi risuona nel cuore il grido del profeta:&lt;br /&gt;"Risvegliati, rivestiti della tua forza, Sion! Mettiti le tue più splendide vesti, Gerusalemme, città santa! Scuotiti di dosso la polvere, alzati." (Is 51,17)&lt;br /&gt;I miei occhi continuano a contemplare la Betlemme di Wasserà. Prima di uscire, Zion pulisce il nasino del bimbo con l’angolo dell’ampio velo, poi, con quel gesto veloce e preciso che si perpetua per le mamme africane dalla notte del tempo, si carica il fratellino sulla schiena; dà due piccole scosse come per assestare il peso e si lega il velo attorno ai fianchi annodandone ben stretti i lembi sul petto. Non c’è al mondo culla più anatomica e confortevole di quella. Infatti il piccino s’addormenta e reclina la testolina sulla spalla della sorella. E’ un Natale vivente.&lt;br /&gt;La sua figura si perde tra la folla che, a quell’ora, si affretta verso il mercato vicino. C’è chi porta fascine, chi ceste di cavoli; chi anfore di creta seccate al sole, chi focacce di fibre di falso banano. Zion porta il bambino, o meglio, “indossa” il fratellino che fa corpo con lei. Sono un’unica persona. Da quando è nato non si è mai separata da lui, neppure quando bada le due pecore, unica risorsa della famiglia; neppure quando gioca a sassolini con altri bimbi, né quando sta sotto l’albero grande in mezzo alla piana per le lezioni del catechista. Lo cede alla mamma solo per il tempo della poppata e poi se lo riprende in groppa, "incollato" su quella rupe da cui potrà un giorno spiccare il volo per il viaggio della vita. Così sono cullati i bimbi africani: il corpo della loro madre è la terra reale dei loro primi tre anni. Ben al sicuro sulla loro schiena, portati nella sua stessa direzione, si trovano alla stessa altezza visiva, sono sempre "in mezzo" alla vita del villaggio. Non devono produrre calore, hanno quello della mamma e sono cullati dai ritmi atavici della quotidianità che li porta lentamente dentro il mondo per gustare le fatiche, i canti e gli odori della vita, da subito. Zion, pur così piccola, rivela già la vocazione privilegiata della donna: portare il peso della vita e dell’amore: nove mesi all’interno del proprio corpo e anni e anni, fuori da esso. Zion ha dovuto vincere in fretta il naturale egoismo dell’infanzia che desidera possedere la mamma solo per sé e avere l’esclusiva delle sue carezze, per sviluppare la generosità innata dell’indole femminile. Sempre la madre fa un passo indietro perché il figlio sia il primo, sempre perde un po’ della sua vita perché il figlio cresca. Essere madre: carico pesante di vulnerabilità e di gloria che rende la donna tanto rassomigliante a Dio Amore. Essere madre: un Natale sempre rinnovato. “Tu sei così piccola, eppure tu sei già icona della donna africana, anzi, della Donna Unica tra le donne, piccola Zion, grazie, perché tu illumini per noi il senso vero del Natale”. La santa Madre Maria, ha dato alla luce, nella nostra condizione umana, il Figlio dell’Eterno. L’Amore ha preso il nostro corpo, si è fatto visibile ma in così tanta umiltà e povertà da passarci accanto inosservato, senza che i nostri occhi riescano a riconoscerLo. Occorre la luce della fede e il ritorno silenzioso al desiderio del cuore: allora niente ci sembrerà tanto bello e urgente quanto fare spazio al Signore che tutto riempie di Sé e ci schiuderemo ad una sovrabbondanza di pace e di benevolenza per tutti; forse allora il Natale di Wasserà renderà più vero il nostro Natale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8896360367896753209?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8896360367896753209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8896360367896753209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2009/01/il-natale-e-la-donna-africana.html' title='Il Natale e la donna africana'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SVzdG_tGq9I/AAAAAAAAAF0/_LPibN9PyRM/s72-c/IMG_5716.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-4630014171942563811</id><published>2008-12-21T16:59:00.002+01:00</published><updated>2008-12-21T17:06:48.326+01:00</updated><title type='text'>NATALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SU5peh5Z5fI/AAAAAAAAAFs/x5YJmsj73tc/s1600-h/IMG_9389.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282275386168305138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SU5peh5Z5fI/AAAAAAAAAFs/x5YJmsj73tc/s320/IMG_9389.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Più di una volta e soprattutto dopo un brevissimo passaggio in un quartiere popolare di Kinshasa, la capitale, ho avuto come l'impressione che la pelle dell'uomo e della donna congolese non valga nulla e possa essere impunemente calpestata; più di una volta ho avuto l'impressione che l'energia del suo corpo possa essere succhiata, senza vergogna, allo stesso modo di come sono sfruttate le immense ricchezze della sua terra e delle sue foreste. Il nostro "lavoro" a Babonde consiste nell'annunciare, con parole e gesti, con preghiere e "Parola", con lavori e progetti di sviluppo, che Dio guarda con occhi diversi i suoi figli congolesi, anch'essi sono fratelli in umanità con tutti gli altri uomini e donne del mondo, e che anche per loro Dio ha pensato ad una vita dignitosa e serena, libera dalla paura degli spiriti malvagi, libera dalla paura e dalla minaccia degli uomini malvagi, e sono molti. La nazione congolese è spesso agli ultimi posti nei differenti "indici di sviluppo": sanità, scuola, durata della vita, segno di un paese che regredisce, ma non è agli ultimi posti nell'accoglienza del Vangelo. Nonostante mille e mille delusioni, la speranza non manca al popolo congolese, pieno di vitalità, di creatività e di accoglienza. Pieno d'attesa di una salvezza che deve venire. I cristiani tutti insieme, quelli di Babonde e congolesi, quelli italiani e padovani, tutti insieme ci prepariamo ad una salvezza che deve venire; viene da fuori: siamo in attesa di un "nuovo Natale", di un bimbo straordinario di nome Gesù. La sua "ricetta" è semplice ed esigente, tocca il cuore, provoca un sussulto: accogliere e donare, lasciarsi accogliere e ricevere, incontrare senza paure, sempre: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;in ogni uomo Gesù vede se stesso, il figlio del Padre&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. La salvezza verrà, se governanti e potenti guarderanno la nazione ed il popolo congolese con occhi diversi, con gli occhi di Gesù. Un buon lavoro di missione sarà, se i missionari sapranno guardare i loro fratelli con gli occhi di Gesù, e stringere le loro mani con le mani di Gesù. La nostra salvezza verrà, se sapremo guardare gli altri - tutti gli altri - con gli occhi di Gesù, vedendo altrettanti "lui stesso"- "noi stessi", figli del Padre. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Allora vi saluto con un augurio: occhi nuovi, cuori nuovi, la nostra liberazione è vicina.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-4630014171942563811?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/4630014171942563811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/4630014171942563811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/12/natale.html' title='NATALE'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SU5peh5Z5fI/AAAAAAAAAFs/x5YJmsj73tc/s72-c/IMG_9389.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8675387619335126947</id><published>2008-12-11T23:14:00.002+01:00</published><updated>2008-12-11T23:16:56.654+01:00</updated><title type='text'>Articolo 25</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUGRPno85xI/AAAAAAAAAD8/5FdU1BWrebg/s1600-h/IMG_9798x.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278659935779743506" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUGRPno85xI/AAAAAAAAAD8/5FdU1BWrebg/s320/IMG_9798x.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;10 dicembre Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La memoria è importante. Compiuti sessanta anni dal giorno della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, questo grande progetto di umanità, scritto sulla carta e firmato con grande solennità, stenta ad essere scritto nelle coscienze delle persone e nelle politiche dei governanti, mentre rimane praticamente assente dai tavoli di discussione dove si decidono i grandi interessi economici di stati, gruppi finanziari o gruppi industriali. Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: è tutto il bene di cui l’uomo ha diritto, come singolo e come comunità. Attenzione: non tutto il bene che gli possiamo augurare, ma tutto il bene di cui ha diritto. Tra i molti diritti che la Dichiarazione Universale intende affermare con forza, mi sono caduti gli occhi su di un articolo, l’Articolo 25:&lt;br /&gt;Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia. Maternità e infanzia hanno diritto a speciale cura e assistenza.&lt;br /&gt;E’ vero, ciascuno legge la realtà dal suo particolare punto visuale, talvolta è un punto di vista ristretto, ma l’insieme di tanti punti di vista e prospettive probabilmente può meglio descrivere la realtà. Voglio leggere questo diritto da Kinshasa, la capitale della RDC poiché è stata l’ultima tappa del viaggio verso l’Europa, vi vorrei allora scrivere qualcosa di come ho potuto leggere, dal mio punto di vista questo articolo 25.&lt;br /&gt;E’ con gli occhi che sono stato toccato/shoccato dalle strade ed abitazioni, dall’immondizia e dal fango, dalla mancanza di acqua potabile e di elettricità, dalla precarietà della scuola, della sanità e del lavoro… realtà quotidiane di una capitale di quasi 8 milioni di abitanti. Non c’è né bellezza né dignità che si possa vedere e notare con evidenza. Unica eccezione la gioia di vivere di bimbi e giovani, una speranza endemica come la malaria capace di guarire qualunque frustrazione. Quale sarà il “tenore di vita sufficiente” dell’uomo di Kinshasa, quale il benessere sufficiente della sua famiglia? Non mi soffermo a descrivere, ciascuno può immaginare. Certo anche in occidente occorre lottare per il rispetto di questo diritto, ma non c’è proporzione.&lt;br /&gt;Non è più questione di punti di vista o di “fortuna geografica” (il nascere in un posto piuttosto che in un altro), occorre colmare la sproporzione.&lt;br /&gt;E’ questione di governo mondiale, di cui l’ONU, timido ed abbruttito abbozzo, non è stato finora in grado di gestirne il compito, all’altezza delle speranze e delle sfide.&lt;br /&gt;Ieri si diceva “politica” oggi si dice “geo-politica”; è mondialmente che si spartisce la torta energetica; è a livello mondiale che si distribuiscono le armi e si fomentano le guerre; è a livello mondiale che si stringono contratti per l’accaparramento delle materie prime ed è ancora a livello mondiale che si spostano i capitali e le risorse finanziarie.&lt;br /&gt;I bimbi nelle strade di Kinshasa non possono sapere tutto questo, non possono sapere della necessità di un buon governo mondiale. La speranza e la gioia a loro non manca, ne hanno diritto. Ma hanno bisogno di molto altro. Se io, se tu, le nostre coscienze, se le nostre associazioni, i nostri partiti e governi, le nostre fedi e movimenti possono qualcosa per i diritti di tutti, perché questi bimbi non si accorgano troppo in fretta di quante cose sono state loro negate e saranno loro negate…&lt;br /&gt;10 dicembre Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Articolo 25. Ricordare è importante. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8675387619335126947?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8675387619335126947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8675387619335126947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/12/articolo-25.html' title='Articolo 25'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUGRPno85xI/AAAAAAAAAD8/5FdU1BWrebg/s72-c/IMG_9798x.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7840542835257056679</id><published>2008-11-25T16:16:00.004+01:00</published><updated>2008-11-25T16:22:15.802+01:00</updated><title type='text'>Foresta e Brulichio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwXYW8zjwI/AAAAAAAAADc/PpH5yyIDhWg/s1600-h/IMG_1366.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272614970988924674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwXYW8zjwI/AAAAAAAAADc/PpH5yyIDhWg/s320/IMG_1366.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono a Kinshasa, la capitale della RDC (Rrepubblica Democratica del Congo), lungo il viaggio di rientro in Italia per il periodo di congedo di tre mesi dopo i quasi tre anni di Congo. Un viaggio dettato anche dalla necessità di rinnovare il passaporto in scadenza. Un’ora di volo per superare i quasi 2000 km di foresta che stanno tra Kisangani e Kinshasa. Il cielo è terso sotto di noi, si possono distinguere i corsi d’acqua e qualche rara, timida strada. Ai fianchi della strada le solite poche capanne. Per il resto è foresta e foresta, la seconda più grande al mondo dopo quella amazzonica del Brasile.&lt;br /&gt;In prossimità di Kinshasa il paesaggio varia un po’ e la foresta si mischia con una piana senza alberi ai bordi del fiume Congo, il quale dopo aver attraversato tutto il paese ed aver ricevuto affluenti di ogni sorta, è diventato enorme. La sua portata d’acqua è la più grande al mondo e dalle sue acque si potrebbe ricavare corrente elettrica per tutta l’Africa ed esportarne fino in Europa… progetti in corso, in attesa di finanzimenti e di controvalore locale, ossia contratti di sfruttamento di minerali. Sbarchiamo all’aereoporto internazionale di N’Djili. Il terreno alluvionale sul quale è costruita la pista fa si che, tutto attorno, la sabbia domini il paesaggio. Recupero bagagli e viaggio fino alla nostra comunità di Lemba, distante una decina di chilometri su di un lungo rettilineo asfaltato. E’ qui che la foresta cambia radicalmente volto per lasciare il posto al Brulichio, un brulichio incredibile di persone – alcune dei 9 milioni di abitanti della capitale, un quinto degli abitanti di tutto il paese. Brulichio di vetture e degli intramontabili pulmini Volkswagen a nove posti, scassati e stracarichi di persone nei colori giallo-blu dei mezzi di trasporto pubblici. Brulichio di persone in attività nelle decine di piccoli mercati ai bordi della strada per vendere ed acquistare il necessario per il pasto unico serale. Ed in prossimità della nostra comunità, brulichio ancora di persone tra stradine strette, riempite di buche, in case, dimensioni di quattro per quattro, costruite di blocchi di cemento e lamiere. Le definizioni di baraccopoli o bidonville forse non dovrebbero prevedere delle case in blocchi di cemento e lamiere, ma l’impressione che questi quartieri danno non è molto lontana. Assenza di piano regolatore; quelli che una volta erano cortili sono invasi ora da nuove costruzioni; scolo delle acque a cielo aperto; sacchetti di plastica usati e rifiuti da tutte le parti… Si, devo dire di aver subito un certo shok nel passaggio dalla foresta di Babonde al brulichio di Kinshasa, dagli spazi aperti dei villaggi alla “sardinizzazione” delle troppe persone in spazi sotto il limite della sufficienza. Shok nel passaggio dai paesaggi intatti di questi ultimi tre anni, al cielo grigio di fumi di scarico e di polvere. Shok del brulichio di persone che getta gli individui nell’anonimato, ognuno per la sua strada, dove la povertà diventa miseria perché non c’è persona con cui condividerla.&lt;br /&gt;Imbottigliamenti, intasamenti, ore di strada per raggiungere il lavoro, la scuola, il mercato o un ufficio… è come entrare in un’altra foresta, quella urbana. Al “fitto” degli alberi si sostituiscono tutte altre serie di “fitti” nei quali occorre orientarsi, districarsi e alla fine sopravvivere.&lt;br /&gt;E’ anche Brulichio di chiese: chiese del Risveglio, Evangeliche, Pentecostali, Carismatiche, della Salvezza, del nuovo Apostolo o del nuovo Profeta, del Cristo in Terra, dell’Ultimo Giorno, della Guarigione o del Perdono… in ogni quartiere, in ogni ancolo una chiesa, un gruppo di preghiera…&lt;br /&gt;Sono arrivato venerdì sera ed il sabato mattina, alle sei, messa nella chiesetta della comunità, la parrocchia cattolica è vicina, ne vedo il tetto e la croce a circa duecento metri, eppure sono qui presenti più di una cinquantina di persone, un altoparlante diffonde all’esterno la voce per quelli che non possono entrare o che preferiscono gustare il fresco del mattino. Non c’è fretta, si ascolta la Parola, si canta, si prega, si riceve la comunione…Nella foresta urbana di Kinshasa, in mezzo al brulichio di tante realtà, le persone cercano una luce, ne hanno bisogno, cercano di essere persone, sanno di avere una dignità, sanno che il Cristo e il suo amore si propone a loro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7840542835257056679?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7840542835257056679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7840542835257056679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/11/foresta-e-brulichio.html' title='Foresta e Brulichio'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwXYW8zjwI/AAAAAAAAADc/PpH5yyIDhWg/s72-c/IMG_1366.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-916794655456353067</id><published>2008-11-25T16:12:00.002+01:00</published><updated>2008-11-25T16:15:45.272+01:00</updated><title type='text'>Scuola d’Agronomia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwWlBUZPpI/AAAAAAAAADU/1X1PrBlCN4E/s1600-h/IMG_9698.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272614089008955026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwWlBUZPpI/AAAAAAAAADU/1X1PrBlCN4E/s320/IMG_9698.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ nel villaggio di Yambenda che stiamo piantando un seme dal quale ci attendiamo molti frutti. In un contesto interamente agricolo potete trovare decine di istituti superiori di pedagogia ma non una scuola di agronomia. E’ chiaro che gli studenti di pedagogia, una volta diventati maestri e professori potevano, all’epoca, sperare in uno stipendio statale, non oggi, quando il governo sovente manca ai suoi doveri fondamentali, tra gli altri quello di pagare i propri funzionari, tra essi gli insegnati. Molti insegnati e professori già oggi lasciano il “nobile lavoro” per rientrare al lavoro dei campi in modo da provvedere meglio alle necessità della famiglia. Ma per questo lavoro, tutto procede come all’antica, sono poche le conoscenze e le innovazioni. Rarissime le persone competenti. Allora ecco la nostra ferma intenzione di promuovere la creazione e lo sviluppo di una scuola (istituto superiore - secondario) di Agronomia. Già da anni p. Gianni incoraggia e sostiene concretamente la preparazione di insegnati qualificati a livello universitario, ed i primi frutti cominciano a vedersi: il prefetto, due insegnati, l’approvazione ufficiale dell’Istituto da parte delle autorità competenti.&lt;br /&gt;Come ovunque, sono i parenti assieme ai loro figli, gli allievi, ed assieme ai professori ed il prefetto, che costruiscono le aule scolastiche; sono i parenti che raccolgono le contribuzioni per dare un piccolo premio agli insegnanti in attesa della meccanizzazione, ossia del riconoscimento di un salario da parte dello stato. E’ una scuola “delocalizzata” rispetto al modesto “centro” di Wamba, Isiro o rispetto al sedicente “centro” di Babonde (nel senso che parlare di Babonde come di un “centro” è in qualche modo inappropriato ed esagerato). A Yambenda abbiamo iniziato i lavori di costruzione in “duro” ossia in materiale durabile di fondazioni, muri di mattone e tetto di lamiera. A Dio piacendo sarà l’Istituto di Agronomia “Mangele”, grazie soprattutto alla generosità di una coppia di giovani sposi di Bologna che ha dirottato i regali di matrimonio dei parenti ed amici a questo scopo. La generosità non è mancata e le necessità saranno moltissime, ma l’importante è cominciare e noi speriamo di averlo fatto con il piede giusto. p.s. Grazie Gabriele e Mariadina. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-916794655456353067?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/916794655456353067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/916794655456353067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/11/scuola-dagronomia.html' title='Scuola d’Agronomia'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwWlBUZPpI/AAAAAAAAADU/1X1PrBlCN4E/s72-c/IMG_9698.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7726181515197184028</id><published>2008-11-05T18:59:00.001+01:00</published><updated>2008-11-06T17:47:32.574+01:00</updated><title type='text'>Chi comanda la guerra?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SRMeLWkekqI/AAAAAAAAADM/4bo3gZEa6DQ/s1600-h/IMG_5950.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265585569712214690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SRMeLWkekqI/AAAAAAAAADM/4bo3gZEa6DQ/s320/IMG_5950.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da più di un decennio oramai, è a partire dall’Est del paese che prendono origine instabilità e ribellioni armate. E’ a partire dalle provincie vicine alla nostra del Nord e Sud Kivu, che tutti i “liberatori” si affacciano sulla scena militare e politica portando con sé l’abituale sovrabbondante “prodotto” di vittime innocenti, di profughi, di distruzioni, aggiungendo miseria alla povertà, moltiplicando disperazione alla mancanza di prospettive per l’avvenire.&lt;br /&gt;E’ la storia ed il dramma di questi giorni per decine e centinaia di migliaia di persone: fuga, fame, perdita di ogni bene, malattia, morte. Da anni un piccolo gruppo di ribelli, 1.500/2.000 soldati, tiene in scacco la più grande forza di pace dell’ONU (17.000 uomini dei quali l’80% in queste regioni). Ugualmente tiene in scacco l’esercito regolare di un paese sotto tutela internazionale che funziona in base ad aiuti esterni - quasi mai gratuiti - e ad una esponenziale corruzione interna.&lt;br /&gt;Chi comanda la guerra? Ricco da morire il Congo e l’Est del paese alimenta e sazia l’appetito goloso dei paesi vicini; ricche buste (bustarelle) nutrono il silenzio o una indolente impotenza degli “eletti” al governo; taciti accordi e prezzi da pagare per guerre precedenti chiudono occhi e bocche di influenti diplomatici; progetti “geopolici” strumentalizzano e legano le mani alle agenzie di pace internazionali. E’ così che diamanti, oro, coltano, rame, uranio, legno pregiato e finalmente petrolio insieme a tanto altro ancora, producono la morte dei congolesi e la vita di altri. Quanti nuovi affamati delle risorse del Congo si affacceranno ancora? Sono essi che comandano la guerra e molto spesso non hanno volto anche se il “capo nemico”, il ribelle, si può chiamare per nome (Laurent Kunda, o Kony…), anche se si può far leva sulle differenze tribali e i possibili antagonismi. La guerra è comandata dagli “appetiti”. Un appetito saziato sempre e ad ogni costo, avvelena la vita e alla fine uccide. Saranno capaci gli uomini di educarsi all’astinenza? Ne saranno capaci se attarverso essa conquisteranno un bene più grande: la vita dei fratelli. Lo sapranno riconoscere?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7726181515197184028?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7726181515197184028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7726181515197184028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/11/chi-comanda-la-guerra.html' title='Chi comanda la guerra?'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SRMeLWkekqI/AAAAAAAAADM/4bo3gZEa6DQ/s72-c/IMG_5950.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-312810482823532580</id><published>2008-11-05T18:51:00.001+01:00</published><updated>2008-11-06T17:32:53.906+01:00</updated><title type='text'>Chiesa di mattoni?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SRMa7guiC5I/AAAAAAAAADE/Q1dIQ4Fz1w8/s1600-h/IMG_9089.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265581999025949586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SRMa7guiC5I/AAAAAAAAADE/Q1dIQ4Fz1w8/s320/IMG_9089.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;C’era una canzone che andava di moda quando ero ragazzo, ma che oggi credo sia sparita dal repertorio dei “gruppi canto”, il cui ritornello diceva: “Chiesa di mattoni no! Chiesa di persone si!&lt;br /&gt;Bene, a Babonde stiamo “bellamente” facendo il contrario: costruiamo Chiese. Una parrocchia missionaria, Babonde, con 41 villaggi. Di essi la più parte si incontra, celebra la messa ed in qualche caso fa scuola, in construzioni tradizionali. Il metodo impiegato è il medesimo che per la costruzione delle case. La tecnica tradizionale prevede l’intelaiatura di pali di legno infissi nel terreno, intrecciati e legati con corde ricavate dalle liane. Questo è il lavoro degli uomini. Per l’intonaco, prodotto con il terreno del luogo ed aggiunta di acqua – volgarmente chiamato fango – entrano in azione le donne. Infine di nuovo gli uomini con pali e corde per l’intreccio del tetto e le “tegole” prodotte alla machette con un legno dolce, chiamate “mapara”. Per coloro che desiderano una protezione più economica ecco le “ndelé” (intreccio di foglie di rafia, la palma che produce del buon vino – sinceramente io preferisco il distillato di questo vino), o ancora più economici, dei “pacchetti” di foglie o semplicemente dei fasci di lunghe erbe. Inutile dire che la “tenuta” all’acqua varia considerevolmente: 5/10 anni per le “mapara”; 6 mesi/un anno per le “ndele” qualche mese per le foglie o erbe. Occorre aggiungere che un migliore risultato si ottiene alimentando quotidianamente un fuoco all’interno della casa in modo da uccidere i numerosi insetti che si rifugiano e si nutrono del “tetto”. Uesto fuoco ha come inconveniente dei danni notevoli alla salute degli inquilini a livello di vista e di respirazione. Per le chiese il problema del fuoco non sussiste, ma quello della “durata” è sempre in agguato, molto spesso un colpo di mano alla “caduta precoce” delle costruzioni, è dato dalle termiti che mangiano dal di dentro l’intelaiatura di pali, o da forti raffiche di vento. Perché allora non pensare ad una chiesa di mattoni? E se attorno ad essa si concentrasse anche un nuovo impulso allo “sviluppo” sia della “qualità di vita” sia della forza della comunità cristiana? Due allievi muratori per ciascun villaggio che arrivano a Babonde per i primi rudimenti pratici – domani saranno gli esperti collaudati nel loro villaggio anche per la costruzione di scuole, ambulatori, case –; il lavoro comunitario dei cristiani per scavare le fondazioni, estrarre le pietre e la sabbia, pressare e cuocere i mattoni; l’entusiasmo e il coraggio di tutto un villaggio che si mobilita per un obbiettivo comune e che nella perenne ristrettezza economica minata da “urgenze” di ogni genere riesce a raccogliere del denaro per acquistare due tre sacchi di cemento… Per le lamiere del tetto si vedrà in seguito… qualcuno aiuterà.Chiesa di mattoni? Chiesa di persone? L’enigma permane. Tentare le due soluzioni nello stesso tempo resterà un azzardo? Ci dimenticheremo dei poveri? Oppure potremo dimostrare che esistono delle energie inesplorate che, ben indirizzate, potranno fare meraviglie in tutti i settori? Una risposta rapida non è possibile. L’Africa della foresta è l’Africa dei tempi lunghi. Qualche anno appena… e potremo fare verifica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-312810482823532580?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/312810482823532580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/312810482823532580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/11/chiesa-di-mattoni.html' title='Chiesa di mattoni?'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SRMa7guiC5I/AAAAAAAAADE/Q1dIQ4Fz1w8/s72-c/IMG_9089.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5322947899411778114</id><published>2008-09-09T20:45:00.001+02:00</published><updated>2008-09-09T20:48:42.867+02:00</updated><title type='text'>Materiali e Cuori</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SMbE8hT-X8I/AAAAAAAAACA/CAkUOaI76As/s1600-h/IMG_9454.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244095360132865986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SMbE8hT-X8I/AAAAAAAAACA/CAkUOaI76As/s320/IMG_9454.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ciao a tutti, in questi giorni ci è arrivato il camion della missione di Mambasa dopo 5 giorni di viaggio al limite del possibile per portarci carburante, cemento e "la Befana", fuori tempo ma graditissima ed insperata : casse e pacchi, con dentro occhiali, gruppi elettrogeni, saldatrici, trapani, demolitore, smerigliatrici, attrezzi, punte, vesti per chierichetti, carica batterie, computers e stampante, materiale di cancelleria, macchine da scrivere, libri in francese, amplificatore, muta per calciatori, sementi... e tante altre buonissime cose... un grazie grandissimo a tutti quanti hanno collaborato alla enorme colletta, ciascuno secondo le sue possibiltà e la larghezza del cuore, piccoli ed adulti, singoli, gruppi ed aziende... Il Signore sa come benedire secondo la sua misura. Se poi "c'è più gioia nel dare che nel ricevere", misurando la nostra gioia di questi giorni, vogliamo sperare che la vostra sia debordante. Sicuramente la vostra generosità ha superato le attese. Al di là delle casse e dei pacchi vogliamo anche cercare di vedere il cuore e le mani dei tanti che oramai sanno di avere dei "lontani" divenuti fratelli.&lt;br /&gt;E' un grazie che esprimo a nome personale e di p. Gianni Lamieri, ma anche a nome dei tantissimi di Babonde e dintorni, che ne potranno usufruire.&lt;br /&gt;Al momento di scaricare il materiale, scherzando facevo notare che sui pacchi erano incollate le etichette con scritto il mio nome, e che quindi non dovevano nascere strane idee di appropriamento indebito o di "desideri" malposti ... "erano tutte cose per me"!!! Con tutta tranquillità, uno degli uomini fa notare che "non c'è problema, tutto quello che arriva per p. Renzo è per Babonde e per tutti quanti sono a Babonde, il beneficio sarà per tutti".&lt;br /&gt;Già il giorno dopo, c'era una piccola coda dalla Josephine, la ragazza che ci aiuta per la gestione dello "spaccio" con il materiale di cancelleria e tante altre cosette, le più varie. Erano in coda per provare gli occhiali così indispensabili soprattutto per i maestri/e all'inizio del nuovo anno scolastico, alcuni mesi di mancanza delle gradazioni necessarie avevano creato una vera attesa. Tutti gli altri materiali troveranno un impiego progressivamente, siamo ancora in fase di costruzione della sala che ospiterà i computer ma la scuola inizierà con nuovo vigore quest'anno. La costruzione è un pò a rilento perchè piuttosto che chiamare dei muratori da atre città abbiamo preferito aprire una "scuola pratica" di muratori così da avere delle persone capaci e native del luogo.Mi dispiace non poter far conoscere il volto dei tanti che da lontano "amano" Babonde (devo scrivere così perchè non so se posso chiamare gli abitanti di Babonde dei 'babondiani' o 'babondini'...)... ma spero davvero che prima o poi saremo pronti ad accogliere i coraggiosi che vorranno vedere Babonde da vicino, lasciando ad altri foto e parole di commento. Ciao, un abbraccio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5322947899411778114?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5322947899411778114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5322947899411778114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/09/materiali-e-cuori.html' title='Materiali e Cuori'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SMbE8hT-X8I/AAAAAAAAACA/CAkUOaI76As/s72-c/IMG_9454.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8822092631510113402</id><published>2008-07-20T21:55:00.000+02:00</published><updated>2008-07-20T22:07:40.096+02:00</updated><title type='text'>Prigione</title><content type='html'>Prigione&lt;br /&gt;Niente fotografie, il sito è sensibile. Come all’epoca del dittatore Mobutu dove tutto era “sito sensibile per la sicurezza nazionale”, alla prigione e soprattutto in città, è meglio non fare fotografie per non incorrere nelle classiche “tracasserie” di soldati, polizia o gente qualunque in cerca di espedienti per raccogliere qualche dollaro dalle situazioni le più disparate. Quindi: niente fotografie!&lt;br /&gt;Oggi domenica, con p. Vilson siamo alla prigione centrale di Kisangani per la messa. Edificio fatiscente in mattoni rossi con due torrioni che danno l’idea di una costruzione crociata medioevale. Un muraglione di cinta alto una dozzina di metri. All’interno, addossato al muraglione, lungo ilati destro e sinistro, le celle comuni per i prigionieri, in tutto trecento in questo periodo. La sola metà delle celle è effettivamente utilizzata, l’altra metà è senza tetto: le lamiere sono state tolte e vendute dall’allora direttore del carcere per far fronte alle spese ospedaliere della sua mortale malattia. All’entrata ci attendono due catechisti che seguono alcune situazioni particolari dei detenuti e animano le celebrazioni. Due volte la settimana le comunità dehoniane di Kisangani portano il pasto per tutti i detenuti. In mancanza di questo sono i parenti degli stessi a dover provvedere. All’entrata colpisce il numero di persone che grida a voce alta… non posso decifrarne il significato ma posso interpretare siano grida di liberazione, di sfogo della rabbia e dell’impotenza. Frequentissimo il caso di detenuti che da anni attendono un processo. Se non c’è il l’olio del denaro il motore della giustizia non gira, neanche a basso regime. L’etàmedia è sui trenta/trentacinque anni. Colpiscono i voltigiovani, qualcuno con lo sguardo assente, qualche altro evidentemente denutrito, qualche altro malato. La celebrazione raggruppa una sessantina di prigionieri. I canti in lingala, il rito in kiswahili, la partecipazione sincera. Il rito cattolico se seguito in maniera stretta non prevede un grande coinvolgimento esteriore dell’assemblea alle preghiere, ma forse ce ne sarebbe davvero bisogno per lasciare spazio all’animo di questi uomini di esprimersi, rischiando magari qualche parola fuori posto, non sarebbe così grave.&lt;br /&gt;Siamo sotto la tettoia centrale, mentre all’intorno la vita del carcere continua, qualcuno spacca della legna, qualche altro cucina, un giovane prepara una lettera da spedire all’esterno…&lt;br /&gt;Al termine mi avvicinano quattro uomini di una cinquantina d’anni, vengono da Isiro, impiegati dell’amministrazione provinciale, sono stati accusati dal loro capo di Kisangani di aver fatto sparire dei soldi pubblici e quindi condotti in prigione da oramai quattro mesi. Anche per loro nessuna notizia ulteriore di processo o di giudizio. Quando vengono a conoscenza che sarò di ritorno a Isiro tra qualche giorno, con parole piene di speranza mi chiedono di salutare le loro famiglie, senza però fornirmi indirizzo o riferimenti. Emozione? Ingenuità? Oppure già soddisfatti di aver potuto parlare con qualcuno di “casa”, per modo di dire, poiché d’Isiro conosco veramente poco. In ogni caso nei loro volti la gioia.&lt;br /&gt;Si dice che il pesce comincia a marcire a partire dalla testa. Loro si dichiarano ovviamente innocenti e non è il caso di entrare nel merito della vicenda. Resta evidente che nella rete della fatiscente giustizia congolese sono i piccoli pesci che vi rimangono intrappolati. Tra le molte evangelizzazioni da fare, anche l’evangelizzazione della giustizia sarebbe urgente. Ad Isiro ho scoperto “Avion sans frontiers”, ma anche “Giustizia senza frontiere” troverebbe un suo spazio di lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8822092631510113402?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8822092631510113402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8822092631510113402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/07/prigione.html' title='Prigione'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-2670331076225161467</id><published>2008-07-20T21:51:00.002+02:00</published><updated>2008-11-25T16:44:28.837+01:00</updated><title type='text'>Chitarre</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwdTVJzQ8I/AAAAAAAAAD0/lvpw1_8fHWg/s1600-h/IMG_3381.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272621481676981186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwdTVJzQ8I/AAAAAAAAAD0/lvpw1_8fHWg/s320/IMG_3381.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Era oramai un anno e mezzo che non mettevo piede a Kisangani e non facevo visita al Saint Laurent.&lt;br /&gt;Iniziato alcuni anni fa da alcuni nostri confratelli, raccoglie ragazzi di strada, qui li chiamano "scegghe" non numerosissimi a Kisangani, per fortuna, ma pur sempre una realtà triste a vedere e da affrontare. Frutto soprattutto dei disordini di ribellioni armate e fughe improvvise, o di una miseria che diventa disperata fino al punto di rigettare il frutto del grembo.Altre volte ancora sono il prodotto di mentalità ancestrali che obbligano a trovare dei colpevoli, responsabili certi, di malattie o disgrazie avvenute nella famiglia. Molto spesso sono vecchi e bambini incolpati d'essere "sorcier", iettatori, portatori di malore o di spiriti di demoni. Ecco che vengono abbandonati a se stessi, allontanati dalla famiglia quando non sono uccisi. Ragazzi di strada ai quali la maison Saint Laurent per i maschi e la maison Bakita per le ragazze tenta essere un interlocutore, certamente efficace a livello logistico come l'abitazione, il cibo, il vestire, ma che stenta a trovare il passo giusto a livello educativo, anche se responsabile e diversi operatori e volontari si fanno in quattro per raggiungere lo scopo. Tra di essi anche una conoscenza italiana, padre Corrado che con i ragazzi ha iniziato un laboratorio di costruzione per chitarre elettriche. Tutto fatto a mano con estrema pazienza e con una perizia che si affina di anno in anno. Corrado è quest'anno direttore dello studentato filosofico per i candidati al sacerdozio e professore nello stesso istituto. Nel laboratorio di chitarre e con i ragazzi vive, spontaneità di relazioni, freschezza di amicizie, coinvolgimento educativo che nell’istituzione cattedratica è più difficile costruire. Le chitarre prodotte vengono vendute, si paga così il materiale e rimane un margine per i giovani artigiani ed il loro saint Lorent. Nello stesso tempo i ragazzi imparano i fondamentali di un mestiere e il gusto di dedicarsi al lavoro. Non male. Forza Gianni, Corrado, Fidel e tutti gli altri del saint Laurent.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-2670331076225161467?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2670331076225161467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2670331076225161467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/07/chitarre.html' title='Chitarre'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwdTVJzQ8I/AAAAAAAAAD0/lvpw1_8fHWg/s72-c/IMG_3381.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7425856710565545926</id><published>2008-07-20T17:21:00.004+02:00</published><updated>2008-11-25T16:37:09.050+01:00</updated><title type='text'>Autosufficienza alimentare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwbk2sQ1QI/AAAAAAAAADk/62xSuVbWEJo/s1600-h/IMG_9240.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272619583714415874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwbk2sQ1QI/AAAAAAAAADk/62xSuVbWEJo/s320/IMG_9240.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Autosufficienza alimentare&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Anche qui in Congo (ad essere precisi occorre scrivere più lungamente “Repubblica Democratica del Congo”), circola notizia della crisi alimentare che imperversa oramai a livello mondiale. Dalla nostra Babonde, per contro, non vediamo le conseguenze nefaste delle speculazioni planetarie o della conversione di colture a scopo alimentare in colture per produrre biocarburanti. Ogni famiglia ha il suo campo con le benedette e provvidenziali foglie e tuberi di manioca, mais, patate dolci (visto che quelle normali - per noi - non crescono bene in questo clima), banane, fagioli e riso. Certo nella capitale Kinshasa, con i suoi quasi sette (qualcuno stima dieci) milioni di abitanti, dove tutto deve essere trasportato dal di fuori su di una rete stradale fatiscente, e dove ogni famiglia deve acquistare ogni giorno il necessario le cose sono nettamente diverse, la crisi è reale. Anche a Kisangani, terza città della repubblica i prezzi sono alti in relazione a quanto si può acquistare in villaggio. Ecco che dei nostri intraprendenti confratelli brasiliani, missionari da queste parti, hanno pensato bene di integrare le razioni alimentari con della buona carne di mucca autoprodotta sul posto. Lavoro non semplice: disboscamento di qualche ettaro di foresta per lasciare posto al pascolo (non si parla ancora di deforestazione), trasporto in aereo di qualche “campione” di mucca (e toro naturalmente) e molta attenzione medica nei primi tempi di adattamento. Oggi il risultato è visibile, al pascolo ed in padella. Nessun pericolo di mucca pazza e "Buon appetito" a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7425856710565545926?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7425856710565545926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7425856710565545926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/07/autosufficienza-alimentare.html' title='Autosufficienza alimentare'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwbk2sQ1QI/AAAAAAAAADk/62xSuVbWEJo/s72-c/IMG_9240.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6113655449163820050</id><published>2008-07-20T16:33:00.003+02:00</published><updated>2008-11-25T16:40:42.147+01:00</updated><title type='text'>Grison</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwcTeRbY-I/AAAAAAAAADs/FPkaW9CIdQQ/s1600-h/IMG_1308.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272620384613262306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwcTeRbY-I/AAAAAAAAADs/FPkaW9CIdQQ/s320/IMG_1308.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Era il 1897, sulle rive del fiume Congo iniziava la presenza cristiana nelle terre della provincia Orientale. Pioniere il missionario Grison SCJ che si installa a S. Gabriel, qualche chilometro fuori dalla città di Kisangani. Lontano dal centro abitato, con lo scopo di non confondersi troppo con i molti altri bianchi già arrivati e che arriveranno, coloni, uomini di commercio e d’armi. Il Vangelo deve mantenere la sua libertà. Gli uomini di vangelo abitano questo mondo ma non sono di questo mondo… E’ l’inizio di una storia gloriosa e difficile, entusiasmante e contrastata, attraverso la quale annuncio e liberazione cristiana si sono impiantati ed hanno cominciato a donare frutti. Potature sono sempre necessarie, ma di tanto in tanto gustare il raccolto è un altro modo di rendere gloria a Dio. Nella nostra Babonde, dove il Vangelo è arrivato molto più tardi, già alcune volte ho sentito affermare “prima di diventare crisitani certe faccende con le tribù vicine le risolvevamo con lance e frecce… adesso non è più così”… Certo, forse il più è da fare: come in tutte le opere divine, l’azione degli uomini è faccenda di “bricolage”, ma occorre riconoscere la grandezza di fede e di coraggio di chi si è reso disponibile per iniziare quest’opera di annuncio cristiano.&lt;br /&gt;In questa settimana sono esattamente qui, a Kisangani, a S. Gabriel dove tutto è cominciato. La prima parrocchia, la tomba di mons. Grison, tempra di ferro nell’anima e nel fisico, e le tombe di moltissimi giovani nuovi arrivati, falcidiati dalla malaria in un tempo in cui le medicine appropriate erano ancora sconosciute. Una casa per ritiri spirituali e formazione cristiana. Le realtà evolvono, non è più tempo di imparare i rudimenti della vita di Gesù, le preghiere cristiane e ricevere il battesimo, ci vuole qualcosa di più sofisticato, ma nel profondo la sostanza rimane: dare il proprio cuore, la propria intelligenza le proprie forze a Dio incontrandolo nei fratelli, potando le ipocrisie.&lt;br /&gt;Mons. Grison aiuterà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6113655449163820050?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6113655449163820050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6113655449163820050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/07/grison-era-il-1897-sulle-rive-del-fiume.html' title='Grison'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SSwcTeRbY-I/AAAAAAAAADs/FPkaW9CIdQQ/s72-c/IMG_1308.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7745267226564780028</id><published>2008-06-25T16:49:00.002+02:00</published><updated>2008-11-13T15:32:27.422+01:00</updated><title type='text'>Giustizia, Adulterio, Società civile,Coraggio.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SGJb_4TNQmI/AAAAAAAAAB4/yCo8xIhpPts/s1600-h/IMG_8913.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215832471451288162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SGJb_4TNQmI/AAAAAAAAAB4/yCo8xIhpPts/s320/IMG_8913.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;25/06/08&lt;br /&gt;Già, giustizia! Ad ogni paese il suo modo di intenderla.&lt;br /&gt;Cosa ne direste del fatto che un giovane sorpreso in “fragrante adulterio” con la terza moglie di uno “chef” tradizionale, è punito, e con lui l’adultera?&lt;br /&gt;La legge statale congolese prevede da uno a tre mesi di reclusione per la colpa dell’adulterio, ma non riconosce ufficialmente la poligamia. Quindi a rigore di termini la terza moglie non è moglie e l’adulterio di fatto non c’è stato. Ma è una logica che non tiene.&lt;br /&gt;Il giovane e la donna, nudi e ben battuti, hanno camminato fino alla prigione, coperti di oltraggi. Lì sono rimasti feriti ed affamati per alcuni giorni prima che i rappresentanti della Società Civile si presentassero per sincerarsi delle condizioni dei due rei, reclamando la necessità di cure e di alimentazione.&lt;br /&gt;Già, la Sociatà Civile. Nome misterioso per indicare una realtà ancora non conosciuta ma che ha già fatto la sua apparizione – non timida – anche a Babonde, ultimo anello di una rete che si sta beneficamente diffondendo su tutto il territorio nazionale. Per intanto a Babonde significa un piccolo nucleo di persone con a cuore la difesa dei diritti delle persone, di fronte alla non conoscenza della legge e all’abuso di potere da parte di numerose realtà, quali i capi tradizionali, la polizia, i militari, gli agenti del governo… Un lungo periodo di transizione (cioè di quasi assenza del governo centrale) e un altrettanto lungo periodo di anarchia negli anni delle differenti ribellioni, hanno fatto sì che coloro che potevano approffittare di una qualche autorità lo hanno fatto, sempre senza vergogna, e talaltra senza misura né scrupoli.&lt;br /&gt;Due giorni dopo l’ispezione alla prigione e l’annuncio di un rapporto da inviare ai superiori, due dei rappresentanti della nostra Società Civile, partono per una nuova misione: indagine in un villaggio ove la polizia ha saccheggiato arbitrariamente polli e maiali di numerosi famiglie dietro il pretesto dell’infrazione al Salongo (il rifiuto di lavorare per un qualche interesse comunitario: manutenzione di strade, scuole, ambulatori sanitari…). Ma il loro viaggio si arresta bruscamente poiché il capo locale, di cui sopra, ed i suoi uomini insieme, li circondano e li minacciano seriamente: ”chi è questa società civile?”, “cosa pretende di essere?”, “con quale diritto interferisce nelle faccende di un capo?” “vedrete cosa vi succederà”… Fortunatamente nel luogo dell’assedio, la rete telefonica è attiva (nel nostro territorio lo è a macchia di leopardo e i nostri sono caduti su una buona macchia) e l’intervento telefonico della massima autorità locale permette ai due di uscirne indenni. I due sono scossi, ma non intimiditi, fedeli alla metodologia della nonviolenza, hanno tenuto testa alla situazione senza farla degenerare… anche di questo faranno rapporto.&lt;br /&gt;Coraggio, già, occorre parlare di coraggio perché in luoghi chiusi come lo sono i villaggi in missione l’autorità dei capi e la forza della tradizione la fanno da padroni, assieme ad una ‘paura ancestrale’ che pone freno e fa da blocco ad ogni novità che tenta di emergere. Ma in un luogo fertile come la foresta tutto quello che getti per terra germoglia rapidamente, con forza. Unica attenzione da avere è seguirne la crescita. Ecco che a distanza di settimane gli uomini della Società Civile sono chiamati a ‘tenere lezione’ ai capi locali radunati in consiglio; ecco che il capo della polizia chiede almeno di essere avvisato prima che sia fatto rapporto ai suoi superiori (forse nelle sue parole prevale più l’intenzione di un accomodamento preventivo da ricercare, più che la manifestazione di aver compreso qualcosa su un nuovo modo d’agire).&lt;br /&gt;Tutto bene?&lt;br /&gt;Nel frattempo il capo in questione ha fatto bruciare la casa della famiglia della donna adultera, e non ha mancato di minacciare la famiglia del segretario della Società Civile.Un direttore di scuola primaria, parlando di tutte queste cose mi chiede: “Ma… forse che il giovane e la donna adultera non dovevano essere puniti?”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7745267226564780028?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7745267226564780028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7745267226564780028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/06/giustizia-adulterio-societ.html' title='Giustizia, Adulterio, Società civile,Coraggio.'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SGJb_4TNQmI/AAAAAAAAAB4/yCo8xIhpPts/s72-c/IMG_8913.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-8056901518833345046</id><published>2008-06-25T15:00:00.004+02:00</published><updated>2008-11-13T15:32:27.566+01:00</updated><title type='text'>Finalmente VEDENTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SGJEcAKpJsI/AAAAAAAAABw/XgMWvaEZWsw/s1600-h/occhiali_donna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215806566320121538" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SGJEcAKpJsI/AAAAAAAAABw/XgMWvaEZWsw/s400/occhiali_donna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che i&lt;strong&gt; ciechi&lt;/strong&gt; possano vedere è una delle grandi promesse evangeliche. Noi nel nostro piccolo - non essendo formiche e quindi senza ... - non potendo fare miracoli, cerchiamo di dare un aiuto a coloro che hanno problemi un pò meno gravi della cecità. Ecco allora un'iniziativa di solidarietà che a partire dall'Italia, con centro alla Scuola Missionaria di Padova, tenta di dare una risposta, semplice ma importante ed efficace, a tanti nostri fratelli di Babonde e dintorni: occhiali, semplici occhiali per maestri, insenganti, "intellettuali", lettori nelle liturgie, mamme della scuola di alfabetizzazione, catechisti... i cui occhi si sono oramai indeboliti, in un contesto povero di mezzi economici ma anche di specialisti e di materiali. Se voui saperne di più e se vuoi collaborare, visita il sito seguente: &lt;a href="http://www.scuolamissionaria.it/"&gt;www.scuolamissionaria.it&lt;/a&gt; Grazie a nome di tanti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-8056901518833345046?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8056901518833345046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/8056901518833345046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/06/finalmente-vedenti.html' title='Finalmente VEDENTI'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SGJEcAKpJsI/AAAAAAAAABw/XgMWvaEZWsw/s72-c/occhiali_donna.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5960844815221195523</id><published>2008-06-25T14:57:00.000+02:00</published><updated>2008-06-25T14:58:38.776+02:00</updated><title type='text'>L’adolescenza di Daniya</title><content type='html'>15.05.2008&lt;br /&gt;La poligamia è per noi un po’ un mistero, nel senso che non entra nei nostri parametri culturali e se si può pensare che l’avidità del “desiderio” è ad ogni istante propensa ad infrangere i limiti, difficile è per noi comprendere come una donna possa ben accogliere la “coabitazione” con altre colleghe. Gli interrogativi non si fermano qui ma è di una giovane donna che vorrei parlare, graziosa, insegnate in una delle nostre scuole per pigmei. Mi aveva stupito, ancora qualche tempo fa, il saperla seconda moglie di un uomo molto più anziano di lei, così giovane che ancora studiava per ottenere il diploma che le avrebbe permesso una migliore qualifica come insegnante. A volte sono i parenti a dare la figlia in moglie, senza che la ragazza abbia molte possibilità di esprimere desideri o preferenze. Altre volte è il futuro marito che scieglie la ragazza e la famiglia di questa non rifiuta, per non entrare in litigio oppure per stringere maggiori legami con la famiglia del genero. Anche la legge civile dello stato congolese non riconosce le poligamia ma questo non significa gran cosa, segno che le tradizioni ancestrali sono ben radicate ed influenti; una buona parte della popolazione grazie soprattutto all’evangelizzazione, abbandona la pratica poligamica, ma essa non è oggetto di “scandalo”, né è raro trovare dei cristiani che fanno “ritorno” alle abitudini di prima. Spesso l’infecondità della moglie o una sua malattia è un motivo fortemente legittimante per aggiungerne una seconda; altre volte è semplicemente l’anzianità della prima. Ancora, una donna può rientrare alla sua famiglia a causa di un lutto e rimanerci per lungo tempo, trattenuta dai parenti, lasciando i figli al padre che nel frattempo “colma il vuoto”. Ma tutte queste sfaccettature non mi sembravano fatte per essere indossate da Daniya, e ne ho avuto la conferma l’altro giorno. Viene per chiedere un anticipo sul salario di insegnante: deve pagare il contributo scolastico trimestrale, non dei suoi figli ma dei ragazzi che suo papà gli ha lasciato quando è morto e che sono a suo carico… capisco che sono i suoi fratelli più piccoli, ma non domando se sono i figli della stessa madre. E’ un anticipo di 5000 franchi congolesi, vale a dire quasi la metà di tutto il salario che si aggira sui 25 dollari (meno di 20 euro). Terminato il capitolo salario indugia un po’ prima di andarsene. Mi chiede allora quanto costa una Bibbia, visto che ne abbiamo diverse copie a disposizione. Dieci dollari è un prezzo improponibile per lei, almeno per i prossimi due mesi, ma può permettersi un Nuovo Testamento per il costo di un solo dollaro. Mi specifica che quando era giovane era del gruppo dei Bilenge ya Mwinda, i “Giovani della Luce”. E’ a questo momento che gli chiedo come ha conciliato questa appartenenza ad un gruppo di giovani formati ed impegnati con l’entrare in una famiglia poligamica. Mi dice che al tempo del matrimonio non è stata costretta, è stata una sua scelta, era ancora molto giovane e non sapeva valutare bene le cose. “Ma non avevi nessuno che ti potesse consigliare?”. “Cosa vuoi - mi dice – quando si è adolescenti non si ascolta nessuno”. I suoi occhi sono un po’ lucidi. Ed aggiunge: “Ma tu cosa mi consiglieresti adesso?”.Altre persone sopraggiungono e la conversazione non puo continuare. E’ vero, le difficoltà dell’adolescenza non sono risparmiate ad alcuna cultura sotto tutte le latitudini. E’ vero, i ragazzi e ragazze di qui sono spesso dei ragazzi/genitori che imparano in fretta a badare a sé stessi, a pagarsi le spese scolari, i vestiti, a procurarsi il cibo e a badare ai fratellini più piccoli. In momenti di tensione con i parenti accade che i ragazzi scappino alla miniera e che le ragazze trovino casa altrove… e chi di noi non è fuggito almeno una volta di casa, non fosse che per fare il giro del quartiere? “Mungu akipenda” forse ci parleremo ancora con Daniya e la storia della sua adolescenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5960844815221195523?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5960844815221195523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5960844815221195523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/06/ladolescenza-di-daniya.html' title='L’adolescenza di Daniya'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6230492846533604638</id><published>2008-04-03T09:19:00.002+02:00</published><updated>2008-11-13T15:32:27.679+01:00</updated><title type='text'>Popoli</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R_SGX0PcLkI/AAAAAAAAABo/IyHZJMTAuYU/s1600-h/IMG_3119.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184916814728801858" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R_SGX0PcLkI/AAAAAAAAABo/IyHZJMTAuYU/s320/IMG_3119.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Wamba, seminario di studio sulla inculturazione: uomini di mondi culturali diversi che si incontrano e cercano di parlarsi, di intendersi. Di mezzo c’è il Vangelo da annunciare e tante incomprensioni. Storie di colonialismo: degli europei in Africa e di etnie africane su altre etnie vicine. La presunta superiorità di una cultura sull’altra, l’attitudine al giudizio veloce senza ascolto, il buono dalla nostra parte ed il cattivo dall’altra o viceversa. Il dialogo che si trasforma in monologo ed è uno solo a parlare; la comunicazione che diventa ordine e comando, perdendo lo “scambio”…&lt;br /&gt;A Natale si dice che è un Bambino a salvarci. Da qualche altra parte è scritto che anche per noi è bene avere un animo da bambini. A Pasqua di dice che occorre rinascere di nuovo…&lt;br /&gt;Un bimbo pone infiniti perché ai grandi; accoglie risposte senza formulare giudizi; non teme di dimostrarsi “ignorante” poiché questa è la sua sola saggezza per poter apprendere.Una innata simpatia gli permette di essere avvicinato e di avvicinare, infatti non è pericoloso per nessuno. Perché ci si sposa così? Si fa il lutto in questo modo? E le alleanze, la gestione del potere, il cibo, l’abitazione, il vestito, la caccia, l’ornamento, le danze, il lavoro, i proverbi, le preghiere, i riti, il gioco…&lt;br /&gt;Sarà un animo da bambino che permetterà anche ai grandi di cogliere il perché di tante cose di fronte a culture diverese. Sarà ancora un animo di bambino, nella sua ingenuità, a svelare il mistero di un Vangelo che domanda di essere portato fino ai confini del mondo, incontrando – disarmato - i popoli che lo abitano.&lt;br /&gt;Qui siamo Wabudu e Walika, Bambote e Bakongo, Wanande e Bangbwetu, Spagnoli ed Italiani, Portoghesi e Colombiani, Brasiliani e Lussemburghesi… Una Parola che è Verbo ci unisce, anche se da tempo è coniugata in tanti modi differenti.&lt;br /&gt;Coloro che la accolgono, accolgono la luce ed escono dalle tenebre! Questa affermazione, “assoluto” e principio della fede, può essere dimostrata nella sua verità, solamente dalla storia degli animi liberi e dei popoli liberi che la scielgono... e la vivono.&lt;br /&gt;Chi non accoglierà un bimbo? Chi non desidererà rinascere a vita nuova? Il fascino ci attrae. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6230492846533604638?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6230492846533604638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6230492846533604638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/04/popoli.html' title='Popoli'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R_SGX0PcLkI/AAAAAAAAABo/IyHZJMTAuYU/s72-c/IMG_3119.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7847069432283515269</id><published>2008-03-17T17:38:00.003+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:28.103+01:00</updated><title type='text'>BUONA PASQUA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R-lS9EPcLjI/AAAAAAAAABg/N-MmPMkEeCI/s1600-h/IMG_8635.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181764055330467378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R-lS9EPcLjI/AAAAAAAAABg/N-MmPMkEeCI/s320/IMG_8635.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Poche parole, una semplice foto ed un grande augurio di Buona Pasqua.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7847069432283515269?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7847069432283515269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7847069432283515269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/03/buona-pasqua.html' title='BUONA PASQUA'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R-lS9EPcLjI/AAAAAAAAABg/N-MmPMkEeCI/s72-c/IMG_8635.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-1249674302061939877</id><published>2008-02-22T11:46:00.003+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:28.225+01:00</updated><title type='text'>La signora della notte</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R76qR-zRhuI/AAAAAAAAABU/xzkWmYgzUpE/s1600-h/IMG_6874.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169756648160462562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R76qR-zRhuI/AAAAAAAAABU/xzkWmYgzUpE/s320/IMG_6874.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un domenica pomeriggio, a Yambenda, circa un mese e mezzo fa è scomparso un uomo. Secondo quanti lo hanno visto per l’ultima volta, è entrato nella foresta e non vi è più ritornato. E’ un uomo sulla cinquantina, sufficientemente agiato, secondo le possibilità locali, ha lavorato con l’oro nella “carrière” nelle miniere a cielo aperto dove con utensili a mano si scava e si spaccano le pietre per trovare i piccoli preziosi frammenti di metallo pregiato. Nessun problema con la famiglia, nessuna malattia apparente. Molte voci circolano sulle possibili cause della sua sparizione, la più ricorrente è quella legata al suo lavoro. Moltissimi tra coloro che entrano alla “carrière” per assicurarsi una buona sorte e una ricca riuscita in quel lavoro pesante e “disumanizzante”, votano se stessi a qualche spirito del male, stringendo con lui un patto.&lt;br /&gt;Oggi, molti pensano che questo spirito del male, “la Signora della notte”, abbia chiesto qualcosa all’uomo scomparso.&lt;br /&gt;Appunto un mese e mezzo fa. Ora siamo in piena stagione secca, le acque dei torrenti e dei fiumi che attraversano il territorio si abbassano, tutti ne approfittano per cercare dei pesci, alla lenza o frugando nel fango rimasto nei bordi del letto. Risalendo il corso del fiume, più del normale, finalmente è stato scoperto quello che resta oramai del corpo dell’uomo. Dei vestiti ed una corda appesa ad un ramo dicono che la morte è avvenuta per impiccagione. L’uomo che da giorni, senza avvisare nessuno, approfittava della notevole quantità di pesci che si nutrivano del corpo caduto in acqua è stato arrestato.&lt;br /&gt;Sono alcuni “waganga wa asili”, che compiono sortilegi per coloro che cercano ricchezze da acquistare velocemente, in cambio naturalmente di una contropartita da pagare, parte in anticipo, parte in fasi successive. Lo stregone prepara un olio con il quale viene unto colui che entrerà nella “carrière” per cercare l’oro, ma chiederà anche che gli sia venduta una persona della famiglia. Questo significa che inconsapevolmente una persona è consegnata allo spirito del male e di lì a poco tempo sarà votata alla morte, nel senso che per ragioni inspiegabili troverà la morte. Per colui che cerca maggiori ricchezze a più riprese, costui venderà più volte persone differenti della propria famiglia. Il sortilegio è sempre efficace, a meno che, la persona che ne fa richiesta, non rispetti alcune delle condizioni poste dal “mganga wa asili”, come astenersi dai rapporti sessuali o non mangiare alcuni cibi… talvolta è chiesto alla persona stessa di uccidere colui che aveva precedentemente venduto allo “schetani”. Colui che dopo essersi ingaggiato in un percorso simile tenta di uscirne senza l’accordo del “mganga” correrà seri rischi di divenire un malato mentale…&lt;br /&gt;E molte altre cose ancora si raccontano…&lt;br /&gt;Che pensare?&lt;br /&gt;Lascia sconcertati la semplicità e la credulità di buona parte delle persone di villaggio circa la veridicità di tutti questi racconti. Ma ugualmente lascia sconcertati il numero impressionante di persone che fanno ricorso a pratiche simili. Talvolta la “logica della ricchezza nella carrière” è una logica che serve a spiegare molte morti giovani, improvvise, poiché la morte, qui come altrove non trova giustificazione né consolazione, soprattutto là dove non è entrata la luce della speranza cristiana. La “logica” di questi sortilegi serve anche a spiegare il fatto che alcuni possano diventare ricchi a differenza di altri, poiché una mentalità uniformante e statica non accetta di buon grado che qualcuno con un proprio lavoro supplementare abbia potuto guadagnarsi lecitamente qualcosa in più rispetto agli altri. Questa “logica della carrière” infine, conferma una volta di più che sete del denaro e spirito del male si tengono strettamente per mano e in molti non esitano a farsi abbracciare da essi senza calcolo alcuno su tutto il resto che mettono in gioco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Vangelo può portare la sua luce di verità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-1249674302061939877?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1249674302061939877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/1249674302061939877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/02/la-signora-della-notte.html' title='La signora della notte'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R76qR-zRhuI/AAAAAAAAABU/xzkWmYgzUpE/s72-c/IMG_6874.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6992820426104812520</id><published>2008-02-22T11:40:00.001+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:28.335+01:00</updated><title type='text'>350 FC per il catechista di Bavamabonza</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R76nyezRhtI/AAAAAAAAABM/0XAB_cwtxCY/s1600-h/IMG_3262.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169753907971327698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R76nyezRhtI/AAAAAAAAABM/0XAB_cwtxCY/s320/IMG_3262.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;7 febbraio 2008&lt;br /&gt;Bavamabonza è un kijiji (villaggio) sulla strada per Gbunzunzu. Di ritorno da una cappella sulla stessa strada, p. Gianni ci porta la notizia della morte di uno dei catechisti… un po’ di sconcerto ci prende. A causarne la morte è stata un’ernia inguinale, non curata, che alla fine si è “strozzata” provocando una infezione interna… fatale. Banale e drammatico. Oggi è martedì. Venerdì scorso anche lui era qui alla riunione di tutti i catechisti della parrocchia e aveva chiesto a Gianni i 350 franchi congolesi – più o meno corrispondenti ai nostri 350 centesimi di euro – che non possedeva, per fare la consultazione all’ospedale. Una consultazione alla fine tardiva. L’operazione dell’ernia sarebbe costata, intervento e medicinali, all’incirca quaranta euro. Alcuni pensieri in disordine.&lt;br /&gt;“Assolutamente mai avere soldi in casa, è l’abitudine di quasi tutte le famiglie”: le troppe urgenze, fratelli e bambini e vicini che possono chiedere un aiuto… non vale la pena “mettere a parte” e per chi lo fa, il gioco dura poco… se si ha qualcosa in denaro occorre spenderlo subito per acquistare qualcosa, prima che “voli”.&lt;br /&gt;“Possibile che nessuno, fratelli della famiglia, o cristiani del villaggio, non siano accorsi in aiuto in tempo?”. Per il “matanga” – il raduno per il lutto, per piangere il defunto - la contribuzione è scattata rapidamente. Ma è anche vero che di fronte alla malattia l’atteggiamento più comune è attendere pazientemente che passi, scrutarne l’evoluzione per intervenire solo quando si è alla fine della forza di sopportazione, quando finalmente è troppo tardi.&lt;br /&gt;A consultazione avvenuta, nell’ambulatorio locale, a qualche chilometro di distanza, mancava l’infermiere titolare, gli sono state prescritte delle compresse contro i vermi intestinali! Potenza del sistema sanitario! Avvenuta la peritonite, inutile pensare qualsiasi intervento d’urgenza: trasportarlo dove in tempo utile?&lt;br /&gt;Ricordiamo in questi giorni che l’uomo è cenere e alla cenere ritorna. Per quali vie la nostra storia viene alla luce e in quale momento ritorna tra le mani di colui che l’ha creata? Possediamo la domanda ma non la risposta. Possiamo credere e praticare un abbandono confidente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6992820426104812520?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6992820426104812520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6992820426104812520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/02/350-fc-per-il-catechista-di-bavamabonza.html' title='350 FC per il catechista di Bavamabonza'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R76nyezRhtI/AAAAAAAAABM/0XAB_cwtxCY/s72-c/IMG_3262.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7894188514293119604</id><published>2008-01-18T14:22:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:28.668+01:00</updated><title type='text'>MUNDIAL</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R5CqDsqS5gI/AAAAAAAAABE/mYR4Dg4UGwo/s1600-h/IMG_7908-1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156808553844106754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R5CqDsqS5gI/AAAAAAAAABE/mYR4Dg4UGwo/s320/IMG_7908-1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ giorno di “Mundial” questa domenica dell’Epifania, è il giorno di mercato a Babonde, la domenica ogni quindici giorni: enfaticamente chiamato appunto “Mundial”. Quindi c’è molto più movimento dei numerosi che vengono dai villaggi vicini, anche alla missione c’è il via vai di persone che salutano si fermano, chiedono… Puntualmente anche Maria, ragazza di circa 25 anni, tre figli a carico, disturbata psichicamente dall’epilessia, numerose cicatrici qua e là, segni di bruciature sul collo di quella volta che è caduta sopra le braci del fuoco è lì è rimasta fino al passaggio della crisi . Normalmente chiede un piccolo aiuto economico, di volta in volta, per acquistare del sale, del riso, del pesce salato per lei ed i suoi bambini, una pentola, una bottiglia di olio in questo periodo quando i prezzi sono più che raddoppiati, vista la carenza nella stagione secca. Qualche volta “rompe” ma è simpatica, oggi viene con un piccolo uovo di gallina in dono, altre volte, quando è stagione, con la &lt;em&gt;gbombolia&lt;/em&gt;, la noce di cola. Da un po’ di mesi il mio confratello, molto più ferrato di me in medicina, la aiuta con il Fenobarbital, una compressa al giorno… le cose vanno decisamente meglio, ed anche quello che dice è più articolato e comprensibile: lei parla di preferenza il kilika, io l’italiano ed il francese (oltre al veneto), tentiamo così di comprenderci in kiswahili. Dice che è stanca di essere trattata come un animale o di vivere come un animale o di dormire dove vivono gli animali (non ho potuto ben distinguere). Lei è sola con i sui bambini al villaggio – ossia la famiglia allargata – e nessuno si cura di lei. Quindi, con molta semplicità propone di venire a vivere qui nella nostra casa (la popolazione lo chiama “&lt;em&gt;couvent&lt;/em&gt;”, convento), assicura che non ruberà nulla e si comporterà bene. Scambiamo qualche parola, le do il piccolo aiuto, constatiamo insieme che è molto cambiata in meglio e che se continua così potrà ricevere il rispetto da quelli della sua famiglia e le cose sicuramente potranno migliorare. Da pochi giorni ero rientrato da Isiro dove avevo scaricato le mail, così nel pomeriggio mi metto a leggerne qualcuna. Tra queste gli auguri di un amico prete, missionario che interpreta il suo Natale e la venuta del figlio di Maria, con le parole di Gesù a Lazzaro: “oggi devo fermarmi a casa tua”. Maria disturbata psichicamente, il questo giorno dell’epifania è la manifestazione del Signore a me. Non credo sarà la cosa giusta tentare di vedere se effettivamente potrà vivere qui, ma la sua domanda resta e chiede una risposta. Occorrerà scendere dall’albero. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7894188514293119604?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7894188514293119604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7894188514293119604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/01/mundial.html' title='MUNDIAL'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R5CqDsqS5gI/AAAAAAAAABE/mYR4Dg4UGwo/s72-c/IMG_7908-1.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7938992194355465439</id><published>2008-01-06T18:36:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:28.821+01:00</updated><title type='text'>chef...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R4EStsqS5fI/AAAAAAAAAA8/KUVReHcyBLo/s1600-h/IMG_6605.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152420024980530674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R4EStsqS5fI/AAAAAAAAAA8/KUVReHcyBLo/s320/IMG_6605.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I Pigmei di Badedeka&lt;br /&gt;E’ il 2 dicembre e scrivo in una afosa serata pensando alla giornata di Badedeka, mercoledì scorso. A Badedeka da più tempo, rispetto a qualsiasi altro accampamento, sono “usciti” dalla foresta i pigmei, per installarsi a fianco del villaggio dei nyeusi ossia dei neri, nome con il quale i pigmei chiamano i bantù, popolazione locale che arrivò in questi territori solo in tempi recenti rispetto agli abitanti primitivi, i pigmei appunto. I pigmei rispetto ai neri bantu sono effettivamente un po’ più chiari di carnagione, e piccoli! Per quale motivo i pigmei escano dalla foresta non è facile a dire, si possono mettere insieme un po’ di cose. Nella stagione delle piogge quando la caccia è difficile e i frutti sono scarsi è la necessità di procurarsi da mangiare, rubando qualcosa nei campi dei bantu che praticano l’agricoltura. Il loro furto non è mai in grande scala, prendono il necessario per la sopravvivenza del giorno. Oppure escono dalla foresta in cerca di cure laddove la loro medicina tradizionale non riesce ad arrivare; molte volte sono ferite alle gambe procurate da spine o per qualche parto difficile. Ancora un motivo è la grande curiosità di vedere e conoscere, i mercati soprattutto. Ultimamente un’azione di promozione del popolo pigmeo li spinge a riunirsi in accampamenti dove imparano a costruire delle case più decenti delle loro tende fatte di piccoli rami intrecciati e di foglie; imparano un po’ di norme igieniche, a costruire un gabinetto a praticare la coltivazione dei campi e ad inviare i figli ad una scuola pensata apposta per loro, per poterli introdurre in seguito alla scuola elementare statale. E’ un popolo semplice ed ingenuo, sincero ed immediato. Della foresta conoscono i segreti ma nella vita sociale dei bantu si sentono “fuori casa” e nutrono un senso di inferiorità che fa sì che siano spesso sfruttati. Per contro i bantu li hanno per lungo tempo considerati inferiori a loro, mezzi uomini, non solo in statura ma in dignità La mancanza di vestiti, la difficoltà della lingua, la non conoscenza del valore del denaro sono altri elementi che li contraddistinguono. Lavorano a giornata nei campi dei bantu in cambio di un po’ di cibo, qualche bicchiere di vino di palma o di un po’ di banghi (canapa indiana). In gruppi organizzati partecipano al lutto o alla festa delle famiglie, dove sono chiamati per animare o rallegrare con le loro musiche e danze i convenuti.&lt;br /&gt;Qualche decina d’anni fa i pigmei di Badedeka che decidevano di uscire dalla foresta ed abitare a fianco ai bantu, venivano organizzati in un modo che ogni famiglia fosse affidata ad un bantu che ne diveniva il responsabile, ma si potrebbe anche dire il padrone. Erano così aiutati a costruire una loro piccola casetta, lavoravano i campi insieme al loro capo bantu, con lui e per lui facevano la caccia e ne godevano la protezione. Quest’ultimo doveva rispondere per loro di fronte alla società civile rispetto ad eventuali mancanze o disordini provocati da pigmei. Allora come oggi, se ad un certo punto i pigmei si sentono minacciati, o la stagione secca della caccia diventa un richiamo troppo forte, lasciano il tutto e rientrano nella foresta, loro “madre” sempre accogliente.&lt;br /&gt;In questi ultimi anni il capo della chefferia bantu ha nominato un pigmeo chef della chefferia dei pigmei, ma la malattia d’essere capo ha infettato in fretta il semplice pigmeo. E’ appunto oggi che tutti insieme discutiamo sotto un albero di alcuni atti arbitrari che lo chef pigmeo ha commesso, con l’aiuto della sua polizia, nei confronti dei suoi pigmei accusando per contro un “animatore” bantu, ossia una persona che incoraggia i pigmei a costruire delle case, a costruire dei WC (vi manderò in seguito delle foto) ad iniziare la coltivazione dei campi, a farsi curare al dispensario. Parliamo per ore, un po’ in kiswahili e molto in kilika (loro, non io, ma mi sono fatto accompagnare da Celestin della commissione giustizia e pace di Babonde). Alla fine tutto è chiarito, l’animatore bantu non ha colpe; lo chef pigmeo riconosce di avere abusato ed esagerato, ma domanda che lo si aiuti a costruire una casa per lui e per gli ospiti. Ci dividiamo un po’ di &lt;em&gt;gbombolia&lt;/em&gt;, il nome locale della amara noce di cola, segno di accoglienza e di amicizia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7938992194355465439?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7938992194355465439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7938992194355465439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/01/chef.html' title='chef...'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R4EStsqS5fI/AAAAAAAAAA8/KUVReHcyBLo/s72-c/IMG_6605.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-3985587654078321244</id><published>2008-01-06T09:01:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:29.008+01:00</updated><title type='text'>Pronti per la festa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R4CMW8qS5eI/AAAAAAAAAA0/LuRpfxUFjL8/s1600-h/IMG_7849.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152272299580384738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R4CMW8qS5eI/AAAAAAAAAA0/LuRpfxUFjL8/s320/IMG_7849.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Natale 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5,30 del mattino, è domenica dell’Epifania, sono ad Isiro. La messa dovrebbe essere alle 6.00 poco lontano da qui, assieme ad un padre della Consolata, dove sono ospite ogni volta che vengo in città. Al contrario ci siamo accordati con due coppie di spagnoli per celebrare in francese. Sono missionari laici che rimangono in Africa per un progetto di tre anni. Uno di essi è un ragazzo molto capace con internet, così prendo accordi con lui per tentare di progettare una connessione a Babonde. Ad Isiro la lingua della liturgia è lingala, io oramai conosco un po’ di kiswahili e sarei un semplice ascoltatore. Loro soffrono ancora del “non capire niente” e li comprendo benissimo, celebreremo un po’ più tardi e ne approfitto per un saluto a tutti giusto nel giorno che conclude le feste di Natale, appunto l’Epifania… si potrebbe anche dire “manifestazione del Signore”, manifestazione non di tipo sindacale, sportivo, politico o folcloristico. Se penso al Natale di Babonde, confrontato con quello di casa nostra, devo dire che di “manifestazioni” ce ne sono poche. Fuori della chiesa l’unico segno visibile sono i presepi preparati dai ragazzi: piccole casette di rami di “rafia” ornati con qualcosa che può assomigliare al nostro muschio. Nella più parte dei casi le statue mancano completamente o sono costruite qualche giorno avanti con dell’argilla. Il commento di Fini (diminutivo di Josephine), una delle ragazze spagnole è stato il classico: “non sembrava neanche Natale”.&lt;br /&gt;Da parte mia il Natale ho cominciato a celebrarlo la vigilia a Bamoka, all’aperto sotto una tettoia di rami di palma in occasione del quarantesimo giorno dopo il matanga; ossia il giorno della festa dopo il lutto. Nel pomeriggio invece a Badedeka, confessando lungamente attendendo il buio. La mezzanotte è stata anticipata alle 19.00 e qualche lampada a petrolio illuminava la chiesa in legno fango e paglia… una capanna un po’ “maggiorata”. Cinque i canti di ingresso. Nella predica quando si arriva a dire che Gesù è nato poveramente, è inevitabile sentire qualche borbotto e commento sommesso di approvazione. Ci si identifica con quest’uomo Gesù e con la giovane madre Maria, superando le barriere degli anni, della cultura, dell’etnia… se da parte sua Dio si fa uomo, l’uomo si identifica nella storia di questo nuovo nato, e patisce insieme, gioia e affanno. La notte l’ho passata a Badedeka senza danno. Facendo il viaggio qualcuno mi sconsigliava di farlo perché si raccontano storie di sorciers (uomini o donne che fanno malefici straordinari) secondo le quali un altro prete che vi aveva dormito anni fa era stato trasportato fuori della sua casa durante il sonno… La mattina di Natale, questa volta a Bavamabutu in molti mi hanno chiesto come avevo passato la notte. Le messe tre, ma la mia predica unica, non posso permettermi il lusso di improvvisare, non per il rischio di dire stupidaggini, ma per la lingua che non possiedo ancora così da poter parlare liberamente, quindi con tanta fatica scrivo… quando l’unica predica scritta prima di venire in Africa è stata quella della mia prima Messa.&lt;br /&gt;Tra le altre cose mi soffermo un po’ sulla figura di Maria, la fecondità della sua verginità è stata colmata dalla azione di Dio. In questo contesto, come al tempo di Maria d’altronde, una donna senza figli non ha valore, è albero senza frutti. Possiamo credere che Dio ha la forza di portare frutti in ognuno che si affida e si rende disponibile a lui?Buon Natale a Tutti, buon Anno, a risentirci. p. Renzo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-3985587654078321244?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/3985587654078321244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/3985587654078321244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2008/01/pronti-per-la-festa.html' title='Pronti per la festa'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R4CMW8qS5eI/AAAAAAAAAA0/LuRpfxUFjL8/s72-c/IMG_7849.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6890732826241930139</id><published>2007-10-24T18:01:00.001+02:00</published><updated>2008-11-13T15:32:29.266+01:00</updated><title type='text'>posta</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R1Ppyf0CWNI/AAAAAAAAAAs/gtGkf9lcjpU/s1600-R/IMG_6918.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139708653502355666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R1Ppyf0CWNI/AAAAAAAAAAs/wGG-qm5n5Ws/s320/IMG_6918.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ciao, alcuni problemi con la casella postale inattiva da tempo mi hanno fatto perdere tutta la vostra corrispondenza degli ultimi mesi ossia dal mese di giungo, mi dispiace tantissimo, avevo bisogno di “sentirvi” o leggervi. Coloro che mi avessero scritto e che non hanno avuto risposta possono tentare di inviare nuovamente allo stesso indirizzo: &lt;a href="mailto:renzo.busana@dehoniani.it"&gt;renzo.busana@dehoniani.it&lt;/a&gt;Ciao Ciao.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6890732826241930139?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6890732826241930139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6890732826241930139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/10/posta.html' title='posta'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/R1Ppyf0CWNI/AAAAAAAAAAs/wGG-qm5n5Ws/s72-c/IMG_6918.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-121518234441721710</id><published>2007-10-24T11:49:00.000+02:00</published><updated>2007-10-24T11:50:35.283+02:00</updated><title type='text'>La vita continua</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il « figlio » di Nangaa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' giovedì, Nangaa oggi è preoccupato, suo figlio è malato, da ieri, ha ilcollo che progressivamente di irrigidisce. Chiede un aiuto per pagare lapiccola spesa della consultazione. Verso la fine della mattinata larisposta, si tratta di tetano. Alcuni giorni prima suo figlio è statocirconciso. E' il Kombi: due famiglie che decidono di stringere un legame diamicizia e di fraternità attraverso la circoncisione dei rispettivi figlimaschi. Il sangue dei due bimbi viene mescolato, è un patto che acquista ilpeso e l'importanza della familiarità. I membri delle rispettive famigliecosì come i nipoti non potranno sposarsi tra loro. In caso di bisogno siporteranno soccorso. E' una grande festa.In questi ultimi tempi si fa normalmente ricorso ad un infermiere che,direttamente nel centro di "santè" o trasferendosi personalmente presso lafamiglia ove si svolge la cerimonia, compie il piccolo intervento.Nel caso di Nangaa, lui ha scelto un ragazzo di sala, non un infermiere,quindi senza esperienza e con chissà quali strumenti. Ora il pasticcio ècombinato e si rivela enormemente grave.Sono già passati diversi giorni. Non c'è il siero a Babonde, occorre andarea Nebobongo, 35 chilometri di strade di "brousse". Celestin, il nostromeccanico ed autista prende la moto, carica la mamma ed il bambino. un po'di soldi per il siero. è un farmaco vitale, penso, non costerà molto. Nellafamiglia di Nangaa, come nel novantacinque per cento delle famiglie,affrontare una emergenza sanitaria è un rebus da risolvere sul momento.Alcun risparmio in casa, nessuna cura gratuita. Molto spesso coloro chegiungono all'ospedale vi giungono troppo tardi. Dopo un paio d'ore Celestintorna, solo. A Nebobongo non hanno il siero, i soldi sono bastati appena peracquistare alcuni medicinali, alti ne mancano e si possono trovare adIbambi, ma per il siero, la cosa più importante occorrerà cercarlo a Pawa,45 chilometri o Isiro, 90 chilometri. La giornata è piovosa e la calata delbuio non è lontana. Un viaggio di andata e ritorno non è pensabile.L'infermiereresponsabile ci informa che normalmente Pawa si rifornisce di siero aNebobongo, quindi necessariamente occorre andare ad Isiro. Il telefonostavolta è benedetto, anche se la comunicazione è instabile. Un prete amicodi Isiro tenterà di acquistare la quantità sufficiente cercare una moto taxie di inviarlo il mattino seguente. Appuntamento a Nebobongo alle 8 delmattino dove il bimbo è ricoverato. Nangaa sarà lì ad aspettare la medicina,gli lasciamo moto e carburante. Grazie al siero il  bimbo, sette anni emezzo, ha un piccolo miglioramento, fino a domenica tutto bene, ma poi dinuovo un irrigidimento del corpo e. alla fine ci ha lasciato.Molti pensieri. Commozione.Riti antichi, significati attuali e belli. Negligenze igieniche,superficialità e ritardi catastrofici. Povertà economica delle famiglie edeficienze sanitarie croniche.Martedì è stato il giorno del Kilio, del lutto e del seppellimento. E' soloin quel momento che "scopro" che il bimbo morto è il bimbo dell'altrafamiglia con la quale Nangaa e i suoi si sono legati, ma appunto, Nangaal'hasempre chiamato "mio figlio" così come deve essere a partire dallacirconcisione.Gli zii del bimbo morto, che in tutte le famiglie hanno la tutela dellasposa e dei suoi figli, sono in collera con Nangaa, è lui che ha cercato echiamato l'uomo per fare la circoncisione. ha voluto uccidere il bambino?Perché solo uno si è ammalato ed è morto? La legge proibisce di lasciar farela circoncisione a persone non autorizzate. Per evitare ulteriori litigi, epoiché le famiglie continueranno ad essere legate tra loro, Nangaa pacificagli zii donando loro a titolo di risarcimento una capra ed un maiale.&lt;br /&gt;La vita continua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-121518234441721710?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/121518234441721710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/121518234441721710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/10/la-vita-continua.html' title='La vita continua'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-5278364808590639321</id><published>2007-10-24T11:45:00.000+02:00</published><updated>2007-10-24T11:47:53.449+02:00</updated><title type='text'>Da Molto tempo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;4 luglio 2007 – Autolettiga?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Subito dopo mangiato, quando non si è in brousse nei villaggi dell’interno, una piccola siesta è decisamente la benvenuta. Oggi qui ad Ibambi dove mi trovo da una settimana in sostituzione di due confratelli che sono rientrati per qualche mese in Europa, l’urgenza di una malata, giovane moglie del catechista di un villaggio a 4/6 chilometri, richiede di andare svelti con la macchina fino a Nebobongo, dodici chilometri delle nostre strade, ma un ospedale più attrezzato e almeno un medico in permanenza potranno forse fare qualcosa. Ci fermiamo al “Centre de Santé” per caricare la malata. La Land Rover non è un’autolettiga, la donna starà seduta sulla ruota di scorta, la testa tra le ginocchia di un’altra donna più anziana che l’accompagna. Attendo qualche istante perché viene caricata anche una sedia a sdraio, posate e pignatte, la lampada a petrolio, qualcosa da mangiare… quando si entra in ospedale non è il pigiama o la vestaglia di cui si ha bisogno, e non si parte mai da soli: i parenti “guarda malato” – come vengono chiamati – sono assolutamente indispensabili. Parlo allora con l’infermiera del “Centre de Santé”, domando di quale “urgenza” si tratti e mi pare di capire che si tratta di una gravidanza extrauterina… qualche rottura interna… il ventre teso… Partiamo, non serve la sirena, niente traffico, come sempre. Non cerco la velocità, all’interno della vettura sarebbe come dentro una barca in mare agitato, e quelli che stanno dietro soprattutto, senza sedili, ne uscirebbero seriamente ammaccati. La donna si lamenta, non piange e non grida ma dietro il mio sedile sento le smorfie di dolore. Per la strada il marito dà voce agli altri parenti che accorrevano da villaggio: l’itinerario è cambiato, non più al “Centre de Santé” d’Isiro ma a Nebo… occorrerà provvedere in fretta il necessario... I bambini come al solito salutano il passaggio della vettura, ma impegnato ad evitare il più possibile le buche oggi ne saluto la metà. Ora la malata non si lamenta più, la donna che la regge la chiama ripetutamente senza ricevere risposta; le grida nelle orecchie. Ci fermiamo per verificare si è ancora viva, non si sente il “polso”, ma nessuno di noi è esperto e vista l’agitazione del momento l’unica cosa da fare è continuare tanto più che non manca oramai molto. Finalmente ci siamo, all’arrivo della vettura qualcuno esce in fretta, mi volto a guardare dietro, la malata, e stavolta la bocca è aperta immobile e gli occhi un po’ spalancati. Non la scarichiamo neanche, sale l’infermiere con lo stetoscopio per confermare quello che già sappiamo… nulla da fare, “patologie come queste  dovrebbero essere trattate subito con intervento d’urgenza… mi dispiace”, ci dice. Accorre molta gente, una giovane europea in camice bianco, la vedo per la prima volta ma non è il momento di fare conoscenza, ci stringiamo semplicemente la mano, il marito della malata è in lacrime non riesce più a reggersi…&lt;br /&gt;Mestamente rientriamo, i bambini salutano ancora. Di nuovo i parenti lungo la strada… come tutto cambia in fretta… l’autolettiga adesso è un carro funebre riempito di gente, tutti gli odori confusi, guardo avanti ed ascolto singhiozzi e grida. Sulla strada deviamo lungo un pessimo sentiero per il villaggio del catechista. Il corpo della donna è sistemato su di un letto sotto una tettoia, la “barza”, il luogo di incontro e di accoglienza in mezzo ad un gruppo di abitazioni. Tutto il villaggio accorre, i più prossimi alla defunta si lasciano cadere sulla terra bagnata in un insieme di grida e di pianti, a stento riusciamo a fare un preghiera.&lt;br /&gt;Partecipo al dolore e sfioro la sottile linea che separa vita e morte, e che trasforma un viaggio di salvezza nell’ultimo viaggio. La fede nella vita ulteriore che ci è promessa ci fa stare saldi e sperare che quel ultimo viaggio non è poi l’ultimo.&lt;br /&gt;Ancora, a proposito di viaggi, qualche giorno dopo veniamo a sapere che la famiglia della donna, appartenente alla tribù vicina dei “Bangbweti”, è accorsa in forze per reclamarne il corpo, così da seppellirlo là dove la donna è nata: un viaggio supplementare, stavolta di un corpo senz’anima. Usanza che lascia tutti senza parole, noi così come i locali “Wabudu”. Il perché di queste tradizioni? Talvolta un giudizio immediato di disapprovazione è decisamente affrettato. Qualche tempo dopo vengo a sapere che alcune famiglie di  Wabudu non seppelliscono il corpo della donna maritata ed entrata nella propria famiglia fino a quando non è stato pagato un qualche prezzo dalla famiglia di origine soprattutto se la dote non era stata ancora completata… La paura di rompere con qualche tradizione che “tutti obbliga” rimane forte. Giudicare? Non giudicare? Portare la Parola che tutti giudica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giugno 2&lt;br /&gt;Comunicazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Oggi domenica  abbiamo avuto la notizia improvvisa della morte di un direttore di scuola primaria, molto conosciuto per la sua professionalità ed impegno a favore della comunità locale, per la sua fede, per la cordialità … Ricoverato all’ospedale di Pawa è morto venerdì e la salma è oramai nel villaggio di Badedeka, una ventina di chilometri da Babonde. Con un gruppo di giovani partiamo nel primo pomeriggio per salutare la famiglia; ritirano dalla cassa cinque dollari per comperare un drappo da letto, che servirà come drappo funebre. Lungo tutto il percorso sono frastornato dai canti a squarciagola, interrotti solamente all’attraversamento dei piccoli ponti di legno quando tutti sono costretti a scendere per alleggerire il peso e per prudenza in caso di “cadute”.&lt;br /&gt;Arrivati alla casa del defunto – un gruppo di capanne  - stranamente non c’è nessuno all’esterno. Solitamente nel tempo del lutto i parenti e tutti coloro che vengono in visita si radunano all’esterno alternando silenzi, canti e danze, preghiere e commenti.&lt;br /&gt;Subito accorrono i fratelli meravigliati, come tutti coloro che abbiamo incontrato lungo la strada, di vedere il veicolo della missione di domenica, senza programma prefissato di visita al villaggio. Immaginano che forse è con la macchina che la salma è trasportata dall’ospedale di Pawa distante una cinquantina di chilometri fino a lì, a Badedeka.&lt;br /&gt;Poche parole per rendersi conto che la notizia è una falsa notizia, il “morto” non è morto. Siamo felici per il lutto soltanto immaginato e per qualche lacrima frettolosamente sparsa. Rimarrà come segno di un’amicizia vera.&lt;br /&gt;Veniamo a sapere che la falsa notizia aveva iniziato a circolare fin da venerdì al mercato di Gatoa, inquietando i parenti che non ne sapevano nulla, fino ad acquistare il peso di realtà questa domenica mattina, divenendo ufficiale. Molti della famiglia e del villaggio sono già in viaggio a piedi ed altri si preparano per partire per la casa natale e per i giorni di lutto. Cerchiamo di rettificare la notizia comunicando scherzosamente, sulla strada del ritorno, a tutti quelli che incontriamo che: “è risorto”.&lt;br /&gt;E’ già la seconda volta, a distanza di qualche settimana, che si verifica un fatto del genere. Appunto una ventina di giorni fa è stata la volta della moglie del catechista di Babonde. Il risvolto pittoresco da una parte e spiacevole dall’altra è che coloro che si sono messi in viaggio da molto lontano, arrivati alla casa del presunto vedovo, dopo una giornata di viaggio si sono dovuti fermare e rifocillare a spese del “povero”. Qualcuno ha avuto il coraggio di fermarsi due giorni, qualche altro tre, qualcuno è ancora lì a stazionare nella casa della “sempreviva” moglie.&lt;br /&gt;Anche qui, come in ogni villaggio sparso per il mondo, c’è una “Radio Babonde” che di bocca in bocca diffonde notizie, vere o false che siano, creando sensazione e novità, argomenti di dibattito e giudizi sommari, pianti e risa. Di domenica non c’è “phonia”, ossia non è in funzione il circuito di radio trasmittenti, che per il momento è il mezzo di comunicazione più veloce ed efficace, anche se con qualche rischio. La comunicazione alla radio trasmittente è “pubblica”, tutti coloro che sono sintonizzati sulla stessa frequenza possono ascoltare ed intervenire. Tutte le parrocchie della diocesi la usano, come anche i commercianti per gli ordinativi delle merci da acquistare, i parenti per comunicare con i figli lontani per gli studi… E’ così che una decina di giorni fa un nostro confratello in viaggio da Kisangani a Opienghe è stato aggredito e derubato dei soldi che portava: il salario degli insegnanti di quella zona. Aveva annunciato alla radio il viaggio e imprudentemente anche il carico “prezioso” che portava con se. Fortunatamente se l’è cavata con poco danno fisico e con molta paura.&lt;br /&gt;Con una certa impazienza aspettiamo che migliorino anche le strade della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giugno 1&lt;br /&gt;Kinga&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono passati almeno sei mesi da quando ho conosciuto Maria, una giovane di Nitoni, villaggio chiamato anche Bovotubu Siangwe, a voi scegliere quale nome utilizzare. Non abbiamo scambiato molte parole, ma qualche sguardo. E’ arrivata puntuale per la messa, preceduta dalla confessione. Abita a circa due chilometri e mezzo dalla cappella. Si accomoda sulle panche basse, credo sia la poliomielite a non permettergli di utilizzare gli arti inferiori, oramai da molto tempo. Quando deve spostarsi si appoggia sui pugni o sulle palme delle mani, trascinando piedi e gambe che, sorde, non intendono rispondere ai comandi. Non saprei dargli l’età, un viso sorridente, una grande dignità. Tra me penso a quali devono essere le difficoltà supplementari alle difficoltà di tutti: niente strade, niente mezzi di trasporto, niente acqua corrente in casa, niente doccia, niente gas per la cucina… Nello stesso tempo devo tentare di immaginare a quanta solidarietà gli sta intorno, una solidarietà di tutti i giorni, che gli ha permesso di arrivare qui oggi sorridente, ad accogliere l’Eucaristia. Nella lingua kiswahili non c’è una parola per tradurre solidarietà, si deve usare Umoja-Unità oppure Ushirika-Comunione, possono bastare. Come potrebbe arrivare qui una carrozzina per facilitargli gli spostamenti, un po’ più di movimento? Non sarebbe certamente utile una quelle carrozzine che utilizziamo normalmente nelle nostre case in Europa, su queste strade non avrebbero fortuna. Ma una simile a quelle viste a Kisangani o a Isiro, una di quelle carrozzine d’epoca, come si possono vedere ancora nei corridoi del Cottolengo, Opera della Provvidenza di Padova, dove le mani azionano un pedale. Ma chi può fabbricarle? Un nostro confratello a Kisangani, lui pure paralizzato, ha aperto un centro ed una serie di laboratori. Ma sarà possibile trasportarla fino a qui?&lt;br /&gt;Tutto questo sei mesi fa, appunto. Quello che ho potuto fare si è limitato a sensibilizzare il piccolo gruppo CARITAS, dicendo che “qualcosa si dovrebbe fare”. Tautologia. Il cane si mangia la coda.Ma portare nel cuore le persone, non lasciare cadere il proposito permette alla Provvidenza di aprire strade. Un vecchio (anziano) missionario italiano di ritorno a Wamba dopo la necessaria manutenzione in Italia dei numerosi by pass, mi fa conoscere la sua attività e i numerosi kinga (biciclette) a tre ruote che ha fatto produrre da un piccolo laboratorio di Isiro, finanziati da qualche benefattore. Ed ecco che due kinga a tre ruote sono già pronti. Il camion che quindici giorni fa ci ha portato i sacchi di cemento, i fusti di carburante, le lamiere per il tetto, aveva anche i due kinga nuovi fiammanti. Ora non ci resta che consegnarli a domicilio, con la richiesta di un piccolissimo contributo che avrà lo scopo di aprire una “cassa di solidarietà” per le persone in difficoltà. Con Maria ci siamo intesi già. La famiglia è d’accordo nell’aiutarla ad utilizzare il nuovo mezzo e di averne cura. La comunità di Bovotubu Siangwe è stata concorde nell’accettare una migliore manutenzione del sentiero che dalla sua casa porta al centro del villaggio. Il secondo kinga non rimarrà parcheggiato, ha anche lui un destinatario qui in Babone. Voglio dire un grazie ai sentieri diritti della Provvidenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-5278364808590639321?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5278364808590639321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/5278364808590639321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/10/da-molto-tempo.html' title='Da Molto tempo'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-6023031627247655837</id><published>2007-04-11T20:55:00.000+02:00</published><updated>2007-04-11T20:56:10.433+02:00</updated><title type='text'>Buona Pasqua a Bengwa</title><content type='html'>Bengwa&lt;br /&gt;E’ notte e non sono molte le luci a risplendere stasera nella foresta di Babonde. Probabilmente è per questo che si sono date appuntamento qui da noi centinaia  e centinaia di termiti alate in periodo di mutazione. La zanzariera alla porta rende il suo onesto servizio. La pioggia ha scoraggiato gli abitanti del villaggio e soprattutto i pigmei che in questa stagione accendono numerosi piccoli fuochi attorno ai termitieri per catturarle e farne cibo prelibato, da prendere in piccole dosi per non essere troppo turbati a livello di ventre.&lt;br /&gt;Stiamo progressivamente entrando nella stagione delle “piccole” piogge. Abbiamo approfittato dei mesi di gennaio e febbraio per visitare i villaggi più difficili da raggiungere. E siamo giunti a Bengwa, la beniamina  fra tutti i villaggi. Benjamin è il termine normalmente utilizzato per dire l’ultimo nato in famiglia, prendendo spunto dall’ultimo figlio tra i dodici del biblico Giacobbe, appunto Beniamino.&lt;br /&gt;Bengwa la si raggiunge solo a piedi, non una strada per l’auto, non un percorso per la moto, ma neppure un bicicletta può arrivarci se non trasportandola a spalla, e allora “il gioco non vale la candela”. Ci sono cinque piccoli torrenti da superare salendo e scendendo le differenti colline per circa dodici chilometri. Talvolta il ruscello stesso è il sentiero, ci si cammina dentro senza grandi difficoltà grazie alla stagione favorevole, ed un paio di stivali è sufficiente. Ci fa da guida il giovane catechista assieme ad altre persone, qualcuno aiuta a portare le piccole valigie con il necessario per la Messa. Due ragazzine portano una sedia ciascuna, prese dal villaggio madre, Bevebendame. Può darsi che in tutta Bengwa non esista una sedia decente? In ogni caso mi è sfuggito di chiarire il piccolo dubbio. Con noi è anche un anziano pigmeo, bene integrato con la popolazione bantu. Ci chiediamo se ce la farà ad arrivare. Interrogativo superfluo, per lui nessun problema. Lungo la pista non ci sono imprevisti. Il pericolo più grosso che incontriamo sono le colonne di formiche rosse, vietato calpestarle, non perché mossi da spirito francescano, ma perché pizzicano terribilmente se riescono ad oltrepassare la soglia dei vestiti. Succede così che a diversi minuti di distanza da quando le si sono superate, quando oramai non le si ricorda nemmeno, una volta risalite le gambe, iniziano a pizzicare, tutte insieme come per accordo e… senza decenza.Sarà la prima volta di una messa a Bengwa, la prima volta per il battesimo dei catecumeni, l’inaugurazione della chiesetta, sarà siku kuu, giorno grande di festa, tra giornate troppo spesso uguali a se stesse nel mezzo della foresta e del lavoro dei campi. Un catechista responsabile, una chiesetta, la scansione delle feste e dei momenti della vita cristiana; un prete che di rado arriverà; ben presto una piccola scuola almeno per le prime classi elementari. Letta così la realtà, sembra dire semplicemente di un’organizzazione diversa della vita che si impianta. Qualcosa che dal di fuori arriva, mette da parte il vecchio e installa il nuovo. Ma non è così. Leggendo più in profondità si intuisce e ci si sente dire apertamente che quello che stiamo compiendo è un passo fatto insieme, cercato insieme per essere più… più uomini, più se stessi mettendo alla luce potenzialità nascoste… più consapevoli di essere amati da Dio, quindi di valere di più, più amabili… e più capaci di amare… più. Il passo che compiamo insieme, con una Eucaristia a Bengwa è ancora molto e molto di più, ma il mistero non si può descrivere, solamente intuire. Tuttavia è già una nuova nascita. Buona Pasqua a Bengwa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-6023031627247655837?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6023031627247655837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/6023031627247655837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/04/buona-pasqua-bengwa.html' title='Buona Pasqua a Bengwa'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-2379677149672296784</id><published>2007-04-11T20:53:00.000+02:00</published><updated>2007-04-11T20:54:53.876+02:00</updated><title type='text'>Sulla donna (1) … perché è lunga la storia...</title><content type='html'>Anche in Congo la festa dell’otto marzo è bene installata, giornata non lavorativa. A Babonde la chefferia organizza una giornata speciale, con discorsi, canti danze e defilè. La chefferia è il luogo amministrativo civile impiantato sulla struttura tradizionale di governo (anche se questa parola è un po’ grossa). La chefferia sta sopra il capo di località o villaggio – Babonde è una località – e sta sopra il capo di raggruppamento di un insieme di località. La nostra chefferia è la chefferia di Likasi della tribù dei Balika Katoriko. Sono i capi della famiglia regnante che eleggono il grande chef, riconosciuto dal governo centrale congolese e punto di riferimento locale per numerosissime questioni. Ovviamente fino ad oggi non c’è traccia di chef che siano state donne, ma non è questo il punto. Nel nuovo parlamento nazionale, recentemente installato vi è una piccola presenza di donne elette, segno che nelle città il clima culturale è cambiato, ma nei villaggi sarà raro trovare anche solo una direttrice di scuola, una infermiere titolare, una catechista.&lt;br /&gt;Il disagio maggiore per me è quando mangiamo nelle piccole capanne di qualcuno del posto, a tavola sono rigorosamente i soli uomini. Le donne preparano il cibo, offrono l’acqua per lavarsi le mani, riempiono i bicchieri e… attendono in piedi, pronte a reagire se manca qualcosa, ma non siedono insieme. Il disagio comunque è solo mio per diversi motivi, poiché tavolo e sedie sono state recuperate per l’occasione dell’ospite, perché normalmente per il pasto familiare un solo grande recipiente serve l’acqua per tutta la famiglia, perché non ci sono piatti ma grandi foglie che hanno il pregio di non dover essere in seguito lavate e le mani costituiscono le primordiali postate. Perché infine, a tavola si mangia e non si parla e finito il proprio turno si lascia il posto agli altri numerosi che vengono dopo. Ecco che è del tutto eccezionale il “sedersi a tavola”. Altre volte sono stato tentato di definire la donna “mezzo di trasporto”. Lungo le rosse strade non vedremo mai una donna camminare senza un qualche peso addosso, legato dietro le spalle o portato sulla testa o ancora a patire dalla fronte con una corda, sospeso dietro la schiena… o tutto insieme. E’ infatti la donna con i suoi bambini che procura la legna per la cucina di ogni giorno, l’acqua da bere, il cibo per il mangiare. Non ho fatto l’esperienza, ma taniche di 20 litri d’acqua trasportati per qualche chilometro non sono uno scherzo, come un cesto di patate di manioca, talvolta nel mentre che si allatta un bambino al seno… qui davvero non posso fare l’esperienza… oppure una bracciata di legna non ancora seccata. Il clima “malarico” non permette la sopravvivenza di asini e forse la tentazione di assaggiare una carne “esotica” sarebbe troppo forte. La morfologia collinosa del terreno e l’inesistenza di carretti mi ha portato spesso ad associare le donne a robusti mezzi di trasporto. Per “par condicio” dovrò aggiungere che è dei maschi il lavoro del kumba kumba, il trasportatore di mercanzia in bicicletta, con viaggi di settimane, centinaia di chilometri e mediamente un centinaio di chili aggrappati sul portapacchi modificato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-2379677149672296784?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2379677149672296784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/2379677149672296784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/04/sulla-donna-1-perch-lunga-la-storia.html' title='Sulla donna (1) … perché è lunga la storia...'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-7920044479844124401</id><published>2007-03-02T20:02:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T15:32:29.490+01:00</updated><title type='text'>Donna</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Reh1qc10ryI/AAAAAAAAAAM/gXjk0taCgI0/s1600-h/IMG_5115.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5037405555370798882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Reh1qc10ryI/AAAAAAAAAAM/gXjk0taCgI0/s320/IMG_5115.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E’ ancora troppo presto per fare una riflessione sulla donna e la sua condizione a Babonde, per cercare di descriverne qualche aspetto di vita per intuire cosa anima il suo cuore.&lt;br /&gt;In attesa di tempi maturi, di fronte alla evidente, apparente o supposta condizione di inferiorità, rileggo un antico testo, tratto dal Talmud, a commento del racconto biblico sulla creazione dell’umanità.&lt;br /&gt;“… state molto attenti a far piangere una donna,&lt;br /&gt;Dio poi conta le sue lacrime.&lt;br /&gt;La donna è uscita dalla costola dell’uomo,&lt;br /&gt;non dai piedi perché dovesse essere pestata,&lt;br /&gt;né dalla testa per essergli superiore,&lt;br /&gt;ma dal fianco per essere uguale…&lt;br /&gt;Un po’ più in basso del braccio per essere protettaE dal lato del cuore per essere amata…”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-7920044479844124401?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7920044479844124401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/7920044479844124401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/03/donna.html' title='Donna'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/Reh1qc10ryI/AAAAAAAAAAM/gXjk0taCgI0/s72-c/IMG_5115.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-117120756425592835</id><published>2007-02-11T16:23:00.000+01:00</published><updated>2007-02-11T16:26:04.266+01:00</updated><title type='text'>I PICCOLI</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6375/2006/1600/857483/IMG_5418.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6375/2006/320/421878/IMG_5418.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;29 gennaio 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Siamo a Bovoboli, pochi chilometri da Babonde, facilmente raggiungibile ed è una giornata particolare poiché oggi è la festa dei Pigmei. Sono i piccoli abitanti della foresta. Per molti studiosi sono essi i veri originari dell’Africa, autoctoni, con una propria lingua, tradizioni e stile di vita tutti particolari. La data della festa di oggi è a ricordo di una storica “marcia dei diritti dei pigmei” realizzata ad Isiro un paio d’anni fa. Perché una marcia dei diritti?. Facendo un paragone un po’ azzardato si potrebbe dire che come l’Africa è stata colonizzata dagli Arabi e dagli Europei, i pigmei sono stati colonizzati dai Bantu. Ma poiché nessuno è senza peccato originale, i pigmei hanno colonizzato chi? … Domanda senza risposta.&lt;br /&gt;Si! Colonizzati e talvolta schiavizzati. E’ frequente assistere anche oggi allo sfruttamento dei pigmei da parte dei Bantu, la popolazione nera maggioritaria in Africa, al fine di coltivare i loro campi o come abili guide nella caccia. Il loro duro lavoro stagionale è pagato con qualche bottiglia di bevanda alcolica o di fumo. I pigmei non sono agricoltori, non possono attendere il raccolto che avviene sempre “troppi mesi” dopo la semina, sono nomadi e seguono le stagioni della caccia, la stagione secca e quella delle piogge, anche l’organizzazione scolastica che la comunità cristiana organizza per loro è ritmata su un calendario particolare. In tempi passati, ma non troppo lontani erano considerati buona selvaggina. Nella zona abitata dai Bantu – Lika, la nostra zona, i pigmei sono molto numerosi. Nella zona vicina dei Bantu – Budu, non sono affatto numerosi e qualcuno suggerisce perché la più parte sono stati mangiati o costretti a fuggire. Per contro i pigmei, fedeli alla loro tradizione di cacciatori e raccoglitori dei prodotti della foresta, si ripagano con il furto, piuttosto frequente, nei campi coltivati dai Bantu, e questo senza alcun senso di colpa. Prendono con tutta naturalezza quello che a loro serve e che la terra dona agli uomini. Ed effettivamente il loro furto e sempre  per il bisogno quotidiano, non potrebbero accumulare nulla nelle loro piccole capanne, anch’esse stagionali, costruite con sottili rami e grandi foglie, dove ci si entra chinati praticamente solo per dormire ed in caso di pioggia. Capita che in occasione di qualche festa e in mancanza di selvaggina anche un grosso maiale può farne le spese. Ecco che il proprietario mi informa di aver trovato i responsabili tra i pigmei e che ora cercherà di farli giudicare da un uomo “normale”, anche se sa che non ci ricaverà nulla soprattutto perché soni i capi villaggio i maggiori responsabili dello sfruttamento dei pigmei e probabilmente come ammenda il colpevole del furto dovrà fare qualche settimana di lavoro nel campo del capo villaggio.&lt;br /&gt;Si comprende che non corre troppo “buon sangue”, ma occorre dire che pregiudizi e stereotipi la fanno da padrone. Qualcuno si meraviglia che possano apprendere la lingua Swahili, iniziare a vestirsi con decenza, che possano fermarsi per qualche settimana o mese sui “banchi” di scuola, essere battezzati, divenire cristiani. Per molti essi rimangono “meno uomini” Eppure qualcuno fra essi sta per ottenere il diploma di scuola superiore, qualche coppia domanda il matrimonio cristiano e fra di essi nella nostra parrocchia, unico in tutta la diocesi, vi è anche un catechista pigmeo. Contrariamente all’abitudine circostante essi rimangono fedeli nella coppia che si sposa. Normalmente una ragazza presa in moglie da un accampamento vicino, sarà compensata con il passaggio di un’altra ragazza data in moglie, per una sorta di equilibrio di forze. Nella difficoltà di vita della foresta la condivisione è la loro risorsa. Una caramella donata viene divisa in tanti piccoli pezzi quanti sono i bimbi e gli adulti in modo che ciascuno abbia ad assaggiarne. Sono piccoli, è vero, ma possono essere “meno uomini”?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-117120756425592835?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/117120756425592835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/117120756425592835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/02/i-piccoli.html' title='I PICCOLI'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-116911884087275048</id><published>2007-01-18T12:06:00.000+01:00</published><updated>2007-01-18T12:14:00.883+01:00</updated><title type='text'>Foto dimenticata</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6375/2006/1600/339835/IMG_4150.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6375/2006/400/372704/IMG_4150.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-116911884087275048?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116911884087275048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116911884087275048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/01/foto-dimenticata.html' title='Foto dimenticata'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-116903096162851583</id><published>2007-01-17T11:42:00.000+01:00</published><updated>2007-01-17T11:49:21.640+01:00</updated><title type='text'>Attendi, attendi...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;13 Gennaio 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Siamo in piena stagione secca - tre mesi senza pioggia salvo una puntuale innaffiata una sola volta un solo giorno a scelta intorno a Natale - niente caldo insopportabile, anzi. Una buona escursione termica fa sentire che è quasi "freddo": raffreddori per bimbi e anziani e per tutti molta polvere. Altra cosa da aggiungere è la progressiva scarsità di acqua alle differenti sorgenti. Solo qualcuna continuerà a donare buona acqua. Siamo comunque in foresta, l’umidità non manca mai. Altra attenzione da avere è il fuoco di chi prepara i campi per la prossima semina e brucia erbe e sterpaglie, poiché talvolta diventa pericoloso quando se ne perde il controllo.&lt;br /&gt;Sto diventando un buon conoscitore delle strade della nostra zona, oggi pomeriggio servizio ambulanza per una giovane donna che non riusciva più a reggersi - nè ad essere retta - per arrivare in moto all'ospedale. Ho qualche rimpianto per la cara piccola Fiat Panda... soprattutto per quanto riguarda la differenza dei costi di manutenzione rispetto alle vetture locali.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la situazione politica tutto procede con regolarità, ossia dopo l'elezione del presidente e del parlamento prossimamente si insedierà il primo ministro e il governo... Non ci sono segnali di tensione, solo una certa inclinazione a considerare il presidente alla vecchia maniere, come fosse un "presidente assoluto". Il gioco democratico è ben scritto nelle regole ma non ancora pienamente assorbito dalla popolazione. Se non  ci saranno sorprese preparate dal di fuori (l'avversario -Bemba - dell'attuale presidente - Kabila - è ora a Bruxelles...) tutto lascia presagire un futuro pacifico. Anche la frontiera dell'Est, nell'Ituri, si sta normalizzando, rimane il problema dell'inserimento nella vita civile degli ex "ribelli" o soldati delle differenti fazioni e dei molti "bimbi soldato", cresciuti con il fucile in mano. Essere soldato, per la popolazione civile significa essere "predone", dal quale stare bene al largo. Altro problema sarà il clientelarismo e la corruzione di coloro che siederanno al potere. Nel discorso di insediamento il presidente Kabila ha detto “la ricreazione è finita” riferendosi anche a questi problemi ben radicati in tutta l’Africa. Questa frase “la ricreazione è finita” sta diventando il ritornello di tutti coloro che desiderano esibire buona volontà. Sarà il tempo a donare il suo giudizo, ma sarebbe un peccato perdere ancora un’occasione.&lt;br /&gt;“Ngoya, ngoya, ilikosesha sokomutu mkia”. Attendi, attendi, il gorilla ha perduto la coda.&lt;br /&gt;Tra i molti animali della foresta il gorilla ha sempre impressionato la popolazione pigmea, essendo l’unico senza coda (dopo l’uomo naturalmente). Ecco che una storia racconta dell’appuntamento che il Creatore aveva dato a tutti gli animali per ricevere ciascuno la propria coda. Unico, il gorilla, si è attardato in altre faccende, così da rimanerne senza.&lt;br /&gt;Non avendo foto del Gorilla, accontentiamoci di una semplice scimmietta,  catturata per essere addomesticata e venduta, se riuscirà a sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1 dicembre 2006&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Bernardo il 3 novembre, in solitaria. Ermanno, a Banalia, il 25 novembre, accompagnato da Jean, Joseph, Enrico, Gherardo, Giuliano, Ireneo, Francesco, Martino, Aloisio e Giuseppe, stavolta a Kisangani lo stesso giorno. Appena il giorno seguente, siamo a Wamba, e sono Giuseppe Wittebols, Cristiano, Carlo, Clemente, Leone, Jerom, Giacomo e Giuseppe. Ancora un giorno, a sessanta chilometri di distanza in una località dal nome difficile da pronunciare, a Bafwasende, è la volta di Pietro, Enrico, Giovanni, Guglielmo, Arnoldo, Aloisio ed un altro Guglielmo. Sono 27, siamo nell’anno 1964, in Congo, siamo nell’altro secolo, quello passato, ma che non sento poi così lontano. Sono i nostri confratelli missionari uccisi in una manciata di giorni durante il tempo terribile di una “rivoluzione”, una di quelle rivoluzioni ben conosciute nel Congo, capaci di promettere “liberazione” e “salvezza” immediata, ma che nel presente riescono solo a far scorrere abbondante sangue  e nel tempo a venire saranno capaci si spendere parole ed alimentare sogni mai realizzati.&lt;br /&gt;Sono stati uccisi perché stranieri, perché capaci di comprendere ciò che si stava realizzando e quindi “pericolosi”, perché preti e pastori, per politica, per odio, per ignoranza.&lt;br /&gt;Sono stati accompagnati da moltissimi altri a noi sconosciuti e da una ragazza di 24 anni, da pochi anni suora che per fedeltà alla sua consacrazione a Dio ha resistito e rifiutato di cadere nelle mani e cedere alle voglie di un comandante che voleva prenderla con la forza, Anualite. Sorte triste e gloriosa, giorni oscuri di violenza e di morte, giorni luminosi di testimonianza e di amore nelle offese, di perdono nella persecuzione.&lt;br /&gt;Per lei era il primo dicembre ed è appunto oggi che tutta la nazione del Congo la ricorda ad Isiro, nella città in cui è rimasta alcune ore, il tempo di morire.&lt;br /&gt;Anch’io sono qui perché qui si sono dati appuntamento i cristiani, dopo essere passati per Wamba e per Bafwabaka, nei luoghi in cui è nata e cresciuta, dove ha conosciuto ed amato Cristo nella fede, dove ha servito con semplicità e amore i fratelli, dove lei si è “messa a parte” per essere di Dio. E’ la prima “beata”, si dice così, tra i credenti del Congo, della quale di fa memoria, per non dimenticare, presa ad esempio per sostenere il cammino di molti altri ed altre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-116903096162851583?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116903096162851583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116903096162851583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2007/01/attendi-attendi.html' title='Attendi, attendi...'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-116289089849978589</id><published>2006-11-07T10:08:00.000+01:00</published><updated>2006-11-07T10:14:58.520+01:00</updated><title type='text'>Altre immagini, piccole istantanee</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_3716.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_3716.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;19 ottobre 2006 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La donna, quella che viene dopo sua zia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tornavo da Ibambi, una ventina di chilometri dalla nostra Babonde, dove avevamo cercato invano di saldare il supporto dell’ammortizzatore della Land Rover, e come capita spesso, do un passaggio a qualcuno che sulla strada chiede un aiuto. Stavolta c’è spazio per una sola persona, poiché ho caricato un centinaio di “ndele”, ossia delle “tegole” (uso questo termine per donare l’immagine, ma è tutta un’altra cosa) fabbricate con le foglie di rafia (una varietà di palma), che serviranno per aggiustare il tetto di una anziana che abita vicino a noi e non ha i soldi per pagare il trasporto del materiale.&lt;br /&gt;La donna con cui facciamo la strada insieme era stata presso la famiglia di origine ed ora ritorna dal marito. “Come ti chiami”?, “Dove sei nata”?… &lt;br /&gt;Faccio sempre tante domande, forse troppe, ma se non sono io ad intavolare il discorso il silenzio regna sovrano. Forse per rispetto, forse per timore, forse per prudenza. &lt;br /&gt;Viste le distanze e i mezzi di trasporto, quando si va a far visita alla propria famiglia, occorre necessariamente prevedere dei tempi lunghi. &lt;br /&gt;“Sono stata a riposarmi un po’ perché mio marito è vecchio e malato”.&lt;br /&gt; “Sei sposata allora? ma tu sei giovane”? &lt;br /&gt;“Io vengo dopo mia zia” mi risponde. &lt;br /&gt;Una espressione che non capisco subito, può essere che il mio ed il suo cattivo francese non collimino bene, e che quindi cerco di farmi spiegare.&lt;br /&gt;“Allora tu sei la seconda moglie”. &lt;br /&gt;La poligamia poco a poco si sta riducendo, grazie al lavoro di evangelizzazione e alla visone cristiana dell’uomo e del matrimonio, ma è ancora diffusa, anche tra i credenti.&lt;br /&gt;“Mio marito aveva sposato la sorella di mio padre e questa è morta senza dargli dei figli, così mio papà mi ha data a lui”.&lt;br /&gt;“Ma tuo marito adesso è vecchio”?&lt;br /&gt;“E’ mio papà che ha deciso così, non sono stata io a volere”&lt;br /&gt;Mi stupisco che parli apertamente, non è facile, siamo quasi degli sconosciuti l’uno all’altra. Ma è anche vero che nel villaggio nulla è sconosciuto, talvolta nemmeno i pensieri più intimi. Forse per questo non ha difficoltà a raccontare.&lt;br /&gt;“Hai dei figli”?&lt;br /&gt;“Si, sono cinque, quattro sono ancora alla scuola”.&lt;br /&gt;“Se tuo marito è vecchio, sei tu che lavori il campo per il mangiare e per tutte le altre spese”?&lt;br /&gt;“Sì, lui non può più fare niente e tra poco morirà”.&lt;br /&gt;E’ una conversazione breve, ma svela molte cose, soprattutto della condizione della donna, pilastro della famiglia africana e della sue economia domestica, di sussistenza, ma ancora “cosificata”, per molti aspetti trattata da merce di scambio. La dote che il marito deve pagare per avere la sposa, assume spesso la misura di una tassa soffocante: quattro maiali, cento litri di bevanda alcolica, riso, arachidi, olio, fagioli, un vestito per la suocera ed uno per il suocero… Se la dote non è ancora tutta pagata e i due vivono già insieme ed hanno dei figli, ogni occasione è buona per “trattenere” la donna presso la famiglia del papà così che un’altra tranche venga aggiunta alle precedenti. Un lutto, una festa, una malattia costringono a “dotare” la donna di qualche regalo da condurre alla casa paterna per evitare dissapori e talvolta litigi.&lt;br /&gt;“Tu cercherai un altro marito”?&lt;br /&gt;“No. Basta uomini. Mi tengo i figli ed è tutto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'attesa di un pallone.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Siamo a Badedeka,. Se qualcuno viene da queste parti, oltrepassato il villaggio di Bamoka si prende sulla sinistra. Occorre fare attenzione ad un ponte, uno di quei piccoli ponti costruiti con delle “grume”, dei tronchi d’albero non scortecciato, costruiti artigianalmente dalla gente del posto per superare piccoli ruscelli o semplicemente per far scorrere l’acqua piovana in modo tale che non distrugga la strada o che crei enormi pantani difficili da attraversare. Bisogna montarci sopra di slancio in modo da non rimanere impiantati nel fango che gli sta giusto all’inizio, facendo attenzione a non rimbalzare di lato perché i tronchi sono in numero “giusto” appena sufficiente, non uno di meno, non uno di più. Da Babonde i chilometri sono all’incirca una ventina, su di una direzione che non ha molti sbocchi, da una parte la foresta, dall’altra Gbunzunzu e le sue “cave” per la ricerca dell’oro. Il villaggio è molto popolato e bene organizzato. Possiede una scuola primaria con tutte le sale di classe, si dice allora “ciclo completo”, e già accreditata a livello nazionale.  Normalmente le scuole partono dall’iniziativa di genitori e di qualche maestro con la prima classe alla quale, in progressione, di anno in anno, si aggiungono tutte le altre fino a chiedere un numero/riconoscimento ufficiale, e quindi un salario (piccolo) da parte dello stato. Possiede anche un istituto superiore (secondario) con l’opzione pedagogica. In questi giorni gli studenti stanno ripulendo un altro pezzetto di foresta per costruire delle case ai professori che spesso vengono da altri villaggi e che non possono fare i “pendolari”. Avere una bicicletta non è da tutti e per tutte le tasche, spesso è un grosso investimento per chi comincia la strada del piccolo commercio o trasporto, e che poco a poco cercherà di ripagarla.&lt;br /&gt;Sono rimasto positivamente meravigliato dall’ordine ed il decoro incontrati nella strada principale, come anche dal terreno di gioco che abitualmente fronteggia gli “edifici” scolastici. Ecco, questi mi hanno impressionato in altro senso, vedendo i buchi fatti dalle termiti nell’ufficio del direttore della scuola primaria, o quando abbiamo dovuto scacciar via capre e maiali dalle sale di classe dell’istituto secondario. Il direttore di quest’ultimo ha ordinato alla nostra falegnameria un tavolo da ufficio, uno scaffale, una lavagna per l’ultima sala di classe. Non c’è la graffite, ma con delle assi e con una apposita vernice nera, l’ardoisine, il risultato finale è buono.&lt;br /&gt;Dopo la messa con inclusi i battesimi di una quarantina di catecumeni ed il matrimonio di una anziana coppia, è la festa, con le danze delle ragazze e dei bimbi, un piccolo mercatino, improvvisato all’occasione dell’assembramento di tante persone, qualche bidone di “bevanda” che circola qua e là… i pochi possessori di moto che esibiscono il loro ultimo e sofferto acquisto. Due di questi abbigliati di tutto punto, saranno gli chauffeurs della coppia di sposi. Semplicemente per fare ritorno alla casa dove la festa continuerà. Non ho ancora sentito parlare di viaggio di nozze, credo sia una tradizione inesistente. Uno dei direttori aggiunge che una buona partita di calcio sarebbe stata un degno coronamento della festa, ma la mancanza di un pallone degno del nome non ne ha permesso l’organizzazione. I ragazzi sono davvero abili nel costruire qualcosa di simile con delle vecchie palle oramai sgonfie, accartocciate con dei sacchetti di plastica, o con il caucciù estratto dalle piante e, così ho compreso, spalmato sul petto nudo in modo che una volta asciugato o essiccato il lattice, si ottenga un velo di sostanza adatta ad essere amalgamata in forma di palla. Non un solo pallone “vero” in tutto il paese. Non c’è un solo negozio nei paraggi che sia all’altezza di una di quelle piccole boutiques di Babonde. Ed anche a Babonde in una sola di queste si può essere certi di poter trovare un pallone vero, quella di Kabambi, il commerciante nande di Butembo. Ma il problema penso sia la difficoltà economica, 15 dollari sono la metà di uno stipendio d’insegnante, e altri salari nei paraggi non ci sono, tutti sono agricoltori e spesso vige ancora lo scambio in natura, per cui è difficile anche il solo avere un po’ di denaro in mano.&lt;br /&gt;Mi lascio scappare la promessa di un piccolo regalo appena possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La strada e la "psicologia" degli animali.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ dal primo viaggio fatto in motocicletta che poco a poco si impara a conoscere la psicologia degli animali. Sì perché sulla strada, che talvolta diventa pista, si incontrano e ci si “scontra” con i più comuni animali domestici. I villaggi più piccoli sono spesso una semplice serie di case allineate ai bordi della strada. L’allevamento inteso come preparazione di un luogo adatto per far nascere, nutrire e crescere gli animali praticamente non esiste. Ecco che essi circolano liberamente alla ricerca di cibo. Se il passaggio in macchina non crea problemi particolari, per chi guida, quando invece si è in moto essi diventano un pericolo grave. Studiarne la psicologia è quindi necessario per prevenirli ed evitarli, nella misura del possibile. Ma un piccolo esercizio di psicologia comparata, ossia le analogie probabili tra animale ed essere umano sarà senz’altro divertente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Guadagnare ad ogni costo la via di casa propria”.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Parliamo del pollo o gallina che dir si voglia, solo, in compagnia di amici o madre amorosa di una covata di pulcini. E’ l’incontro più frequente. Decisamente non sono di allevamento, allenati a sfuggire le sgrinfie e i denti di sparvieri, serpenti, cani ed altri pericolosi predatori non è raro vederli volare per decine e decine di metri, fino a dubitare che siano veramente dei semplici polli. Quando percepiscono l’arrivo della motocicletta, anche se sono ampiamente fuori traiettoria, loro unica ed assoluta preoccupazione è quella di raggiungere la propria capanna. Occorre dire così perché effettivamente durante la notte il loro riparo è condiviso con quello dei comuni umani mortali. Possono stare a destra o a sinistra del centro strada, ma quando sarebbe più comodo rimanere fermi, oppure fare un piccolo salto tra le alte erbe, iniziano una folle corsa verso l’unico cortile che solo dà sicurezza. Sgambettano, volano, starnazzano (starnazzano i polli?) e se la velocità della moto è tale da poterli affiancare, non esitano a gettarsi tra le due ruote per collocarsi dal lato giusto del loro desiderato riparo. Nel carniere ho già due prede.&lt;br /&gt;E’ certamente bella e commovente la spasmodica ricerca della propria casa. E’ il posto sicuro, sono i confini certi, sono i volti amici, è la conoscenza dei dettagli. Al contrario, in altre occasioni, un luogo nuovo e sconosciuto può essere decisamente più a portata di mano e meno pericoloso. Un piccolo investimento di fiducia può ripagare ampiamente. La molta agitazione e il movimento disordinato producono traspirazione abbondante, ma non sempre regalano la salute propria degli atleti. L’azione senza la riflessione – qualcuno direbbe la potenza senza il controllo – è nulla.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Il re della strada&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non è piccola una Land Rover. Può essere che non impressioni più di tanto un pachiderma, qui non ne ho ancora visti e non credo davvero che ce ne siano, anche se qualcuno assicura di averne incontrati, di quelli piccoli, di foresta, differenti da quelli di savana. Eppure c’è un animale, domestico, e forse è questa la differenza, che non si impressiona affatto né della imponente Land Rover né della rapidità della motocicletta. Forse che, per il fatto di essere “domestico”, ha già familiarizzato con questi mezzi della tecnica? Eppure non sono certamente dei mezzi in possesso della maggior parte delle famiglie della zona. Succede infatti che ci si avvicini con grande rapidità, che si strombazzi con il clacson, che si acceleri per far sentire distintamente il rumore di qualcosa di pericoloso che si avvicina, ma… niente: l’animale resta placidamente al suo posto senza degnarsi di una mossa. E’ giusto della settimana scorsa che se ne stava comodamente immerso in una fangosa pozzanghera d’acqua al centro della strada. Penso potete immaginare in una strada sterrata, quei solchi profondi che lasciano le ruote dopo diversi passaggi. Ebbene, ci avviciniamo, cavalchiamo il solco in modo dal lascialo esattamente nel mezzo al passaggio della vettura, clacssoniamo, rallentiamo, ma nulla, nessun movimento. Alla fine decidiamo di passare comunque, “peggio per lui”. E’ solo quando gli siamo esattamente sopra che comincia a grugnire, a saltare,  a seguire il veicolo da sotto cercando una via di uscita. Ci fermiamo ed eccolo uscire veloce, spaventato ma indenne. Mi sono chiesto più volte se è sordo o semplicemente si è da tempo auto-proclamato il “re della strada”. Impossibile prevederne le reazioni, se si sta muovendo rapidamente e cerchi di indovinarne la traiettoria per evitarlo con la moto, improvvisamente cambia di direzione. Se invece se ne sta immobile e passi lentamente per non disturbarlo eccolo che si spaventa ti attraversa la strada. Già due volte gli sono andato addosso, per fortuna senza conseguenze. Ah, di che animale si tratta? Avrete già capito, del maiale, di razza locale, più simile al cinghiale o di “razza migliorata” come si dice qui, ossia più grosso e simile ai nostri europei. Non importa di quale taglia sia, né di quale grandezza d’età, si comporta sempre allo stesso modo. E’ “re” o “sordo” a partire dal patrimonio genetico. Non cambierà e rischierà di fare molti danni, o al contrario di finire prematuramente nella pentola. Se “re”, sulla strada, piuttosto che governare, ha invece bisogno di qualcuno che pensi per lui, che cerchi di prevedere i suoi movimenti per non fare e non farsi del male. Se “sordo” là dove c’è il difetto di un senso gli sarebbe necessario sviluppare gli altri almeno quello della vista. In ogni caso non lo aiuta il procedere a testa bassa e l’essere permanentemente preoccupato di riempire il ventre. Nel momento del riposo cerca il fango delle pozze d’acqua, evitando la fatica di un luogo più tranquillo anche se più lontano. La forza non gli manca, ma non è disposto ad usarla per fini che non siano i suoi stretti interessi, è grosso abbastanza ma sbaglia quando persevera a pensarsi il “più grosso”.&lt;br /&gt;La psicologia di questo presunto “re della strada” potrà avere somiglianze con qualcuno degli umani?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-116289089849978589?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116289089849978589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116289089849978589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/11/altre-immagini-piccole-istantanee.html' title='Altre immagini, piccole istantanee'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-116050804744080538</id><published>2006-10-10T21:15:00.000+02:00</published><updated>2006-10-10T21:20:47.906+02:00</updated><title type='text'>Immagini</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/Mongotu.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/Mongotu.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Isiro&lt;br /&gt;Martedì 10 ottobre 2006&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Siamo ad Isiro. L’internet da alcune settimane funziona anche qui. E’ una città originale Isiro. Si attraversano più volte le rotaie a scartamento ridotto di quella che fu la ferrovia ma che da decenni non vede più passare un treno e rimane solo come impiccio alla circolazione. Una vecchia pista per aerei è ora campo coltivato, la vecchia fabbrica della birra, un grande complesso abbandonato. &lt;br /&gt;Il presidente Kabila durante la campagna elettorale ha fatto dono di un enorme gruppo elettrogeno per fornire la corrente elettrica dalle 18.00 alle 21.00. Anche questa mancava da decenni. Tra alcune settimane ci saranno nuovamente le elezioni, il secondo turno che vedrà Joseph Kabila, vincente all’Est del paese ma non nella capitale, contrapposto a Jean Pierre Bemba, vincente nella capitale ma non all’Est. A Kinshasa hanno conosciuto le armi di liberazione di Kabila e  non lo possono votare. All’Est hanno conosciuto la ribellione e il cannibalismo dei soldati di Bemba e non lo possono votare. Si dice che talvolta occorre scegliere il male minore, e questo credo sia il caso. Per tornare ad Isiro, l’acqua dell’acquedotto funziona qualche ora al giorno. In compenso il nuovo aeroporto ha una delle piste di atterraggio migliori del Congo, costruito dagli americani al tempo in cui erano amici con il colonnello/dittatore Mobutu, in una zona strategica nel cuore dell’Africa. Qualche chilometro di strada asfaltata lo si ritrova appunto uscendo dall’aeroporto. Ad Isiro si riescono a trovare tutte quelle cose che in “brusse” non ci sono. Pezzi di ricambio per la macchina, attrezzi, medicine, libri scolastici arrivati da Kisangani per aereo, e quelli arrivati dall’Europa con altro materiale (GRAZIE), Bibbie, cavo elettrico, diodi per i pannelli solari, uno stampo per fabbricare i blocchi di cemento, latte in polvere (non solo Nestle), un vasetto di marmellata per fare un piccolo dono alle suore. Quando arriva una lettera, un piccolo regalo, il pensiero di qualcuno, è sempre salutato con molto calore. C’è una università, con l’immancabile pedagogia, ma anche tre anni per infermieri specializzati ed alcune altre facoltà.&lt;br /&gt;Numerose sono anche le “maison d’achat des diamants”, per acquistare oro e diamanti provenienti dai cercatori dell’interno. Una di queste case porta il nome “Paix du Crist”, la pace di Cristo. La religione non è mai un fatto privato. Come nessuna altra cosa, soprattutto nei piccolo villaggi. Ma l’abuso è spesso a portata di mano, usata come specchietto per le allodole, per fare cassa. Altre volte semplicemente ci si affida a Dio, per la salute come per gli affari. Dall’interno, in queste ultime settimane, specialmente da un paio di zone dei nostri villaggi dove si scava per cercare l’oro, sta venendo anche la peste polmonare, frutto della sporcizia mescolata all’alimentazione e ai topi. Trasmessa per via aerea può diventare pericolosa. E già vi è un forte viavai di medici locali e dell’O.M.S. per fronteggiare e prevenire quella che potrebbe divenire una crisi sanitaria. Cominciano già ad affluire i medicinali adatti e se la malattia è presa in tempo può essere curata in modo opportuno.&lt;br /&gt;Oggi siamo stati in casa dei padri comboniani, il nostro intento, poiché hanno un garage fornitissimo ed una officina, era di prendere una guarnizione per la testa motore della Land Rover. Scopriamo che oggi è la festa di Daniele Comboni, loro fondatore e grande missionario in Africa. E’ ottobre ed è mese dedicato alla missione nella vita pastorale della Chiesa. Beh, una preghiera particolare non è vietata a nessuno. Ciao.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-116050804744080538?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116050804744080538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116050804744080538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/10/immagini.html' title='Immagini'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-116050768041408320</id><published>2006-10-10T21:06:00.000+02:00</published><updated>2006-10-10T21:14:40.426+02:00</updated><title type='text'>Mongotu</title><content type='html'>Ciao, a tutti&lt;br /&gt;Approfitto del collegamento internet per inviare qualche riga da Babonde&lt;br /&gt;questa singolare porzione di mondo, immersa nella foresta equatoriale&lt;br /&gt;congolese. Utilizzo la vecchia rubrica di indirizzi, non più aggiornata. A&lt;br /&gt;qualcuno che ha cambiato mail questa lettera non arriverà, a qualcun altro&lt;br /&gt;arriverà inopportuna poichè la sua casella di posta si trova presente nella&lt;br /&gt;mia rubrica per altri motivi, in seguito a chissà quale contatto: chiedo&lt;br /&gt;scusa.&lt;br /&gt;Fanno oramai sei mesi che ho raggiunto questo villaggio e tento qualche&lt;br /&gt;riflessione,&lt;br /&gt;non un bilancio, poichè sento che sarà ancora forzosamente lungo il periodo&lt;br /&gt;di inserimento: la differenza di clima, lingua, cultura, ritmi, è bellezza&lt;br /&gt;da scoprire ed ostacolo da superare.&lt;br /&gt;Studente poco recettivo di lingua swahili, mai come in questo periodo sento&lt;br /&gt;quanto sia forte la potenza della parola per entrare in contatto, per&lt;br /&gt;accogliere, ascoltando, e per comunicare. E' quando qualcosa ti manca che ne&lt;br /&gt;comprendi meglio il valore. In questo periodo sperimento appunto la&lt;br /&gt;difficoltà del comunicare, dell'esprimersi con spontaneità. Colgo sotto una&lt;br /&gt;luce diverso il fatto che Gesù Cristo si è definito lui stesso la Parola. Se&lt;br /&gt;una Parola ti cerca, ti raggiunge&lt;br /&gt;e la puoi comprendere, se una Parola riesce a toccare il profondo del cuore,&lt;br /&gt;in quel momento si schiude un mondo, si spalanca una porta che annulla&lt;br /&gt;possibili&lt;br /&gt;solitudini, cancella la paura di ciò che è temuto perchè ancora sconosciuto.&lt;br /&gt;E' bello sapere che in Gesù Cristo la Parola si è fatta carne&lt;br /&gt;per farsi pienamente comprensibile a noi uomini&lt;br /&gt;e che egli ha voluto inviare uomini ad annunciare la Parola.&lt;br /&gt;Questo tempo è anche un tempo propizio per cogliere l'importanza della&lt;br /&gt;"presenza", dello "stare", indipendentemente dalle parole che si possono&lt;br /&gt;spendere, dalle azioni che si possono fare.&lt;br /&gt;Beh non non voglio continuare con pensieri di spiritualità, anche se occorre&lt;br /&gt;confessare che senza il pane quotidiano dello spirito, dell'animo, la&lt;br /&gt;povertà e il limite della nostra umanità si fanno poco sopportabili. Voglio&lt;br /&gt;invece, come chi scatta delle fotografie cogliere e conservare qualche&lt;br /&gt;immagine tra quelle che mi passano davanti agli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I figli, ricchezza di ogni casa.&lt;br /&gt;Assieme alla vegetazione esuberante sono i bimbi una delle realtà che&lt;br /&gt;colpiscono un occhio occidentale. Non può passare inosservato il numero, per&lt;br /&gt;ciascuna famiglia una media di&lt;br /&gt;otto. E' la gioia e il colore, la curiosità e lo stupore che come d'incanto&lt;br /&gt;esce fuori dai cortili ogni qualvolta qualcosa di nuovo compare al&lt;br /&gt;villaggio, lungo la strada, o nelle sere di luna piena attorno al fuoco e ai&lt;br /&gt;tamburi. Qualcuno ha detto, un pò scherzando che nella disastrosa situazione&lt;br /&gt;economica e politica del Congo, quella dei figli è l'unica fabbrica che&lt;br /&gt;funziona. "Come frecce nella faretra  di un eroe, sono i figli": così canta&lt;br /&gt;il salmo. E certamente sono una benedizione, sono cercati e amati, anche se&lt;br /&gt;al momento&lt;br /&gt;di inviarli a scuola e per altre necessità, come le cure mediche e&lt;br /&gt;il vestire, il numero incide negativamente sulle magre finanze. I&lt;br /&gt;piccoli da lontano vengono correndo per salutare e stringere la mano, non&lt;br /&gt;hanno timore, amano farsi coccolare. Aiutano nei lavoro del campo, nella&lt;br /&gt;"servitù" dell'acqua e della legna da procurare quotidianamente, a partire&lt;br /&gt;da distanze accettabili talvolta, altre volte un pò meno ragionevoli. E'&lt;br /&gt;difficile capire di chi siano veramente, poichè chiamano "fratelli" i&lt;br /&gt;cugini, padre e madre cadetto o&lt;br /&gt;madre&lt;br /&gt;e padre primogenito quelli che noi chiamiamo zii.&lt;br /&gt;Fratelli sono anche altri figli della stessa famiglia allargata, o quelli&lt;br /&gt;che dai&lt;br /&gt;villaggi&lt;br /&gt;più interni vengono ed abitano nella casa dei parenti in un villaggio più&lt;br /&gt;grande per&lt;br /&gt;proseguire gli studi, così da ritrovarsi ad avere una madre che ha generato&lt;br /&gt;ed un'altra che ha nutrito.&lt;br /&gt;C'è da guardare meravigliati la solidarietà che stringe insieme una&lt;br /&gt;famiglia, che mai è famiglia nucleare (è una espressione strana questa, in&lt;br /&gt;questi giorni di rinnovati dissidi militari suona quasi pericolosa), che&lt;br /&gt;sempre è risorsa in un ambiente ostile, anche se con qualche aspetto&lt;br /&gt;negativo quando qualche "parassita" in nome della famiglia vive sulle spalle&lt;br /&gt;del fratello più intraprendente o laborioso o fortunato. Tutti hanno&lt;br /&gt;qualcuno della famiglia a Wamba (città di riferimento per quelli di lingua&lt;br /&gt;swahili) o a Isiro (città del commercio locale dell'università e&lt;br /&gt;dell'aereoporto) o a Kisangani (capoluogo della regione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada.&lt;br /&gt;Oggi domenica 8 ottobre è veramente da raccontare. Le sf...fortune vengono&lt;br /&gt;tutte inseme? se Si! per un pò di tempo dovrei stare tranquillo. Partiamo&lt;br /&gt;stamattina per raggiungere Isiro e prendere finalmente la "boite de&lt;br /&gt;transfer" pezzo importante e costo per la Land Rover, in modo da avere la&lt;br /&gt;4x4 e le riduzioni di velocità davvero necessarie per non distruggere altri&lt;br /&gt;pezzi della macchina quando ci si trova nel fango. Rimaniamo impiantati.&lt;br /&gt;Nulla di grave, pala e piccone risolvono velocemente il problema, ma in&lt;br /&gt;contemporanea "panne" della pompa di alimentazione. Siamo bloccati. A piedi&lt;br /&gt;raggiungo il centro vicino e cerco una motocicletta per raggiungere la città&lt;br /&gt;e vedere come risolvere la faccenda. Dapprima alcuni giovani propongono un&lt;br /&gt;prezzo assurdo per trasportarmi e spargono la voce dimodo che tutti chiedano&lt;br /&gt;la stessa cifra. Infine un medico dell'ospedale mi offre la sua moto. Dio&lt;br /&gt;sia lodato. Una medaglia ha sempre due facce. Dopo alcuni chilometri&lt;br /&gt;pioggia, come si è soliti vedere da queste parti. Dire che è abbondante è un&lt;br /&gt;eufemismo. Mi fermo attendo. Al momento di ripartire la "candela" fa le&lt;br /&gt;bizze e ovviamente il kit pronto soccorso non c'è al suo posto. Cerchiamo un&lt;br /&gt;riparatore, spingendo per qualche chilometro (anche in salita), che non ha&lt;br /&gt;la chiave adatta. Fermiamo una moto di passaggio e risolviamo la faccenda.&lt;br /&gt;E' il direttore responsabile di tutte le scuole primarie della zona e&lt;br /&gt;propone di fare la strada insieme fino alla città ancora trenta chilometri,&lt;br /&gt;ci vorranno tre ore, con il fango e il buio che si avvicina. Rimango&lt;br /&gt;nell'acqua e nel fango fino al ginocchio. Il mio abbigliamento non è da&lt;br /&gt;moto, sono fradicio e i sandali rimangono impigliati nella melma della pozza&lt;br /&gt;d'acqua. Devo prima liberarmi i piedi per uscire e poi recuperarli con le&lt;br /&gt;mani;  in due (le facce della medaglia...) spingiamo fuori la moto, da solo&lt;br /&gt;non ce l'avrei fatta. Siamo infine arrivati, sfiniti per il cross acquatico&lt;br /&gt;sopportato, ma bene. Siamo ospiti, come d'abitudine, dai padri della&lt;br /&gt;Consolata. Il tempo di depositare la moto e un cane che è già di guardia al&lt;br /&gt;cortile, vista l'ora, mi azzanna senza nulla dire senza nulla aggiungere,&lt;br /&gt;pardon, senza abbaiare, e tutti sanno, can che abbaia non morde! ebbene ora&lt;br /&gt;posso dire che il contrario è perfettamente vero. Il pantalone robusto e la&lt;br /&gt;non perfetta convinzione del cane nel saltarmi addosso, mi salvano in parte.&lt;br /&gt;In compenso l'ospitalità sarà perfetta, copresi abiti asciutti. Per contro&lt;br /&gt;nostro autista dovrà passare la notte sulla strada per vegliare sulla&lt;br /&gt;vettura.&lt;br /&gt;Al di là della piccola vicenda simile a molte altre e di tutti coloro che&lt;br /&gt;viaggiano o che commerciano, la penosa condizione delle stade congolesi e&lt;br /&gt;delle comunicazioni è una piaga aperta che rende il grande paese, otto volte&lt;br /&gt;l'Italia, ancora più vasto, e rende la foresta con i villaggi che contiene,&lt;br /&gt;ancora più impenetrabile. Tutto costa enormemente a causa del trasporto. Le&lt;br /&gt;biciclette sono il mezzo più utilizzato con carichi impressionanti per i&lt;br /&gt;volumi e per il peso. Nei villaggi ci sono i "posti di salute"; nei villaggi&lt;br /&gt;un pò più organizzati ci sono i "centri di salute"; nel villaggio di&lt;br /&gt;riferimento per una collettività (tribù) c'è un ospedale di zona; ad Isiro e&lt;br /&gt;Wamba c'è un ospedale con qualcosa degno del nome, per quanto noi siamo&lt;br /&gt;soliti associare ad un ospedale. Ma chi potrà viaggiare tanto, e chi potrà&lt;br /&gt;raggiungere Butembo, Kisangani o Kinshasa? C'è solo da pregare di star bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo pensato di scrivere qualcosa d'altro, descrivere qualche altra&lt;br /&gt;istantanea. Ho le immagini davanti a me, ma vedo che il tempo sfugge, così&lt;br /&gt;ve li annunzio soltanto, sarà per me una sorta di promessa da mantenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna, quella che viene dopo sua zia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'oro e la peste,  i nuovi ricchi.&lt;br /&gt;Come tutti sanno il Congo è definito uno "scandalo geologico" per la&lt;br /&gt;ricchezza enorme di risorse del sottosuolo. Per ritornare tristemente al&lt;br /&gt;nucleare è nel Congo che è è stato estratto l'uranio per costruire le bombe&lt;br /&gt;di Hiroshima e Nagasaki. E' dal Congo che proviene la più grande quantità&lt;br /&gt;del Coltano il materiale che serve a fabbricare le sempre più resistenti e&lt;br /&gt;potenti batterie dei telefonini e per la componentistica informatica e&lt;br /&gt;spaziale. Ma senza andare tanto lontano e per restare ai classici materiali&lt;br /&gt;preziosi, ossia oro e diamanti è sufficente fare qualche chilometro, una&lt;br /&gt;trentina, da Babonde per potersi dedicare ad una ricerca. Proficua? Lo scavo&lt;br /&gt;è fatto a mano, pala piccone, barra di ferro, setaccio. Qualcuno ha fortuna,&lt;br /&gt;molti giovani tentano la sorte per uscire dallo scontato destino di&lt;br /&gt;agricoltori del campo per una economia di sussistenza. Nel villaggio vengono&lt;br /&gt;chiamati i "nuovi ricchi" quelli che arrivano a comperarsi una motocicletta,&lt;br /&gt;qui è famosa la Senke di fabbricazione cinese. Sono sufficienti all'incirca&lt;br /&gt;700 $ per acquistarla. E' oggi una sorta di status simbol. Per i villaggi&lt;br /&gt;limitrofi l'arrivo di persone nuove dal di fuori che devono acquistare il&lt;br /&gt;cibo e hanno dei soldi è diventato proficuo anche se i prezzi sono&lt;br /&gt;aumentati. Non si può lavorare per molto tempo nella "miniera", il fisico&lt;br /&gt;non regge. Fino ad oggi il pericolo è stato la tubercolosi e un pò di Aids,&lt;br /&gt;fortunatamente poco diffuso. Ma in queste settimane è una impressionante&lt;br /&gt;serie di decessi, che colpisce persone giovani ad avere allarmato il&lt;br /&gt;personale sanitario. Si tratta di peste polmonare. Si sono affacciate le&lt;br /&gt;organizazioni internazionali l'O.M.S. per tamponare immediatamente il&lt;br /&gt;problema. Sarà soprattutto l'informazione lo strumento strategico per la&lt;br /&gt;prevenzione, poichè d'abitudine si ricorre all'ospedale solamente quando si&lt;br /&gt;è alla fine e non c'è più rimedio, questo succede per questo tipo di&lt;br /&gt;malattia come per altri. Al contrario i medicinali per curare la peste ci&lt;br /&gt;sono e stanno arrivando. Per ora sono gratuiti per i malati conclamati ma lo&lt;br /&gt;saranno prossimamente anche per i familiari, appunto per una prevenzione&lt;br /&gt;efficace. Se devo essere sincero di veri nuovi ricchi, non ne vedo molti,&lt;br /&gt;forse altrove, per quelli che vengono da fuori a comperare e rivendere le&lt;br /&gt;pagliuzze o le pepite d'oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attesa di un pallone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica e la danza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada e la "psicologia" degli animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi saluto con l'immagine di un animaletto simpatico e strano. Ha gli occhi&lt;br /&gt;spalancati di chi curioso vede tutto nuovo intorno a sè. E' infatti un&lt;br /&gt;animale notturno della foresta. Qui è chiamato Mongotu che nella lingua&lt;br /&gt;Lika, il dialetto della tribù di Babonde, significa all'incirca "quello che&lt;br /&gt;non molla". Potete infatti vedere bene di qual tipo di zampe è dotato. La&lt;br /&gt;sua presa è irresitibile. I pigmei dicono che se, ferito a morte, si&lt;br /&gt;aggrappa ad un ramo, una volta morto occorre tagliare la zampa per&lt;br /&gt;staccarlo: non molla!&lt;br /&gt;Beh è una sorta di augurio per tutti coloro che hanno un progetto da&lt;br /&gt;realizzare, che hanno una chiamata a cui rispondere.&lt;br /&gt;Ciao, p. Renzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-116050768041408320?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116050768041408320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116050768041408320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/10/mongotu.html' title='Mongotu'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-116050717573240663</id><published>2006-10-10T21:00:00.000+02:00</published><updated>2006-10-10T21:06:16.080+02:00</updated><title type='text'>Fa oramai molto tempo fa</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sabato 12 agosto 2006 &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ agosto, è ferragosto, ma noi siamo in piena stagione di pioggia, anche se il peggio si manifesta a ottobre. Davvero devo sforzarmi un poco per immaginare l’agosto italiano, ferie, sole, caldo impossibile, il ferragosto… Il 15 sarà giorno feriale, lavorativo come tutti gli altri. Pioggia, motocicletta, fango e fretta sono degli ingredienti che non stanno bene insieme. Oggi ne faccio esperienza. La trappola è sempre in agguato, senza conseguenze particolari se non l’esperienza da mettere nel bagaglio, acquistata stavolta ad un prezzo non troppo elevato, direi a buon mercato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 9 agosto 2006&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Siamo ad agosto inoltrato ed è tempo di scrivere qualcosa. Sono state settimane intense: l’arrivo degli operai per continuare la costruzione della chiesa di Gbunzunzu ci ha costretti a cambiare ritmo, nel senso che occorre rifornirli di materiale attraverso la vecchia Land Rover che utilizziamo oramai come un piccolo camioncino. Mangia carburante e olio-motore a volontà, ma funziona! Vista la mancanza orami cronica di planche ossia di assi di legno da lavorare, noi stessi siamo ne siamo diventati produttori, almeno per il momento, beneficiando di una motosega e di una persona esperta venuta da Wamba, superando qualche difficoltà con i capi villaggio per ottenere il permesso necessario. Per contro il carburante tarda ad arrivare, per cui ovviamo inviando dei kumba kumba – trasportatori di materiale di ogni genere in bicicletta – a Isiro. Ci costa caro ma almeno non restiamo bloccati. I kumba kumba trasportano fino a 100/120 kg di materiale, spingendo spesso a mano il loro carico nei frequenti tratti in salita.&lt;br /&gt;Stamattina usciamo assieme ai due confratelli e ad un altro seminarista di Babonde in stage  con due motociclette, sotto la pioggia, per Fungula, il vicino villaggio. Celebriamo la Messa, visitiamo i malati, parliamo con i catechisti…ne approfitto per prendere alcune informazioni sulla sanità, la scuola. Mi impressionano alcuni numeri. La scuola primaria ad inizio anno ha avuto 390 iscritti, ma solo 200 hanno terminato regolarmente. E’ una scuola riconosciuta ma non “meccanizzata”, ossia non riceve alcun aiuto dallo stato, né per la struttura, costruita in materiale identico a quello per le capanne (poto poto), né per la didattica, né per il salario degli insegnanti. Quindi, sta alle famiglie il provvedere al tutto. Ecco che, se in molti cominciano, durante l’anno, buona parte di essi sono forzati al “ritiro” per mancanza di mezzi. Il direttore mi mette al corrente che una ventina di orfani erano sostenuti dal p. Gianni, ora costretto a curarsi in Italia in seguito ad un incidente in motocicletta. L’aiuto era possibile grazie anche ad una associazione “La Rete Radiè Resch”. Per mezzo della stessa associazione la cosa potrà senz’altro continuare. Molti di questi bimbi e bimbe mostrano un grande interesse per la scuola. E’ simpatico notare questa costante: chi proporzionalmente più è in difficoltà, più dimostra interesse e capacità.&lt;br /&gt;Lo stesso direttore aveva avviato un istituto secondario, le nostre scuole superiori per intenderci, dopo i sei anni di scuola primaria, ma ha dovuto rinunciare per mancanza di insegnanti qualificati. Anche gli insegnanti delle scuole primarie sono spesso persone che hanno terminato i primi quattro anni delle scuole secondarie e la qualità dell’insieme ne risente abbondantemente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domenica 30 luglio 2006&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Scrivo tranquillamente nella notte silenziosa di Babonde. Apparentemente nulla di differente dalle altre notti, se non  che è trascorso oggi un giorno storico per la nazione congolese, ossia la giornata delle prime “elezioni libere, democratiche e trasparenti” dopo 40 anni. L’incredibile è che è tutto vero… per molti versi impensabili in questo immenso Congo.&lt;br /&gt;Per molti un giorno di festa, dopo quasi 6 anni di “transizione”, che potranno portare fuori dal pantano la nazione, donandogli un presidente ed un parlamento legittimamente eletti, e non sedutisi al potere dopo averlo preso con la forza. Questa è l’attesa di tutti. Tutto il processo è ancora in corso, la buona volontà e le persone di buona volontà non mancano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-116050717573240663?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116050717573240663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/116050717573240663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/10/fa-oramai-molto-tempo-fa.html' title='Fa oramai molto tempo fa'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-115306386395019291</id><published>2006-07-16T17:29:00.000+02:00</published><updated>2006-07-16T17:34:52.566+02:00</updated><title type='text'>Incontro di povertà</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/Musica.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/Musica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 28 giugno 2006&lt;br /&gt;Viaggio a Isiro, sarà incontro di persone, di commercianti per gli acquisti da fare, di ritorno alla “città” dopo tre mesi di “brusse”. Ottanta chilometri per cinque ore di viaggio senza intoppi, che riescono a fare la differenza, molti degli abitanti di Babonde, Isiro non l’hanno mai vista. Oggi questa Isiro mi appare come una città vera, con la possibilità di usare il telefono cellulare, un aeroporto, dei negozi dove si può trovare quasi tutto quello che si cerca: dei rubinetti, del nastro isolante, un vetro per la vettura, dei cacciaviti, delle lampade al neon, un passino, i chiodi e una pialla per la falegnameria… confesso che quando sono arrivato non mi aveva affatto donato l’idea di una città, quanto di un grosso villaggio, ma ora la mia prospettiva è cambiata, non provengo più dall’Italia e da Kisangani, ma da Babonde. Cambiare prospettiva fa cambiare il gusto a molte cose. Viaggio ad Isiro: sarà anche un avvicinamento di povertà… più sfiorate che incontrate.Da Babonde partiamo con la suora infermiera che recupererà dei medicinali, e un poveraccio che da qualche mese staziona all’ospedaletto di qui, la sua malattia ora, dopo aver curato la tubercolosi contratta mentre cercava oro a qualche decina di chilometri di distanza, è piuttosto la solitudine. A giorni alterni è alla missione per un po’ di riso e qualche piccolo aiuto. Cercherà ad Isiro qualcuno della sua famiglia, senza trovarlo, questo era il risultato della ricerca al termine del primo giorno. A partire dall’indomani non lo vedremo più, avrà finalmente rintracciato qualcuno o una soluzione estemporanea? Un pezzo della sua famiglia o una prosecuzione di viaggio verso Kisangani la sua città? Ad Ibambi, recuperiamo fr. Egide, e De S., un belga che vive qui da più di quarant’anni, ha una piantagione di caffè. Viene con noi ad Isiro per pagare le tasse, anche queste“trattabili” come tutte le altre mercanzie; anche lui ne approfitta per fare qualche spesa, per acquistare i pezzi di ricambio della sua auto in panne e per piazzare il caffè prodotto. Lo accompagna messieur “Oui”, un suo ragazzo fidato che ha però il difetto, secondo il mio modesto avviso, di rispondere sempre “si” ogni volta che viene interpellato da messieur Jean De S… gli è pagato il lavoro che fa, ma ci aggiunge gratis di suo, un pò troppa compiacenza. Ad Isiro avremo l’occasione di acquistare una morsa, ci serve per alcuni lavori e la nostra vecchia è oramai inservibile. I negozi, uno accostato all’altro, nelle strade che formano il “centro commerciale” della città, sono chiamati “boutique”, mi suona un po’ buffo, per locali di 3 x 3 metri, stracarichi di mercanzie. Al termine boutique ho sempre associato una immagine di eleganza e di finezza, ma ora, mentre i gomiti sono già appoggiati al bancone, il secondo piede è ancora fuori della porta. Anche “centro commerciale” risulta un pò stonato con quello che si vede, ma tant’è, è la sostanza che conta. Le boutique hanno infatti una loro invidiabile efficienza. Se cerchi un articolo che il negoziante non ha, appena fuori della porta altri uomini sono in ascolto e provvedono all’istante a recuperare la merce, ecco allora che ci si trova immersi in due, quattro trattative contemporanee. E’ così che, mentre stiamo ripartendo si presenta un uomo a vendere la “sua” morsa, nel senso che è la morsa con la quale lavora, produce dei secchi d ferro che i figli vanno a vendere al mercato o appunto al centro commerciale. Sapendo che è la morsa con la quale lavora – ma non guadagna – vorrei non comperarla, ma insiste, l’ha già staccata e condotta a noi. E’ tempo di esami e per poterli sostenere, gli studenti devono essere in regola con i pagamenti della quota mensile dovuta agli insegnanti, poiché lo stato li paga appena una miseria. Ecco che quest’uomo ha assolutamente bisogno di realizzare all’istante un po’ di denaro per le necessità immediate e le spese scolastiche dei figli. Stavolta non tratto sul prezzo che propone, pago la quota intera, ma con un amaro in bocca.Nel viaggio conduce la Land Rover il nostro meccanico ed autista. Lo stato penoso delle strade e la condizione del nostro veicolo, per il momento senza 4x4, non ci permette di rischiare, ogni viaggio è una avventura con pericoli reali. Sulla strada del ritorno il fango ci farà da trappola, ma con l’aiuto di alcuni uomini e di una pala riusciremo a liberarci in fretta. Siamo in sette, con i bagagli, e dico di no ad un papà che mi chiede un passaggio per una sua parente, dovrebbe andare fino all’ospedale di Pawa. Siamo già in troppi. Anche se a stringerci o piazzando meglio i bagagli ci sarebbe stata…scopro dopo che si trattava solo di una trentina di chilometri, un piccola fatica che avremmo potuto fare agevolmente. Una situazione identica al momento del ritorno, nel primissimo pomeriggio, quando si presenta una mamma con il suo bambino di forse un anno, per chiedere un passaggio fino a Babonde. Stavolta siamo davvero stracarichi ed è impossibile farcela stare, anche se mi parla di qualcuno all’ospedale che lei deve assolutamente visitare. Già nel mattino era appunto venuta per chiedere il passaggio e, vista l’impossibilità, aveva scritto e consegnato una lettera per la sua famiglia, ma per forzare un po’ la mano si era poi presentata con i fagotti e il bimbo pronti per il viaggio.E’ venerdì, è il giorno del Sacro Cuore di Gesù, celebrazione dell’Amore, ad Ibambi con i nostri confratelli faremo un po’ di festa, ci sarà del vino a tavola e il dolce, ma mi pesano i “no” pronunciati, pesa la superficialità nello sfiorare le povertà piuttosto che incontrarle, pesa l’impotenza del non riuscire a dare risposta a colui che chiede, pesa il sospetto che non tutti i poveri siano poveri, ma che ci sia qualcuno, profittatore, dal quale doversi difendere. Porterà il Signore anche questo peso? Il Signore porterà anche questo peso!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-115306386395019291?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115306386395019291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115306386395019291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/07/incontro-di-povert.html' title='Incontro di povertà'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-115264812141054657</id><published>2006-07-11T21:59:00.000+02:00</published><updated>2006-07-16T17:16:15.106+02:00</updated><title type='text'>Loro lo sanno!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/Bimbi%20e%20arachidi.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/Bimbi%20e%20arachidi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 09.06.2006 Le persone qui sono molto religiose e le celebrazioni nella liturgia sono molto belle e vivaci anche se un pò lunghe per le mie abitudini. C'è un senso di fede profondo, una grande fiducia in Dio, quella fiducia che noi siamo piuttosto abituati ad avere in noi stessi e nella tecnica, ma che a ben guardare non rassicura poi così tanto.Ieri siamo passati in mezzo alle case dei poveri del villaggio, nel senso che la missione ha costruito alcune case per coloro (pochi) che non hanno famiglia, qualche vedova e qualche persona con handicap. E' straordinario constatare come sia presente in essi la quella gioia non banale nè passeggera, pur nelle condizioni estreme di vita. La gioia è sul volto dei poveri perché sono benedetti da Dio, come tutti gli uomini d'altronde, ma essi "lo sanno", è questo il loro vantaggio, e non cercano altrove quello che hanno avuto e scoperto per "grazia".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-115264812141054657?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115264812141054657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115264812141054657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/07/loro-lo-sanno.html' title='Loro lo sanno!'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-115221746775267469</id><published>2006-07-06T22:19:00.000+02:00</published><updated>2006-07-16T18:35:13.746+02:00</updated><title type='text'>Bamoka</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/Ragazzi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/Ragazzi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Domenica 4 giugno 2006&lt;br /&gt;Bamoka&lt;br /&gt;Stamattina celebrazione dell’Eucaristia a Bamoka. Mi accompagna il confratello fr. Egide, io celebro la Messa e lui predica e mi fa vedere “come si fa”. Il villaggio non è molto lontano, una dozzina di chilometri che percorriamo con la motocicletta. E’ giornata di mercato a Babonde, il centro più grosso, di riferimento, per cui i cristiani alla messa non sono molti, comunque più di 150, la chiesa è appena sufficiente oggi, a loro piacerebbe ingrandirla per permettere ad un numero più grande di cristiani di partecipare. I catechisti sono 4, con un consiglio pastorale. Sentono forte l’isolamento e l’impossibilità di poter sviluppare qualsiasi cosa a causa della mancanza di strade, di sicurezza, di accompagnamento da parte delle autorità. Quasi mai è certo che un progetto iniziato possa tranquillamente raggiungere il suo fine. Unico lavoro è l’agricoltura, si può anche produrre bene, ma per vendere dove?… trasportando la merce come? Per arrivare a Bamoka ci sono diversi saliscendi, e piccoli ruscelli da attraversare. Con dei tronchi di legno si costruiscono piccoli ponticelli sufficienti per far passare una vettura, anche se l’unica a passare di qui in qualche rara occasione è quella della missione di Babonde. Ora uno di questi ponti è da risistemare, alcuni tronchi non reggono più. La comunità cristiana è pronta a fare il lavoro, ma teme di scavalcare l’autorità del capo villaggio, al quale spettano simili decisioni, che tardano a venire. Occorrerà incontrarlo e suggerirgli la decisione da prendere. Il mercato di Babonde, due volte per mese, è luogo di incontri, di scambi, di raccolta di informazioni.&lt;br /&gt;Parlo loro di internet, ma è solo un’altra tessera mancante di quel mosaico di cose che qui forse non vedranno mai. Pensano all’Europa come al paese dove tutto sicuramente è più felice, facile, a portata di mano. Posso loro dire che sicuramente ci sono molte più cose ma non necessariamente molta più felicità… Ogni uomo, ovunque, è alla ricerca di quello che non ha, e sempre gli manca qualcosa… che stia cercando nella giusta direzione? Migliorare le proprie condizioni di vita è senz’altro buona cosa, un debito che abbiamo nei confronti dei doni di intelligenza ricevuti. Ma non è ancora l’acqua viva che disseta. Oggi è Pentecoste, il dono dello Spirito permette a popoli differenti di comprendere l’unico linguaggio di un amore ferito ma vittorioso, esigente ma contagioso, che chiede la lotta, soprattutto interiore ma dona la pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-115221746775267469?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115221746775267469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115221746775267469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/07/bamoka.html' title='Bamoka'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-115221709934364558</id><published>2006-07-06T22:17:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T22:18:19.343+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>BambiniIl 29 marzo, in occasione della conferenza stampa settimanale a Kinshasa, Danielle Barrot, responsabile della sezione della protezione del bambino della Monuc, ha denunciato "dei casi di nuovo reclutamento di bambini soldato, di maltrattamenti, di soprusi, di arresti e detenzione illegale nei riguardi dei bambini usciti dalle forze o gruppi armati". Sul piano mondiale, la RDCongo è uno dei sette paesi più toccati dal fenomeno dei bambini soldato. Si stima che, in RDCongo e dal 1998, almeno 30 000 ragazze e ragazzi di meno di 18 anni siano stati reclutati, con la forza o volontariamente, in gruppi armati. Erano così esposti alle ostilità, al lavoro forzato o alla schiavitù sessuale. Attualmente, più di 16 800 ex bambini soldato sono entrati nel programma di smobilitazione e reinserimento in corso. La Sig.ra Barrot si è detta soddisfatta della prima condanna, il 17 marzo scorso, di un individuo accusato di reclutamento di bambini. Si tratta del comandante Jean Pierre Biyoyo, condannato a cinque anni di prigione dal tribunale militare di guarnigione di Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu, alla frontiera con il Ruanda, per arresto arbitrario e detenzione illegale di bambini che avevano già lasciato dei gruppi armati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-115221709934364558?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115221709934364558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115221709934364558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/07/bambiniil-29-marzo-in-occasione-della.html' title=''/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-115221693349035131</id><published>2006-07-06T22:12:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T22:15:33.516+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Veronica&lt;br /&gt;Mi sembra bello diffondere una lettera/storia raccontata da un’amica, Claudia, laica missionaria in Kenya per tre anni.&lt;br /&gt;Veronica: è stata lei quest’anno ad aiutarmi ad entrare un pò più in profondità nel mistero della Pasqua e che sta cercando di aiutarmi a viverlo.&lt;br /&gt;È lei il Gesù che soffre, umiliato e dimenticato da chi gli è vicino, dagli stessi che egli ama e per i quali dà la vita. &lt;br /&gt;Ed è lei che mi aiuta ad allargare lo sguardo, a vedere e ad amare non solo i poveri che voglio vedere ed amare io.&lt;br /&gt;È lei che mi aiuta a credere e a sperare nella Risurrezione, che mi insegna che Gesù è morto e risorto per ogni uomo e per tutta la creazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata la mamma ad accompagnarla un mese fa in una delle cliniche dove lo staff del Progetto per le Persone con Disabilità incontra regolarmente i disabili della zona (di fatto si tratta del cortile esterno di una scuola elementare).&lt;br /&gt;Veronica è stata accompagnata perché ha più di quattro anni ma non cammina e non si regge in piedi. In realtà basta poco ai colleghi per capire che uno dei suoi problemi principali è la denutrizione.&lt;br /&gt;Viene dato alla mamma qualche consiglio sull’alimentazione e qualche indicazione sulle parallele da costruire con dei pezzi di legno per aiutarla a reggersi e magari, piano piano, a muovere qualche passo.&lt;br /&gt;Decidiamo di accompagnarla a casa per vedere dove abita, per sapere come raggiungerla nel caso non venisse più riaccompagnata alla clinica.&lt;br /&gt;Ci sono altri bambini che girano in quella che è difficile definire casa tanto è piccola, spoglia, povera.&lt;br /&gt;Scopriamo che questa donna ha avuto 10 figli. Molti sono sposati o comunque fuori casa ma una delle figlie, Mary, dopo una lite con la nuova famiglia, decide di ritornare a casa con i suoi due figli, l’ultimo dei quali ha poco più di 3 mesi.&lt;br /&gt;Arriviamo nella casa nel primo pomeriggio ma non c’è neppure il fuoco preparato perché non c’è niente da cucinare. I bambini sono sporchi e pieni di pulci penetranti.&lt;br /&gt;Ma siamo tutti sconcertati e preoccupati per Veronica, per la sua alimentazione, per la sua igiene, per la sua crescita…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo ritornati più volte a trovarla, a vedere come andava, a controllare se le due donne di casa (mamma e sorella maggiore) stavano collaborando con i volontari della zona che si stanno dando da fare per aiutare Veronica: qualcuno si è reso disponibile a dare alla piccola della frutta; qualcuno una tazza di latte al giorno; qualcun altro un uovo al giorno…&lt;br /&gt;Alla famiglia viene chiesto solo di accompagnare la piccola in paese che è proprio lì vicino ma sembra che non ci sia molta collaborazione da parte loro.&lt;br /&gt;Spesso la mamma non è in casa e né lei né la figlia maggiore portano Veronica a prendere il cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facile chiedersi come sia possibile… Facile arrabbiarsi… Facile pensare di portar via la bambina o di portare noi quanto serve… Facile anche aver voglia di mollare tutto …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno il marito di Mary dopo un lungo silenzio si presenta a casa e, arrabbiato per la situazione nella quale trova i figli, decide di portarsi via il più grandicello.&lt;br /&gt;Mary sembra avere qualche problema mentale e non ci sembra molto in grado di badare neppure a se stessa per cui pensiamo che la nonna paterna ed il padre possano essere la soluzione migliore per il piccolo e poi rimane una bocca in meno da sfamare e forse un po’ di attenzione in più per Veronica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Gesù sulla croce non si è dimenticato di nessuno, neppure dei due ladroni che aveva al suo fianco e di tutti coloro che – ai piedi della croce – “non sanno quello che fanno”.&lt;br /&gt;E nella sua sofferenza massima, prima di morire, ha affidato Maria a Giovanni e lui a Maria.&lt;br /&gt;Quasi a ricordarci di avere uno sguardo ampio davanti alla vita e alla morte, davanti alla sofferenza, davanti all’umanità intera; ad insegnarci a non scegliere noi i poveri, i piccoli, i sofferenti; a non decidere noi chi ha più bisogno di amore…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veronica è fragile, denutrita, forse anche malata ma non posso essere cieca e sorda davanti alla povertà di Mary che non ha saputo costruire una famiglia, che dopo aver perso il marito ora ha perso anche un figlio e che sa di essere rimasta con l’altro solo perché ancora troppo piccolo.&lt;br /&gt;E non posso non pensare alla fatica di questa mamma, alla sua preoccupazione e sofferenza per tutto quanto sta accadendo.&lt;br /&gt;Questa mattina le abbiamo fatto vedere una foto di lei e Veronica. Ha abbassato la testa e ci ha detto che non riesce a vederla: ha un problema agli occhi e ce l’aveva detto quel giorno in cui l’abbiamo incontrata ma poi… noi abbiamo scelto di pensare e preoccuparci solo di Veronica.&lt;br /&gt;È facile e malvagio giudicare senza sapere, senza conoscere, senza cercare di capire, senza amare.&lt;br /&gt;Ed il giudizio chiude gli occhi del cuore e ci fa dimenticare il bene, il buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è possibile pensare che questa madre non abbia a cuore la salute dei suoi figli e dimenticare che è stata proprio lei a portare a piedi la bambina alla clinica, a gridare il suo bisogno di aiuto, a chiedere di aiutarla a prendersi cura della sua piccola???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho capito che fintantoché sarò io a decidere chi è povero e chi non lo è, a scegliere chi amare e come amare, per me non è ancora la Risurrezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veronica ci ha portato alla sua famiglia e ci chiede di prendercene cura come Gesù ci ha portato a guardare e ad abbracciare la sofferenza, la fatica e la speranza, la morte e la Vita Nuova non solo di quelli che scegliamo noi ma di tutta l’umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Così dice il Signore Dio:&lt;br /&gt;… darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di loro;&lt;br /&gt;toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne » (Ez 11,19)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-115221693349035131?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115221693349035131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/115221693349035131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/07/veronica-mi-sembra-bello-diffondere.html' title=''/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114847098474257329</id><published>2006-05-24T13:40:00.000+02:00</published><updated>2006-05-24T13:43:04.760+02:00</updated><title type='text'>Tutto insieme</title><content type='html'>&lt;strong&gt;21 maggio 2006&lt;br /&gt;“Lo straniero non porta con sé la sua casa”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ed è per questo che ha bisogno di ospitalità, di accoglienza, di…&lt;br /&gt;E’ ancora per questo motivo che pian piano comincia a costruire una sua nuova casa, con l’aiuto dei nuovi vicini. Ma a ben guardare non è una nuova casa quella che sta costruendo, e a ben guardare non è ormai vecchio l’edificio che ha abbandonato, e non sono solamente i nuovi vicini coloro che lo stanno sostenendo, altri sono al suo fianco. A ben guardare sta soltanto allargando lo spazio della sua tenda, perché come lui, lo straniero, è ormai entrato nella tenda degli altri così altri possano ora entrare a far parte del numero degli amici aggiungendosi a quelli di sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;20 maggio 2006&lt;br /&gt;Per chi volesse comunicare abbiamo la possibilità di un numero di telefono Satellitare 0870762069741. Non è sempre acceso, sicuramente la domenica sera dalle 19.30 alle 21.30.&lt;br /&gt;Attenzione ai costi!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;11 maggio 2006&lt;br /&gt;Ricchezza culturale, sete di conoscenza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non potendo ancora comunicare in lingua locale non posso dire ancora di poter gustare la ricchezza culturale del posto, spero di poter comunicare qualcosa in seguito, per intanto ho potuto conoscere al contrario la grande sete di conoscenza, di informazioni, di apertura. All’interno, ossia in zone rurali, ogni passaggio di motocicletta, di vettura fa accorrere la gente perché è una novità che accade e può portare notizie. Una piccola idea mi è allora venuta, perché spesso si presentano dei ragazzi a chiedere qualche cosa da leggere, una rivista un giornale... con un ragazzo stavamo riparando un collegamento idraulico fatto con un tubo in plastica e per modellare il tubo serviva riscaldarlo un pò. Allora prendo un vecchio giornale per accendere una fiamma e riscaldare la plastica. Il ragazzo stupito mi ferma "scandalizzato" del fatto che un testo possa essere bruciato e mi chiede di poter donare a lui il giornale da leggere, non importa se vecchio.&lt;br /&gt;Allora: non so se sarà fattibile, ma non è che spargendo la voce si possono recuperare dei testi qualsiasi in francese? in modo da costituire un piccolo "tesoro" da far circolare... una biblioteca è un nome un pò grosso da spendere, ma un armadio con qualcosa dentro sarebbe già qualcosa di grande.&lt;br /&gt;Anche i testi scolastici sono una rarità, i prof. scrivono alla lavagna e gli scolari trascrivono nei loro quaderni, non parliamo del materiale didattico. L'altro giorno, non so come un insegnate è venuto a saper che ho con me una bussola (vecchio buon regalo degli scouts di Ponticella BO) ed è venuto a prestito per poterla far vedere alla sua classe e poi a tutti gli altri ragazzi della Scuola Primaria Centrale di Babonde (i primi sei anni di scuola elementare per 750 ragazzi).&lt;br /&gt;A Kisangani una nostra comunità gestisce l'istituto di scuola superiore "Maele" e un nostro confratello mi mostrava la biblioteca e la quantità di libri sparsi sul pavimento. Sulle prime sono rimasto incerto se manifestare o meno il mio stupore per lo stato penoso in cui si trovava quella biblioteca, le infiltrazioni d'acqua dal tetto, il disordine sugli scaffali e lo slalom che occorreva fare per spostarsi perché tutta la superficie del pavimento era occupata. Incerto perché non capivo se il significato della visita fosse dimostrare il bisogno evidente di iniziare una ristrutturazione seria o se al contrario la visita intendesse mostrare con una punta di giusto orgoglio tutti quei testi che potevano essere messi a disposizione dei professori per preparare le lezioni e che pochi altri istituti in città potevano permettersi.&lt;br /&gt;Ho fatto bene a non reagire, perché era questa seconda intenzione che muoveva il nostro confratello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;29 aprile 2006&lt;br /&gt;Viaggiando&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Costruire una casa è saggezza, ma è “viaggiando” che si acquista saggezza. E il viaggio è dentro e fuori, attraverso i paesi e le persone, le geografie e i volti, le esperienze proprie e quelle di chi si racconta. E si guarda sempre con occhi nuovi e si ascoltano suoni e ritmi mai uditi e si gustano cibi e si fanno pensieri. Tu non arrestare il tuo cammino. Se possiedi radici profonde, anch’esse non possono arrestare il cammino. Se ti sembra di aver confusamente corso invano è perché tu dovevi arrivare qui, non arrestare il tuo cammino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114847098474257329?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114847098474257329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114847098474257329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/05/tutto-insieme.html' title='Tutto insieme'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114474704614814821</id><published>2006-04-11T11:16:00.000+02:00</published><updated>2006-04-11T11:17:26.150+02:00</updated><title type='text'>Auguri</title><content type='html'>2 aprile ‘06&lt;br /&gt;Ieri sera all’esterno della missione è radunato il gruppo locale dei maestri – una quindicina – appartenenti all’organizzazione O.R.A., gruppo più vasto incaricato dell’azione di sviluppo presso le popolazioni pigmee di questa regione e dell’Ituri. Ricevono attraverso la missione un piccolo salario e qualche aiuto per le loro attività, e questa sera, poiché alcuni vengono da lontano, si fermeranno qui a cenare e a dormire. Uno di loro mi pone la domanda del perché ho scelto di venire a Babonde.&lt;br /&gt;Effettivamente ho chiesto di poter venire in Africa e in Congo; il fatto che oggi sia precisamente a Babonde è invece perché mi ci hanno inviato e sono contento di esserci. Ma perché la missione? Dopo essermi posto io stesso la domanda, e dopo averla raccolta dagli gli amici in Italia, ecco la gente di qui ripresentare la medesima questione. &lt;br /&gt;“Condividere la fede” è la prima risposta, “realizzare un sogno”, “accettare una sfida”, sono le parole che affiorano. Ma stamattina, domenica, è ancora “La Parola” a donare luce: “il Principe di questo mondo sta per essere gettato fuori” (Gv 12, 23-33). Il Principe di questo mondo, la realtà di male, di contrarietà a Dio e agli uomini, la mano alzata dell’uno contro l’altro, ogni chiusura ed egoismo, viene gettata fuori, dice Gesù. Il mondo e noi stessi, continuando a fare esperienza del principe di questo mondo, vediamo che la battaglia non è conclusa, siamo a nostra volta coinvolti nella sfida  contro questo “Principe”e chiamati a gettarlo fuori, almeno dalla nostra vita. &lt;br /&gt;Perché sono qui in Africa, a Babonde? Perché sento che è la strada per condurre “la buona battaglia della fede” (1 Tm 6,12), per continuare e condividere con altri questa sfida, per scoprire insieme la verità di Gesù, per sperimentarne la via, per gustarne la vita. Non sarò io a gettare fuori di questo mondo il “Principe”, nessuno di noi ne sarà capace, né saremo capaci di gettarlo fuori dall’Africa, né dal Congo. Sapremo però condurre una buona battaglia. Gesù ci attira.&lt;br /&gt;BUONA PASQUA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114474704614814821?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114474704614814821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114474704614814821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/04/auguri.html' title='Auguri'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114474659393425956</id><published>2006-04-11T10:59:00.000+02:00</published><updated>2006-04-11T11:09:53.936+02:00</updated><title type='text'>Acqua ed elettricità</title><content type='html'>31 marzo ‘06&lt;br /&gt;Siamo alla fine di marzo: piccole curiosità.&lt;br /&gt;Dopo due mesi di peregrinazioni arrivare a Babonde, mettere finalmente i piedi per terra, “mettere su casa”, mi permette di uscire lentamente dal limbo in cui sono stato immerso. Sottolineo lentamente perché senza possesso della lingua locale ogni vera attività è attualmente difficile; rimane la possibilità di poter dare un piccolo segno di presenza. Resto quindi “calmamente” in attesa e attivamente immerso nello studio della lingua swahili, proprio oggi ho iniziato le lezioni regolari assieme al mualimo Didier, un maestro tutto per me.&lt;br /&gt;La comunità composta da p. Jean Paul Masudi e da fr. Egid è, direi, ideale. Mi trovo pienamente a mio agio.&lt;br /&gt;Il clima è fresco, non ci sono zanzare in abbondanza, comunque egregiamente rimpiazzate da minuscoli ed invisibili insetti – approssimativamente portano il nome di maranguen - e pizzicano in maniera incredibile, aspetto ancora un po’ fiducioso nella teoria che dopo numerosi morsi si diviene immuni, ma se non succede in fretta credo che dovrò adottare le maniche lunghe come unica valida difesa.&lt;br /&gt;Giusto per esercitarmi nella scrittura in lingua italiana, e prima di farci l’abitudine voglio annotare alcune delle cose che saltano all’evidenza nella vita di “brousse” come si dice qui, ossia della vita all’interno delle zone rurali, della foresta, lontano dalle città, le quali, per inciso, hanno poco da spartire con una delle nostre città.&lt;br /&gt;Elettricità ed acqua sono due elementi che cambiano profondamente alcuni quotidiani comportamenti. Ecco che il lavandino in stanza non dona nulla, pur avendo una cisterna fuori per alimentarlo, la quale raccoglie l’acqua piovana del tetto: è da pulire e sono da reinstallare le grondaie che mancano. Ecco che i gabinetti possedevano lo “sciacquone”, oggi fuori uso e il bidone pieno d’acqua con il vicino secchio fungono da validi sostituti; l’ispezione alla cisterna che fornisce l’acqua all’unica doccia della casa fa dubitare sul risultato finale del “dopo lavaggio”, se cioè se ne esca puliti o sporchi di qualcosa d’altro di differente: anche questa sarà da risistemare. Per fortuna c’è un bidoncino di plastica con rubinetto incorporato che sotto il portico, fuori del refettorio dona l’acqua necessaria per lavarsi le mani prima dei pasti, ma è buona anche per permettere di aprire bene gli occhi appena alzati, svegliati dolcemente dalla luce del sole. Quest’acqua viene da una cisterna che raccoglie le acque piovane del cortile interno: una pompa azionata da motore elettrico dovrebbe estrarla, ma è in panne, per cui un secchio attaccato ad una canna compiono onorevolmente il servizio. L’acqua che beviamo viene invece presa con dei bidoncini di plastica da una fonte poco lontana, viene bollita e filtrata. Fino ad oggi non si sono verificati effetti collaterali, per cui il sistema funziona; è con quest’acqua che ci si può tranquillamente lavare i denti. E’ incredibile di quanta ne consumerei se funzionasse il normale rubinetto con la normale acqua potabile. Dicevo di  un motore elettrico, che potrebbe funzionare quando funziona il gruppo elettrogeno, ossia il vecchio motore diesel (dev’essere qui all’incirca dagli inizi della missione vista l’età che dimostra), è lui che produce elettricità per la casa. Attualmente viene acceso a partire dalle 18,30 quando cioè cala il buio; lo spegniamo alle 21,30/22.00 quando ci si dà la buona notte (la sveglia è alle 5,30) ed è in questo periodo che tutto ciò che è ricaricabile viene attaccato alle prese: la torcia elettrica, le pile per la radio o per la macchina fotografica, il registratore o il computer… Abbiamo un frigorifero con sistema di raffreddamento azionato a petrolio, funziona benissimo a confronto di quell’altro, nuovo, che prende la corrente elettrica da batterie ricaricate da una serie di pannelli solari, i quali però si rivelano spesso insufficienti. Penso che quanto prima lo staccheremo, anche perché c’è così poco dentro che quello a petrolio basta e di spazio ne avanza. Il carburante per il gruppo elettrogeno lo acquistiamo in fusti da 200 litri circa, il famoso barile quotato in borsa con il prezzo in continua crescita, qui all’interno si aggiunge anche la difficoltà di trasporto per strade impossibili che distruggono in breve tempo jeep e camion. Naturalmente il fornitore è unico, per cui è difficile trattare sul prezzo. Stasera, in attesa che arrivi il prossimo rifornimento abbiamo prelevato dal serbatoio della jeep per accendere il gruppo. Ieri per riparare una saldatura a stagno di un piccolo trasformatore abbiamo utilizzato l’unico saldatore disponibile riscaldandone la punta sulle braci del fuoco da cucina. Diciamo che è mancata un po’ la precisione viste le dimensioni della grossa punta, ma il lavoro è stato comunque efficace. Ecco dimenticavo la cucina, è staccata dalla casa, per tradizione di qui, ma anche a causa dell’abbondante fumo che abitualmente la abita, per fortuna una cucina economica razionalizza l’uso della legna, quando questa è lunga la misura giusta per entrare nell’apposito sportello, ma se a causa della lunghezza ne esce fuori o se è un po’ verde o umida l’effetto nebbia è assicurato.&lt;br /&gt;Annoto tutto questo solamente per la meraviglia o il confronto iniziale con le condizioni di vita da cui vengo, ma bastano pochi giorni per abituarsi. Molti di questi particolari mi ricordano i racconti dei miei genitori nelle loro case d’infanzia. Una sola attenzione che vorrei avere, quella di non abituarmici troppo, avendo invece la tensione giusta per cercare di far funzionare meglio quelle cose che lo possono, evitando trasandatezza o minimalismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114474659393425956?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114474659393425956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114474659393425956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/04/acqua-ed-elettricit.html' title='Acqua ed elettricità'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114474539581763096</id><published>2006-04-11T10:46:00.000+02:00</published><updated>2006-04-11T10:49:56.443+02:00</updated><title type='text'>SALAMU</title><content type='html'>25 marzo ‘06&lt;br /&gt;Arrivo a Babonde. Sono le 19.00 circa, quindi al buio, ma c’è ancora una piccola folla di gente che aspetta e fa festa, con saluti e canti. Sono davvero sorpreso, non me l’aspettavo. Molti non ho potuto vederli per il buio, molti di più perchè sono rientrati nelle loro case, erano davanti alla missione ad aspettare fin dalle 14.00. Scatto qualche foto con la solita grande meraviglia che il piccolo schermo digitale provoca.&lt;br /&gt;Il viaggio sui 90 kilometri circa è durato 5 ore buone, con difficoltà di percorso davvero notevoli, mi rendo sempre più consapevole che mi sto allontanando da un mondo. Il cuore è lieto o sto pensando ad altro. La vecchia Land Rover e l’autista hanno fatto bene il loro dovere, eravamo stracarichi di materiale per la costruzione di una nuova chiesa a 30 km da Babonde, e stracarichi di persone. Grazie a Dio non ci sono stati intoppi. P. Jean Paul la settimana scorsa, quando era venuto per prendermi, sulla strada del ritorno ha avuto un guasto ed ha dovuto passare fuori la notte.&lt;br /&gt;Viaggia con noi Pauline, una Piccola Suora dell’Evangelizzazione, hanno una comunità a Babonde ed un’altra ad Ibambi, a 16chilometri prima di Babonde. Le parole chiave sono Karibu, ossia “benvenuto” e “salamu” che è il saluto abituale in questa zona, importato dagli arabi che venivano a “caccia” di schiavi, ma che proviene dall’ebraico e significa “ogni pace e ogni bene”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114474539581763096?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114474539581763096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114474539581763096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/04/salamu.html' title='SALAMU'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114292015018936720</id><published>2006-03-21T06:44:00.000+01:00</published><updated>2006-03-21T06:49:10.200+01:00</updated><title type='text'>Speranze</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/Mani.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/Mani.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Elezioni: per il popolo congolese non c'è al momento altra speranza che uscire dal “processo di transizione” (dieci anni oramai dopo gli otre trenta di dittatura). Dopo gli innumerevoli passi indietro di questi decenni iniziare a camminare in avanti? Le elezioni possono marcare questa inversione di marcia, ma sono anche un momento di grande tensione, fragilità, verifica della intenzioni vere dei poteri forti di qui ed occidentali. E’ allora da diffondere l’iniziativa dei Beati i costruttori di Pace – Osservatori Internazionali alle Elezioni - che vi invito a visitare, conoscere, sostenere. Ciao&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114292015018936720?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.beati.org/' title='Speranze'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114292015018936720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114292015018936720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/03/speranze.html' title='Speranze'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114267735658692460</id><published>2006-03-18T11:06:00.000+01:00</published><updated>2006-03-18T11:22:37.310+01:00</updated><title type='text'>Saluti Salute?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_1405%20Succo%20di%20palma.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_1405%20Succo%20di%20palma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quanti "battesimi" si ricevono nella vita? uno di questi, per chi viene a vivere in Africa è anche quello della malaria. Un vaccino ancora non c'è, si dice che fino ad oggi le grandi case farmaceutiche non abbiano investito molto su questo "flagello" perchè i potenziali clienti risulterebbero troppo poveri per acquisire i farmaci prodotti. Oggi è un estratto di una pianta cinese, l'Artemisia Annua, a fornire il farmaco più efficace ma ancora troppo costoso per le magre tasche della maggior parte dei congolesi (e di moltissimi altri). Per chi vuole saperne di più lascio il link di un sito interessante.&lt;br /&gt;Bene, anch'io sono qui a scrivere convalescente e dolorante, dopo un paio di giorni di febbroni.&lt;br /&gt;Si "incarna" il mestiere: anche questo è inserimento. Ciao, p. Renzo p.s. un grazie a chi mi ha inviato il testo che segue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voi vi credete poveri,&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;"Voi vi credete poveri, ma è perché non avete coscienza delle vostre ricchezze. Prova ne è che se vi dicessi: «Eccovi dieci milioni in cambio delle vostre mani!» li rifiutereste. «Allora, datemi i vostri occhi per cento milioni!» e voi rifiutereste ancora. E se vi chiedessi di darmi la vostra lingua, il vostro naso o le vostre orecchie per delle somme fantastiche, continuereste a rifiutare. Ma allora, questo non solo significa che non siete poveri, ma anche che siete arcimiliardari! È come se qualcuno, proprietario di terreni e di castelli, si ritenesse povero perché non ha denaro liquido a disposizione. Voi credete di essere poveri perché non avete monete d’oro e neppure banconote. Ma in realtà, la vera ricchezza non è quella. La vera ricchezza è il vostro corpo fisico, con tutto ciò che potete realizzare grazie ad esso, e non solo: lo è anche il vostro cuore, il vostro intelletto, la vostra anima e il vostro spirito con i quali potete abbracciare l’intero universo." &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Omraam Mikhaël Aïvanhov&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114267735658692460?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sviluppoumano.it/stopmalaria/dossier/dossier.htm' title='Saluti Salute?'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114267735658692460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114267735658692460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/03/saluti-salute.html' title='Saluti Salute?'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114209477358822692</id><published>2006-03-11T17:30:00.000+01:00</published><updated>2006-03-11T17:32:53.606+01:00</updated><title type='text'>Bambini</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_1489%20m%20picc.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_1489%20m%20picc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scrive Elisa: "i bambini sono sempre una grande benedizione anche quando arrivano non "programmati", quando mettono alla prova la tua pazienza, quando ti fanno sentire inadeguata...ma ogni sorriso che fanno è una benedizione, ogni volta che ti prendono per mano è una benedizione, ogni volta che per strada ti chiamano per salutarti è una benedizione... E di benedizioni ce n'è sempre bisogno”!“Lasciate che i bambini vengano”. Sono il futuro, per loro più che per noi costruiamo il futuro… e “diventate come i bambini”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114209477358822692?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114209477358822692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114209477358822692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/03/bambini.html' title='Bambini'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114209420654567361</id><published>2006-03-11T17:17:00.000+01:00</published><updated>2006-03-11T17:23:26.576+01:00</updated><title type='text'>Tolekisti (vuoti di passeggero)</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_0998%20tolekista.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_0998%20tolekista.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eccomi di nuovo, tornato ieri da Basoko, storica missione all’incrocio del fiume Congo con l’Arwimi.&lt;br /&gt;Delle cose vissute laggiù, voglio ricordare la cordialità della nostra comunità e di quella delle suore francesi dell’immacolata Concezione (della Bretagna per la precisione). Voglio ancora ricordare l’appiccicamento di un paio di persone tra le altre per la richiesta di aiuti, per continuare gli studi o semplicemente per qualche piccolo regalo… è davvero sistema quello di chiedere al “padre missionario”… per il momento sono stato gentile ma inflessibile, arrabbiato contro l’insistenza. E’ certo che il Vangelo invita a chiedere e a farlo cono insistenza… ma veramente mi sembra una corsa dei più scaltri, invece che dei più bisognosi, al tesoro individuato (non ancora il tesoro vero).&lt;br /&gt;Voglio ricordare la messa alla cappella di Yabangia a 25 Km, con p. Jean, in moto, l’inaugurazione della nuova chiesa in poto poto (fango), l’ospitalità del catechista, l’impressione che suscita il piccolo schermo della macchina fotografica digitale.&lt;br /&gt;Di ritorno a maison Sacrè Coeur abbiamo finalmente avuto i particolari dell’aggressione della settimana scorsa.&lt;br /&gt;L’autista del camion dello scolasticato ha avuto un drammatico incidente prendendo sotto un tolekista (taxista in bicicletta) e il suo passeggero che purtroppo è morto, ad un centinaio di metri dalla casa Maison Sacrè Coeur. Le suore francescane di passaggio portano il tolekista all’ospedale, l’autista si rifugia presso la nostra casa. Come ben si sa occorre mettersi in salvo per sfuggire un quasi sicuro linciaggio sul posto.&lt;br /&gt;Nessuna colpa dell’autista circa la dinamica dell’incidente, i due in bicicletta gli si sono infilati sotto le ruote a causa di un urto avuto con un’altra bicicletta e di una manovra maldestra di un motociclista, concause il dissesto delle strade e l’approssimazione del rispetto di un minimo di codice stradale che sono il condimento quotidiano di che viaggia. Ma per chi ha un incidente non c’è ragione. Il morto è uno studente universitario, l’università è vicina. Agitatori fuori corso la frequentano da anni… monta una piccola folla di studenti che entra nel cortile della comunità alla ricerca del fuggitivo ben nascosto (tutti i mezzi delle nostre comunità portano l’adesivo ‘Prêtre du Sacrè Coeur’. La polizia chiamata accorre, ma è bloccata all’altezza del camion da altra folla che ne impedisce il passaggio e, come spesso accade, arriverà solo quando tutto sarà oramai concluso.&lt;br /&gt;Con i giovani non c’è verso di ragionare ma solo di barricarsi in casa per non giocarsi la vita, mentre inizia un lancio di sassi e di grosse pietre che sfondano vetri e porte e fracassano il parabrezza di un’auto parcheggiata, alcuni studenti provenienti da Basoko e amici dei padri tentano di calmare gli esagitati ma non c’è verso fino a che qualcuno scopre una porta aperta e grida “è fuggito di qua, oramai ci è scappato”… Non aggiungo particolari, se non che al camion è stato dato fuoco, ma faccio qualche considerazione.&lt;br /&gt;C’è un modo di reagire ai fatti, soprattutto negli incidenti stradali, ma similmente ogni volta che ci si trova di fronte alla morte di una persona giovane, che è totalmente istintiva da una parte, e dall’altra è “forzata” a cercare ad ogni costo un colpevole. Nessuna morte accade naturalmente, c’è sempre una causa, c’è sempre un colpevole. Strano a dirsi in questo paese dove per contro c’è molta rassegnazione a fronte delle mille disgrazie da sopportare. Un colpevole va trovato e punito, forse che anche qui la sofferenza estrema quella della morte rimane un mistero difficile da affrontare e richiede qualche scorciatoia di risposta… noi in occidente scegliamo spesso l’altra scorciatoia, quella di dare la colpa a Dio o di negare l’evidenza cullando il sogno di una tecnologia medica che dia sollievo a tutto e a tutti.&lt;br /&gt;Nella illogica reazione della piccola folla di giovani si legge anche la disperazione di una nazione che da decenni non riesce ad intravedere via di uscita ai mali e alle schiavitù che la rendono perennemente “minore” nell’insieme dei popoli, perseguitata dai debiti e dallo sfruttamento neocolonialista, svenata dalla corruzione dei propri governanti, vessata da tutte le istituzioni, polizia compresa, che invece di difendere il diritto e la giustizia vedono nel “piccolo” una ghiotta preda da mungere per uscire dal comune sfacelo. Violenza subita, mai digerita, genera altra cieca violenza.&lt;br /&gt;C’è infine una politica, una sporca politica che nel piccolo di una città di foresta tropicale riproduce i passi dei grandi, ossia, nella confusione, del ‘tanto peggio tanto meglio’, qualcuno guadagna, ed immancabilmente quest’ultimo è colui che è già ben piazzato e può far valere il peso della forza che già ha acquisita.&lt;br /&gt;Prontezza nel perdono, ricerca del diritto e della giustizia, libertà della coscienza, capacità di testimonianza personale, giudizio lasciato a Dio, consapevolezza di una fatica da vivere…&lt;br /&gt;mi sembrano tutte parole d’ordine per un lavoro di animazione, di educazione, di evangelizzazione qui in Congo, ma buone ovunque… non semplicemente un programma… la luce di Cristo dona un sapore speciale a tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114209420654567361?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114209420654567361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114209420654567361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/03/tolekisti-vuoti-di-passeggero.html' title='Tolekisti (vuoti di passeggero)'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114063581829266363</id><published>2006-02-22T20:11:00.000+01:00</published><updated>2006-02-22T20:16:58.310+01:00</updated><title type='text'>MONICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_0560%20Monica.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_0560%20Monica.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Devo ripresentare Monica poichè è sparita da queste pagine troppo in fretta, misteri dell'internet. E' una conoscenza fatta appena partito dall'Italia. Ciao&lt;br /&gt;Nel pomeriggio con Claudia facciamo visita ad una signora, Monica, appena operata (gli è stato asportato l’utero causa un tumore) ed ora è a casa in convalescenza. E’ una persona particolare o meglio speciale, perché ha adottato un bambino. Anzi forse non è tanto speciale viste le tante persone che con mille fatiche ma con grande coraggio adottano dei figli e viste le altre decine di testimonianze di condivisione e solidarietà che le comunità e le famiglie operano quotidianamente a Nyahururu. La sua storia merita comunque di essere raccontata.&lt;br /&gt;Monica non ha potuto terminare gli studi, la mancanza di denaro sufficiente per pagare la scuola nonostante l’aiuto iniziale di uno zio, il padre dedito all’alcool, la necessità di lavorare presto… “Ma Dio non vuole che le persone soffrano a lungo”, ed ecco il matrimonio con James, del quale è innamorata oggi come allora, quando erano fidanzati: “una vera benedizione di Dio”, e tre figli, Bob, Lucy e Mothoni.&lt;br /&gt;Il S. Martin nel suo progetto di recupero dei ragazzi di strada, sta tentando di sensibilizzare le diverse comunità, creando dei gruppi di sostegno e di animazione affinché si possano individuare delle famiglie affidatarie e Monica ne fa parte con entusiasmo. Non è affatto cosa semplice trovare chi sia disposto a prendere in casa un ragazzo di strada, spesso violento, abituato a sopravvivere da se stesso, incapace di obbedire ad alcuno.&lt;br /&gt;Ora è per Mbogwa che si sta cercando famiglia, la sua è una vicenda difficile, abbandonato dalla famiglia nelle braccia poco affettuose della strada quando aveva l’età di tre anni ed ormai già da cinque sopravvive di espedienti assieme a ragazzi più grandi di lui. Cinque anni sulla strada sono lunghi e segnano profondamente la sua persona. Com’era prevedibile non si trova una famiglia disponibile, e i responsabili del S. Martin sono ora loro stessi a farsi avanti chiamando Monica ed invitandola a prendere in casa Mbogwa.&lt;br /&gt;Monica da parte sua si sta dicendo che non può girare di famiglia in famiglia, come volontaria del S. Martin, cercando dei genitori affidatari, tentando di convincerli che è possibile accogliere un bimbo, fosse anche proveniente dalla strada, quando lei stessa non sa precisamente per esperienza diretta cosa questo comporti, sa anche che nella vita occorre dare l’esempio in certe circostanze.&lt;br /&gt;Ne parla quindi con James e con i tre figli ed insieme decidono che “si può fare”, si potrà prendere Mbogwa per un periodo di prova di alcuni mesi, poi si vedrà.&lt;br /&gt;Mbogwa quando arriva è letteralmente coperto di pustole e di pulci, ma sr Tiziana ha provveduto a delle medicine (una polvere bianca) che dovrebbe guarire il tutto. La casa della famiglia di Monica è una baracca di legno, come è normale da queste parti, nella zona di Nyahururu, in Kenya: una stanza dedicata ai genitori, ed una ai figli, un letto per le femmine e l’altro quello di Bob da condividere ora con Mbogwa. Bob è felice di avere finalmente un fratello con cui condividere i lavori quotidiani e il gioco, ora non si tira indietro nel momento di condividere il letto (sarà risparmiato dalle infezioni) e il giorno dopo condividerà anche gli abiti, scegliendo per il nuovo arrivato quelli più belli tra i troppo pochi a disposizione.&lt;br /&gt;Racconta Monica:&lt;br /&gt;“Abbiamo sempre sbagliato a pensare i ragazzi di strada un problema, e nei timori della decisione a pensare a Mbogwa come ad un problema. Mbogwa è stato una benedizione per la nostra famiglia, ha aiutato noi ad essere migliori, i nostri figli a crescere in modo diverso. Certo la durezza e talvolta la violenza che Mbogwa ha ereditato dalla strada, frutto di un amore mai ricevuto, non sono stati facili da affrontare, soprattutto all’inizio, per tutti noi, genitori e figli, ma poco alla volta le cose sono cambiate ed ora Mbogwa è tra i migliori degli studenti della sua scuola, ogni volta che ci siamo confrontati durante il periodo di prova, nessuno della famiglia ha mai avuto il dubbio se tenerlo o rimandarlo indietro”.&lt;br /&gt;“Prima di andare alle scuole superiori – dice ancora Monica – Mbogwa pregava spesso per la salute di noi genitori così che ci fosse la necessaria possibilità economica per poterlo iscrivere. Le scuole superiori, soprattutto quelle di buon livello sono molto costose. Proprio in quel periodo invece mio marito Bob fu licenziato, in un periodo di grande crisi per il nostro paese. Fu allora che ci chiedemmo se non era il caso di rimandarlo indietro poiché non riuscivamo neppure a pagare le spese dell’altro nostro figlio Bob. Fu mio marito James a riflettere che una simile decisione non avrebbe comunque risolto il problema che andava invece affrontato diversamente, e se erano disposti a fare dei sacrifici per i tre figli avrebbero potuto farlo anche per quattro”. Fu poi la disponibilità del preside della scuola a rifiutare che Bob fosse ritirato a metà anno e a permettere ugualmente a Mbogwa di iscriversi l’anno successivo, in attesa che il marito trovasse un nuovo impiego. Mbogwa è sempre stato tra i migliori della scuola, nel tempo ha smussato molte delle spigolosità dei primi tempi delle quali hanno fatto prova soprattutto gli altri fratelli. Monica dice che li ha anche aiutati ad affrontare la vita in modo diverso, a far crescere attenzioni e aperture a tutti loro. Oggi sa essere obbediente ed ha promesso alla mamma adottiva una laurea, una casa ed un’automobile. Il papà James ha trovato lavoro al S. Martin e sta lui stesso costruendo pian piano una nuova casa più grande. Monica non vede l’ora che sia finita perché nel frattempo ha ospitato per alcuni giorni un altro bimbo di 8 anni, Wachira, che pur avendo la madre, vive però in stato di abbandono ed ancora non si è trovata una famiglia che lo possa accogliere. Ma Monica già vi si è affezionata ed è pienamente convinta che sarà lei a prenderlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114063581829266363?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114063581829266363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114063581829266363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/02/monica.html' title='MONICA'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-114036238379797606</id><published>2006-02-19T16:16:00.000+01:00</published><updated>2006-02-19T16:19:43.816+01:00</updated><title type='text'>Il fiume Congo a Kisangani</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_1080%20tramonto.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_1080%20tramonto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il fiume Congo da S. Gabriel, ossia alle radici della presenza cristiana in Kisangani, allora chiamata Stanleyville, e in tutto l’Est del Congo. Nel luogo che fu di p. Grison, primo nostro missionario a partire dal 1897. Qui sono anche le tombe dei numerosi nostri confratelli uccisi durante i moti del 1964. Scrivo al fresco di un solenne temporale equatoriale, dopo una umida ed afosa giornata. Sul fiume Congo, le piroghe vi scorrono lentamente, trasportando persone o pescatori. L’acqua defluisce con calma ed imponenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-114036238379797606?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114036238379797606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/114036238379797606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/02/il-fiume-congo-kisangani.html' title='Il fiume Congo a Kisangani'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-113974742788663182</id><published>2006-02-12T13:24:00.000+01:00</published><updated>2006-02-12T13:30:27.900+01:00</updated><title type='text'>Kisangani</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/IMG_0857.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/IMG_0857.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra tappa raggiunta, la città di Kisangani dopo un pò di percorsi e il passaggio a Mambasa con il classico viaggio in camion.&lt;br /&gt;Giada mi ha inviato questo che segue (grazie) e cosa di meglio se non diffonderlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Voi vi credete poveri,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Voi vi credete poveri, ma è perché non avete coscienza delle vostre ricchezze. Prova ne è che se vi dicessi: «Eccovi dieci milioni in cambio delle vostre mani!» li rifiutereste. «Allora, datemi i vostri occhi per cento milioni!» e voi rifiutereste ancora. E se vi chiedessi di darmi la vostra lingua, il vostro naso o le vostre orecchie per delle somme fantastiche, continuereste a rifiutare. Ma allora, questo non solo significa che non siete poveri, ma anche che siete arcimiliardari! È come se qualcuno, proprietario di terreni e di castelli, si ritenesse povero perché non ha denaro liquido a disposizione. Voi credete di essere poveri perché non avete monete d’oro e neppure banconote. Ma in realtà, la vera ricchezza non è quella. La vera ricchezza è il vostro corpo fisico, con tutto ciò che potete realizzare grazie ad esso, e non solo: lo è anche il vostro cuore, il vostro intelletto, la vostra anima e il vostro spirito con i quali potete abbracciare l’intero universo."Omraam Mikhaël Aïvanhov&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-113974742788663182?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113974742788663182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113974742788663182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/02/kisangani.html' title='Kisangani'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-113930516830518198</id><published>2006-02-07T10:39:00.000+01:00</published><updated>2006-02-07T10:39:28.510+01:00</updated><title type='text'>A Casa</title><content type='html'>&lt;DIV&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Decisamente le strade sono un'altra cosa rispetto  al Kenia e All'Uganda, decisamente la polvere è un'altra cosa, così la  burocrazia... ma mi sento a Casa qui in Congo, Jambo&lt;/FONT&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-113930516830518198?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113930516830518198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113930516830518198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/02/casa.html' title='A Casa'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-113797130256465261</id><published>2006-01-22T23:56:00.000+01:00</published><updated>2006-01-23T00:08:22.586+01:00</updated><title type='text'>GRAZIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/Josephu.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/Josephu.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non saranno le parole a dire il &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;grande grazie&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; che vorrei manifestare a tutti, sarà la gioia sperimentata in questi giorni che potremo conservare e moltiplicare donandola ancora.&lt;br /&gt;Ciao!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-113797130256465261?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113797130256465261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113797130256465261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/01/grazie.html' title='GRAZIE'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20133412.post-113706275983969513</id><published>2006-01-12T11:35:00.000+01:00</published><updated>2006-01-22T23:56:18.003+01:00</updated><title type='text'>Cercami nel sito</title><content type='html'>Altre informazioni le puoi trovare sul sito di Scuola Missionaria all'indirizzo: www.dehoniani.it/scuolamissionaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/1600/profilo1%20p.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6375/2006/320/profilo1%20p.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20133412-113706275983969513?l=renzobusana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.dehoniani.it/scuolamissionaria/' title='Cercami nel sito'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113706275983969513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20133412/posts/default/113706275983969513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://renzobusana.blogspot.com/2006/01/cercami-nel-sito.html' title='Cercami nel sito'/><author><name>p.Renzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04421909073234801597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_DiCDnMYJ608/SUPbZxDiRHI/AAAAAAAAAEQ/EOt_dZjeSIQ/S220/Profilo4.jpg'/></author></entry></feed>
